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NOTIZIE · OI-331291 · 18/02/2016 23:35:00 · 3774 g fa3 min lettura
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Fallisce la gara per la Zona Franca Economica di Spitalla, squalificati i cinesi e la società 'Rendur'

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - Prometteva di essere uno dei successi del Governo, invece l'appalto per la Zona Franca Economica di Spitalla, 500 ettari con concessione di 99 anni, è fallita. Il Ministero dello Sviluppo Economico, del Turismo, del…

Tirana - Prometteva di essere uno dei successi del Governo, invece&nbsp;l&#39;appalto per la Zona Franca Economica di Spitalla, 500 ettari con&nbsp;concessione di 99 anni, &egrave; fallita. Il Ministero&nbsp;dello Sviluppo Economico, del Turismo, del Commercio e dell&#39;Impresa ha annunciato, ufficialmente, che le due societ&agrave; partecipanti, quella cinese e quella&nbsp;italiana, sono state&nbsp;squalificate&nbsp;per molteplici mancanze nella documentazione tecnica presentata.&nbsp;Il portale economico &quot;Monitor&quot; &egrave;&nbsp;riuscito ad assicurarsi le due lettere inviate alle societ&agrave; in gara. In quella inviata al signor Zhou Xiaohe, rappresentante dell&#39;unione provvisoria delle societ&agrave; cinesi &quot;&nbsp;Zhejiang Haiteng Investment Co&quot; e &quot;Bejing Dongrun Tongbao Technology Co&quot;, si informa che la loro offerta &egrave; stata squalificata&nbsp;a causa delle numerose carenze nella documentazione tecnica e per la presentazione di documenti non vidimati da notaio. Invece, nella lettera indirizzata alla societ&agrave; italiana &quot;RENDur4 sh.p.k&quot; il Ministero&nbsp;dello Sviluppo Economico, del Turismo, del Commercio e dell&#39;Imprenditoria ha comunicato che, non &nbsp;&egrave; stato soddisfatto nessuno dei criteri richiesti per la qualifica.<br /> L&#39;appalto internazionale per lo sviluppo della zona tecnologica di Spitalla, nella regione di Durazzo, &egrave; stato aperto&nbsp;a giugno dello scorso anno. Tramite questa concessione, il Governo sperava di attrarre oltre 1 miliardo di euro di investimenti. Il 28 ottobre dello scorso anno, quando ebbe luogo l&#39;appalto per la costruzione della Zona Franca Economica,&nbsp;solo due aziende hanno presentato l&#39;offerta. La prima del consorzio temporaneo di imprese cinesi &quot;Zhejiang Haiteng Investment Co., Ltd&quot; e &quot;Bejing Dongrun Tongbao Technology Co.Ltd&quot;, la cui offerta prevedeva un valore d&#39;investimento per un importo di 1,5 miliardi di dollari per 9 anni e mirava all&#39;apertura di 90 mila posti di lavoro. La seconda &egrave; della societ&agrave; italiana &quot;RENDur4&quot;, che&nbsp;non ha presentato una offerta finanziaria.[1]<br /> La commissione di valutazione delle offerte ha chiesto subito&nbsp;di estendere il termine, senza porre un limite, anche se in base alla normativa, aveva un mese di tempo per proclamare l&#39;offerta vincitrice. Nel frattempo, il Ministero dello Sviluppo Economico, ha firmato un contratto con la societ&agrave; di audit internazionale &quot;Deloitte&quot; per raccogliere informazioni&nbsp;supplementari&nbsp;sulle&nbsp;societ&agrave; offerenti, e sapere cos&igrave; se&nbsp;i&nbsp;pretendenti&nbsp;soddisfano i requisiti legali e&nbsp;offrono garanzie finanziarie&nbsp;sufficienti per quest&#39;investimento.&nbsp;&nbsp;&nbsp;[2]&nbsp;Un particolare riguardante l&#39;appalto,&nbsp;&egrave; che, nel periodo in cui si &egrave; svolta la suddetta gara, i media albanesi e nello specifico il portale &quot;Syri&quot;, hanno pubblicato&nbsp;fatti di nepotismo e corruzione legati alle parti contraenti.&nbsp;Il consorzio&nbsp;cinese risultava legato&nbsp;al fratello del Primo Ministro, Edi Rama, Olsi Rama, il quale&nbsp;appare in una foto insieme con i cinesi durante una visita realizzata in Cina il 29 luglio del 2014. Si tratta di una delegazione inviata dal Premier&nbsp;Edi Rama, guidata dal fratello Olsi,&nbsp;per negoziare il coinvolgimento delle due societ&agrave; cinesi a&nbsp;questa gara d&#39;appalto. Sulla pagina web della societ&agrave; cinese legata ad&nbsp;AIWAN Group, si afferma che Olsi Rama &egrave; l&#39;inviato ufficiale del Governo Albanese in questi negoziati, insieme al consigliere commerciale dell&#39;ambasciata albanese in Cina,&nbsp;Krivis Me&ccedil;i ed al rappresentante&nbsp;per gli investimenti in Albania,&nbsp;G&euml;zim Man&ccedil;e. &quot;Syri&quot; ha pubblicato anche estratti delle due societ&agrave;&nbsp;&quot;Zhejiang Haiteng Investment Co., Ltd&quot; e &quot;Bejing Dongrun Tongbao Technology Co.Ltd&quot;, pubblicati sulla&nbsp;pagina ufficiale del Governo cinese&nbsp;nella sezione della&nbsp;Registrazione delle Imprese, da cui si evince che le due societ&agrave; sono troppo&nbsp;piccole per un investimento di 1.5 miliardi di USD. Invece la societ&agrave; italiana &quot;RENDur4&quot; sh.p.k. &egrave; una&nbsp;societ&agrave;&nbsp;fantasma, che non risulta&nbsp;affatto&nbsp;sui registri di Registrazione delle Imprese&nbsp;in Italia.&nbsp;&nbsp;[3] [4]

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Strumenti del dispaccio
Entità
15
menzionate
Persone
2
menzionate
Aziende
3
menzionate
◉ Geografia della notizia · 3 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Zhejiang · Spitalle · Durazzo · Tirana
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