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Pristina - Si è arreso il tanto ricercato dalla giustizia kosovara, il medico turco, Kenan Demirkol, sospettato di essere coinvolto nel trapianto degli organi con la finalità del loro traffico, conosciuto come il caso…
Pristina - Si è arreso il tanto ricercato dalla giustizia kosovara, il medico turco, Kenan Demirkol, sospettato di essere coinvolto nel trapianto degli organi con la finalità del loro traffico, conosciuto come il caso "Medicus". La sua resa è avvenuta il 25 gennaio di quest'anno, dopo i negoziati che aveva realizzato Demirkol con la giustizia kosovara attraverso il suo avvocato, Ismet Shufta. Quest'ultimo ha detto che il medico Demirkol si è arreso volontariamente e ha mostrato la sua volontà di affrontare le indagini in ogni fase.<br /> "Il medico mi ha contatto e mi ha detto di volersi arrendere perché, in questo modo, può essere rimosso il mandato d'arresto internazionale contro di lui, perché era ricercato dall'Interpol", ha affermato l'avvocato Shufta.<br /> In base al fascicolo del caso "Medicus", risulta che dopo l'avvio del processo sul caso conosciuto come "Medicus 1", le indagini sono state estese verso nove persone, tra cui anche il medico turco, Kenan Demirkol. L'avvocato Shufta ha ricordato che le indagini, in merito al caso, sono state sospese durante il 2014, perché nel processo erano coinvolte persone irraggiungibili per la giustizia kosovara. La resa del medico turco, e la disponibilità ad affrontare la giustizia kosovara, espressa mediante il suo avvocato nella Procura Speciale ha consentito la rimozione del mandato d'arresto internazionale ed il proseguo delle indagini sul caso conosciuto come "Medicus2". Durante la sua dichiarazione dinanzi alla Procura Speciale, il medico Demirkol ha respinto il suo coinvolgimento nel trapianto degli organi. Inoltre questi ha respinto le dichiarazioni dei testimoni, che aveva effettuato interventi, così come il registro degli anestesisti, dove figurava il suo nome come partecipante agli interventi di trapianto dei reni eseguiti nella clinica "Medicus" a Pristina. Il medico Kenan Demirkol, ha ammesso di conoscere i medici coinvolti nel caso di traffico di organi "Medicus", e di aver eseguito interventi con loro, ma non trapianti, solo operazioni generali. L'avvocato Shufta ha dichiarato che, in precedenza, è stato contattato speso anche dall'altro medico turco, anche lui ricercato dall'Interpol, il Dott. Yusuf Sonmez, che aveva considerato la possibilità di resa agli organi della giustizia del Kosovo. Attualmente, Somnez, secondo l'avvocato Shufta, non è ricercato solo dal Kosovo ma anche dalla Federazione della Russia.<br /> Ad aprile del 2013, la Corte Fondamentale ha proclamato la sentenza di condanna verso gli accusati del caso "Medicus", dopo 106 udienze da ottobre del 2011. Con 8 anni di carcere e 10 mila euro è stato condannato, Lutfi Dervishi e suo figlio, Arban Dervishi, con 7 anni e tre mesi di carcere così anche 2.500 euro di multa. Per gli altri accusati la sentenza era minore, tra cui Sokol Hajdini 3 anni di carcere, e gli anestesisti Islam Bytyqi e Sylejman Dulla con un anno a condizione di non ripetere lo stesso reato. L'ex segretario permanente nel Ministero della Salute, Ilir Rrecaj, è stato proclamato innocente, mentre Driton Jilta ha evitato la condanna per la scadenza dei termini della procedura giudiziale.
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