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Podgorica - Il Primo Ministro del Montenegro, Milo Djukanovic, ha partecipato alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, è stato annunciato sabato 13 febbraio. Questa è la più grande conferenza sulla sicurezza realizzaya in…
Podgorica - Il Primo Ministro del Montenegro, Milo Djukanovic, ha partecipato alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, è stato annunciato sabato 13 febbraio. Questa è la più grande conferenza sulla sicurezza realizzaya in tutto il mondo, la quale ha visto la partecipazione di Jens Stoltenberg, John Kerry, Sergey Lavrov, Federica Mogherini, il re giordano Abdullah II e gli altri. Djukanovic ha incontrato, nel corso della conferenza, il Presidente del Comitato per le questioni dell'Unione Europea nel Bundestag, Gunther Krihbaum. In tale occasione Krihbaum ha sottolineato che l'ulteriore processo delle riforme verso il cammino delle integrazioni europee e della NATO ha bisogno del sostegno dell'intera società, aggiungendo che è inaccettabile il boicottaggio del Parlamento e l'ostruzione delle decisioni importanti per il bene di tutti i cittadini. Quando si tratta dell'invito per aderire alla NATO, Krichbaum ha riferito che il Montenegro gode del forte sostegno della Germania. Per quanto riguarda l'opposizione del Montenegro, lo stesso ha spiegato che l'opposizione deve svolgere il suo ruolo all'interno del Parlamento, e non per strada, aggiungendo che si aspetta che i parlamentari tornino in aula. Il Governo del Montenegro ha comunicato che Djukanovic, durante la conferenza, ha informato Krihbaum sull'attuale situazione politica in Montenegro nel contesto del dialogo parlamentare. Anche il Vice Presidente del Consiglio Nord Atlantico, Damon Wilson, ha partecipato alla conferenza ed ha dichiarato che, invitando il Montenegro nell'Alleanza, la NATO ha fatto una scelta giusta non solo per il Paese in questione, ma anche per l'intera Regione. Djukanovic ha incontrato anche il Primo Ministro della Georgia, Giorgi Kvirikashvili. Quest'ultimo ha espresso la propria disponibilità nell'approfondire il partenariato tra i due Paesi in tutti i settori. Djukanovic ha sottolineato, in particolare, la possibilità di cooperare nel settore dell'agricoltura, dell'energia, del turismo e in altri settori. Il Primo Ministro Djukanovic ha dichiarato, il 13 febbraio durante la tavola rotonda "Integrazione euro-atlantica nell'Europa sud-orientale", svolta nel quadro della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, che il tentativo di far rivivere un'alternativa alla NATO è illusorio, perché il Montenegro ha deciso di andare verso le integrazioni euro-atlantiche, aggiungendo che negli ultimi anni la politica anti-NATO e anti-europea è molto presente nei Balcani occidentali. "Per tale motivo è molto importante che l'Europa e la NATO, non solo confermino la loro preferenza dichiarativa che la porta è aperta, ma che facciano anche ulteriori passi, cioè che accettino i Paesi dei Balcani occidentali", ha dichiarato Djukanovic. Quest'ultimo ha anche incontrato il Presidente della Polonia, Andrzej Duda. Duda si è detto soddisfatto del fatto che il Montenegro, con un nuovo status, parteciperà al summit della NATO, il cui ospite è la Polonia, ribadendo che quest'ultima sostiene fortemente l'adesione del Montenegro alla NATO e la politica della porta aperta. Djukanovic ha anche incontrato il Commissario della Commissione europea per la politica di vicinato e i negoziati sull'allargamento, Johannes Hahn. Hahn si è detto soddisfatto del modo in cui il Montenegro gestisce la situazione politica. Hahn e Djukanovic hanno inoltre parlato degli attuali sviluppi in Montenegro, con particolare attenzione al processo di negoziazione e alla sua ulteriore dinamica. Djukanovic ha riferito che il Montenegro è impegnato nei processi di riforma, includendo anche l'implementazione completa della legislazione elettorale e il dialogo politico. In un'intervista per Radio Deutche Welle, il Primo Ministro Djukanovic, ha dichiarato, domenica 14 febbraio, che l'invito alla NATO rappresenta il coronamento degli sforzi di riforma del suo Governo, dall'indipendenza del Montenegro fino ad oggi. Commentando il fatto che nel Paese ci sono avversari che sono contrari all'adesione alla NATO, in particolare tra le fila dell'opposizione, Djukanovic ha confermato che la società montenegrina è molto divisa. Secondo Djukanovic, quelli che sono contro l'adesione del Montenegro alla NATO, sono gli stessi che erano contrari all'indipendenza del Montenegro dalla Serbia nel corso del referendum del 2006. Secondo Djukanovic, il movimento filo-europeo in Montenegro è più forte del movimento per l'indipendenza del 2006. Quando si tratta dei problemi come lo stato di diritto e la corruzione, Djukanovic ha affermato che vi è la percezione che in Montenegro i problemi sono più grandi che altrove, imputando il regime di Milosevic e dell'opposizione attuale, la quale, secondo lui, è ancora coerente alle idee di Milosevic. Commentando la crisi dei migranti, Djukanovic ha affermato che il Montenegro segue attentamente tutto ciò che accade. Dacic: Siamo pronti per i migranti, ma proteggiamo gli interessi nazionali Il Primo Vice Premier nonché Ministro degli Affari Esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha partecipato, il 12 febbraio, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera. In tale occasione lo stesso ha affermato che la Serbia è pronta ad affrontare le conseguenze dell'annunciata chiusura del confine austriaco per i profughi, ma non permetterà che questi restino nei Balcani occidentali. Dacic ha affermato che il Ministro degli Affari Esteri dell'Austria, Sebastian Kurz, gli ha detto che intendeva organizzare una sessione urgente dei Ministri degli Affari Esteri e degli Interni dei Paesi sulla rotta dei Balcani, prevista per il 24 febbraio. Dacic ha riferito che, entro l'inizio di tale riunione, sarebbero già avviati i problemi, causati dalla chiusura del confine austriaco, che causerà ripercussioni lungo tutto il percorso dei Balcani occidentali. Il Ministero degli Affari Esteri della Serbia ha comunicato che il capo della diplomazia serba ha avuto una serie di incontri bilaterali con i suoi colleghi del mondo, ma anche della Regione. Dacic ha parlato con i Ministri degli Affari Esteri dell'Italia e Lussemburgo, Paolo Gentiloni e Jean Asselborn.
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