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Il Primo Ministro del governo tunisino, Habib Essid, ha annunciato la costituzione di una commissione speciale che si occuperà di analizzare gli sviluppi della situazione in Libia, non escludendo che possa verificarsi un attacco militare…
Il Primo Ministro del governo tunisino, Habib Essid, ha annunciato la costituzione di una commissione speciale che si occuperà di analizzare gli sviluppi della situazione in Libia, non escludendo che possa verificarsi un attacco militare contro Daesh in Libia. In tale contesto, Essid ha spiegato che l'intervento militare in Libia richiede una grande preparazione della Tunisia, perché la maggior parte dei libici fuggirà dalla guerra ricercando rifugio in Tunisia. Egli ha inoltre invitato i ministeri della salute, della difesa, dei trasporti e degli affari sociali ad elaborare attentamente un piano per affrontare tale situazione umanitaria. Il Ministro del Commercio tunisino, Mohsen Hassan, mercoledì 10 febbraio, ha dichiarato che il suo ministero ha preparato dei piani per affrontare l'arrivo di un gran numero di libici in caso di intervento in Libia contro l'organizzazione Daesh. Hassan ha specificato che il ministero ha magazzini con grandi quantità di cibo da destinare ai libici. Il comandante della sicurezza aerea, Tarik Beccouche, il suo assistente, il Ministro della Difesa tunisino, Farhat Horchani, il Capo dell'esercito, Amir Alliwah hanno raggiunto la zona militare di Ben Guerdan, al confine con la Libia, per annunciare la fine dei lavori della barriera di separazione libico-tunisina lunga 196 km invece di 250 km. Le forze militari dispiegate nel confine garantiscono la massima sorveglianza dei confini, soddisfacendo i valori militare e permettendo al popolo tunisino di poter dormire tranquillamente, in quanto garante della sicurezza tunisina. L'economista tunisino, Radi Al-Muadib, ha previsto, in caso di intervento militare in Libia, l'arrivo di due milioni di libici in Tunisia, dopo che quest'ultima ha accolto circa un milione di rifugiati di 65 nazionalità durante la guerra in Libia nel 2011. L'economista ha spiegato che la lotta contro Daesh sarà a lungo termine, e che l'arrivo di profughi libici influirà negativamente sul bilancio della Tunisia che dovrà fornirgli una sistemazione. Infine egli ha inviato il governo tunisino a far pressione sulla comunità internazionale in cerca di sostegni nell'accoglimento delle persone che fuggiranno dagli attacchi armati. Intanto, il Ministro degli Esteri del governo di salvezza nazionale libico, Ali Abuzaakok, ha dichiarato l'intenzione del suo governo di chiudere le frontiere con la Tunisia in caso di persistenza del divieto imposto all'aviazione libica, che non potrà più atterrare all'Aeroporto di Cartagine, ma solo a quello di Sfax. In una conferenza stampa tenutasi martedì 9 febbraio, Abuzaakok ha ribadito che le operazioni terroristiche in Tunisia sono state avviate da cittadini tunisini, e gli stessi eseguono attentanti in Libia. Il Ministro ha chiesto l'attivazione del comitato di sicurezza congiunto con i paesi vicini, ribadendo che la sicurezza della Libia dipende anche dalla sicurezza dei suoi paesi vicini. La compagnia aerea Al-Biraq ha annunciato che tutti i suoi voli verranno diretti verso l'aeroporto di Monastir, anziché verso l'aeroporto di Sfax, a partire da sabato 13 febbraio, per la sua vicinanza alla capitale tunisina. Il direttore commerciale della compagnia aerea, Alaa Abu Bidaa, ha dichiarato che tra due settimane verranno aumentati il numero dei voli, che partono da Mitiga e sono destinati a Monastir, da 2 a 3 voli la settimana.
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