Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Persiste ancora il mistero riguardo l'intervento estero militare in Libia, così come sulle forze locali e regionali che dipenderanno da esso, e se l'intervento si limiterà ad attacchi aerei o si farà ricorso a forze in…
Persiste ancora il mistero riguardo l'intervento estero militare in Libia, così come sulle forze locali e regionali che dipenderanno da esso, e se l'intervento si limiterà ad attacchi aerei o si farà ricorso a forze in terra. Tutto ciò accade in un momento in cui la Libia è divisa politicamente e militarmente in due fazioni, e in cui si assiste all'estensione dell'organizzazione Daesh in Libia da un lato mentre l'altro aumento il flusso di migrazione clandestina verso l'Europa, per cui la Libia si trova in difficoltà nel controllare i suoi confini che si estendono per migliaia di chilometri. I Ministri degli Esteri britannico e francese hanno negato l'intenzione di intervenire militarmente in Libia, mentre questa possibilità non viene esclusa dal ministro statunitense e italiano. Da gennaio 2016 si sono susseguite varie dichiarazioni di leader politici e militari negli Stati Uniti e in Europa, facendo emergere un possibile intervento militare in Libia. Media statunitensi hanno ribadito che gli Stati Uniti e i suoi alleati in Europa si stanno preparando per effettuare attacchi aerei e per inviare forze speciali nel territorio libico contro l'organizzazione terroristica Daesh, oltre ad intensificare i voli di ricognizione sulla Libia. Il capo delle forze armate statunitense, il Generale Joseph Dunford, ha dichiarato la necessità di un intervento militare per bloccare l'espansione di Daesh, la quale profitterebbe dell'instabilità libica per rendere il territorio un punto di coordinamento delle attività terroristiche in tutta l'Africa. Il Generale statunitense ha precisato che non è stata fissata la data di avvio degli attacchi, ma prenderanno forma molto presto. Allo stesso tempo, il Ministro della Difesa italiano, Roberta Pinotti, ha dichiarato in un'intervista che l'Italia ha inviato sommergibili in Libia per tutelare gli interessi della "Eni". Mentre il Ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha ribadito che non si pone l'urgenza di un intervento militare in Libia. Finora vengono proposti diversi scenari per l'intervento occidentale in Libia e sulla soluzione della crisi libica. La Gran Bretagna ha proposto di fornire un supporto strategico e d'intelligence. Ma gli scenari d'intervento proposti sono vari e ancora oggetto di dibattito e di confronto. a) Si parla di un intervento militare che si sostanzia nell'orientare l'azione dell'esercito libico e del Parlamento riconosciuto a livello internazionale. <br /> b) Un altro scenario è stato presentato dal sito israeliano "Debka" che ha pubblicato delle mappe illustrative dell'intervento miliare in Libia, che si sostanzia nell'invasione sul territorio libico da parte degli Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Italia, Russia. Lo stesso scenario presentato nel sito israeliano dichiara che il Presidente statunitense, Barack Obama, avrebbe deciso di aprire, segretamente, un nuovo fronte contro Daesh in Libia, in collaborazione con l'esercito russo e dei paesi dell'Europa Occidentale. Secondo i piani l'intervento consisterà in attacchi aerei, navali e terrestri, e gli Stati Uniti assumeranno la leadership nell'intervento militare. Si inizierà con degli attacchi aerei contro le basi di Daesh, Al-Qaeda e Ansar Al-Sharia, una delle organizzazioni islamiche estremiste diffuse nel territorio libico. Le forze navali statunitensi, italiane, francesi e inglesi attaccheranno gli obiettivi lanciando missili da una lunga distanza. L'intervento raggiungerà l'apice con l'arrivo nel territorio libico dei marines e delle forze speciali francesi e britanniche, seguite dalle forze russe. Il sito israeliano ha specificato che saranno due i centri di Comando delle operazioni speciali degli Stati Uniti, uno nel Pentagono ( Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti) e il secondo a Tampa, in Florida. Lo scenario prevede l'arrivo delle forze militare lungo la costa di Sirte, e il principale obiettivo di tale forze sarà occupare la città di Sirte, che conta 50.000 abitanti. Dopo l'occupazione della città, le forze si divideranno in due gruppi: una si dirigerà verso la capitale Tripoli, con il fine di occuparla permettendo il ritorno del Parlamento, riconosciuto internazionalmente, nella capitale. Lungo il tragitto verso la capitale questa prima forza occuperà Misurata, Zliten e Khums. Mentre il secondo gruppo si dirigerà verso Bengasi per occuparla, e lungo il tragitto riuscirà ad occupare anche Ras Lanuf, a 200 km da Sirte. Un terzo gruppo giungerà lungo la costa orientale libica, tentando di occupare Derna, la quale conta 150 mila abitanti. D'altra parte i gruppi armati in Libia si stanno preparando al confronto con tali forze. Daesh avrebbe avviato sessioni di allenamento per le forze armate e di polizia di Sirte, inoltre è giunta notizia circa la presenza di leader terroristi provenienti dall'Iraq, Bahrein e Tunisia a Sirte. Hanno raggiunto le fila dell'organizzazione Daesh a Sirte anche membri estremisti probabilmente di nazionalità africana,con lo scopo di rafforzare l'organizzazione terroristica. Le motivazioni di un intervento militare occidentale in Libia potrebbero essere: 1. L'intenzione da parte degli Stati Uniti e l'Europa occidentale di proteggere le reti di trasferimento di petrolio e gas, tutelando gli interessi occidentali. 2. Il desiderio di interrompere l'espansione dell'organizzazione terroristica Daes, dopo ciò che è avvenuto in Iraq e in Siria. 3. Impedire a Daesh di fondare una base alternativa a quella della Siria. 4. Liberare le coste libiche dalla presenza dei gruppi armati, in particolar modo da Daesh e Al-Qaeda, proteggendo in generale l'Europa orientale, e in particolare l'Italia e la Francia da qualsiasi minaccia alla stabilità. 5. L'apertura di un nuovo fronte di combattimento ha sollevato vari quesiti riguardo il futuro della Libia, e soprattutto riguardo la possibilità di un controllo delle forze occidentale dei giacimenti petroliferi.
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