Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
I rivoluzionari della città di Tripoli hanno dichiarato, martedì 26 gennaio, che l'imposizione da parte della comunità internazionale di un governo ai Libici è da ritenersi una nuova colonizzazione. I rivoluzionari…
I rivoluzionari della città di Tripoli hanno dichiarato, martedì 26 gennaio, che l'imposizione da parte della comunità internazionale di un governo ai Libici è da ritenersi una nuova colonizzazione. I rivoluzionari guidati da Haithem Al-Tajouri hanno specificato che ogni tipo di intervento straniero sarà completamente rigettata, respingendo al contempo ogni minaccia di sanzione contro i rivoluzionari. Nella stessa dichiarazione, viene precisato che i ribelli della regione orientale di Bengasi, Ajdabiya e Derna sono alla base della rivoluzione del 17 febbraio, mentre le Guardie costituiscono la sicurezza del paese. I rivoluzionari hanno sottolineato che tutti gli accordi politici devono essere approvati dai reis-ulema libici, i quali ne considereranno la legittimità, spiegando che la sovranità libica non può essere negoziata. Secondo lo stesso comunicato, la comunità internazionale imponendo un governo si trasformerebbe da un supervisore ad un dittatore,aspetto che lo rende non professionale e non sincero. I rivoluzionari rifiutano anche il ruolo delle forze armate della Libia e condannano i progetti di Khalifa Haftar, dichiarando che l'ISIS e Haftar rappresentano l'anti-rivoluzione nonché l'aborto della rivoluzione libica contro il dispotismo dei tiranni. Accusano inoltre il Generale Paolo Serra di voler tramare contro la Libia, allo scopo di imporre una nuova occupazione con la forza. I ribelli hanno chiesto l'adozione della Sharia islamica come unica fonte di legislazione, affermando che la religione dei libici è l'islam per cui tutte le norme in contrasto con essa sono da considerarsi invalide.
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.