Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Zagabria - L'accordo della coalizione di Governo ha rallentato gli investimenti nel settore energetico del valore di più di un miliardo di euro e, in base alle informazioni del quotidiano Vecernji list, la moratoria, posta sullo sviluppo di tutte…
Zagabria - L'accordo della coalizione di Governo ha rallentato gli investimenti nel settore energetico del valore di più di un miliardo di euro e, in base alle informazioni del quotidiano Vecernji list, la moratoria, posta sullo sviluppo di tutte le centrali termoelettriche in Croazia ed il progetto capitale dell'esplorazione del petrolio e del gas nell'Adriatico, servirà come una pausa finché non verranno modificate le condizioni sotto le quali sono condotti tali investimenti. L'Unione Democratica Croata (HDZ) ha informato martedì, 26 gennaio, che nei prossimi sei mesi sarà modificata la legge sugli idrocarburi, al fine di poter applicare un nuovo modello della divisione dei redditi tra lo Stato e l'investitore. Nel frattempo si terrà un incontro con gli investitori, tra i quali vi sono le società petrolifere di spicco come l'italiana Eni, nel corso del quali gli investitori verranno informati circa il futuro del progetto. Tuttavia, le fonti vicine agli investitori affermano che la Croazia ha perso occasione di realizzare la prima fase del progetto e di firmare i contratti per l'esplorazione di tre zone di ricerca, dato che, a partire dal mese di settembre, quando la firma del contratto è messa in attesa, il prezzo di petrolio ha subito un declino a meno di 30 dollari al barile e in Iran sono state abolite le sanzioni, in modo che quel Paese è stato visto come il mercato più attraente per gli investimenti. Con i risparmi sugli investimenti, a causa dei bassi prezzi di vendita del petrolio, e l'apertura del mercato iraniano, la Croazia ha cessato di essere attraente ed è molto discutibile se ci siano le parti interessate per l'esplorazione dell'Adriatico. L'ulteriore complicazione delle condizioni, servirà come un ulteriore argomento per le aziende di fuggire dalla Croazia, come ha già fatto la società americana Marathon Oil, la quale era interessata a sette campi di ricerca, ma ha rinunciato alla Croazia dopo che aveva sentito che sarebbe stato aperto il mercato dell'Iran. Comunque, una moratoria ha bloccato tutte le centrali termoelettriche e la principale ovvero la Plomin C, il cui valore è stimato a 850 milioni di euro. Secondo le informazioni lanciate dal Governo, la moratoria è stata posta al fine di ridefinire il progetto, il quale non ha ottenuto luce verde dalla Commissione Europea. Quindi, la società Hrvatska Elektroprivreda (HEP) ha concordato con la società giapponese Marubeni il prezzo di acquisto dell'energia elettrica di 85 euro a MWh, mentre il prezzo di mercato è di circa 25 euro e proprio questo potrebbe essere considerato come un sostegno intollerabile.Il Governo croato ha sottolineato la necessità di ridefinire il progetto, dato che la Plomin C è molto importante, non solo per la fornitura dell'energia elettrica, ma anche per lo sviluppo ecologico, ed il suo completamento consentirà la chiusura del primo blocco della centrale termoelettrica Plomin, il che significherà un basso inquinamento dell'ambiente.[1]
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.