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NOTIZIE · OI-330807 · 27/01/2016 21:10:00 · 3797 g fa7 min lettura
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L'obiettivo nel 2016 è l'investimento nello sviluppo

DiOsservatorio ItalianoSommario

Sarajevo - Spesso, quello che il Governo della Republika Srpska (RS), in particolare il Ministro delle Finanze Zoran Tegeltija, decide di intraprendere, alla fine, si trasforma in un disastro - scrive il giornalista investigativo, Slobodan Vaskovic.…

Sarajevo - Spesso, quello che il Governo della Republika Srpska (RS), in particolare il Ministro delle Finanze Zoran Tegeltija, decide di intraprendere, alla fine, si trasforma in un disastro - scrive il giornalista investigativo, Slobodan Vaskovic. Quest'ultimo sostiene che quanto accaduto nella fabbrica di alluminio Birac di Zvornik sia spiacevole, Difatti, il regime politico ha permesso ai lituani, i quali sono diventati i proprietari di maggioranza della società Birac e della sua filiale Alumina, di rapinare circa 500 milioni di euro ponendo l'Alumina dinanzi al collasso, dato che la produzione è diminuita ed i risultati aziendali sono negativi. Comunque, dopo la scoperta del più grande scandalo nella RS e dopo il riconoscimento del regime circa le azioni speculative dei lituani, cioè dei proprietari della Birac, il Governo della RS ha preso la questione nelle proprie mani e nel tentativo di salvare la società, l'ha portata sull'orlo del fallimento, scrive Vaskovic, aggiungendo che il principale problema era il fatto che il Governo della RS ha preso dalla Banca di investimenti e di sviluppo della RS un prestito per la filiale della Birac, cioè per l'Alumina, per un importo di circa 4,3 milioni di euro, i quali, questa società non è in grado di rimborsare. Anche se il Governo della RS, in particolare il Ministro Tegeltija, ha annunciato l'avvio di un'inchiesta sulla rapina dei diversi milioni di euro, questo caso non è stato portato a termine e sono apparse speculazioni, secondo cui, almeno 13 alti funzionari della RS sono stati coinvolti in tale rapina.[1] In occasione della difficile situazione nell'Alumina, i lavoratori di questa fabbrica sono stati costretti a inviare una lettera ai rappresentanti del Governo e dell'Assemblea Nazionale della RS, Zeljka Cvijanovic e Nedeljko Cubrilovic, ma anche ai Ministeri delle Finanze, degli Interni, dell'Energia e delle Miniera della RS, nonché alla Procura Speciale di quest'entità e all'Agenzia di indagine e protezione (State Investigation and Protection Agency, SIPA). I lavoratori della Birac hanno sottolineato in tale lettera che, nel corso di decenni, sono le vittime delle azioni criminali, condotte dalle autorità più competenti della RS in cooperazione con i lituani, ed hanno esortato gli organi statali competenti a impedire l'ultima rapina della fabbrica ed a proteggere il destino di 1.200 lavoratori, scrive il quotidiano Oslobodjenje.[2]  Cercando di superare tale situazione difficile, i rappresentanti della fabbrica Alumina di Zvornik e della miniera di carbone Banovici, alla fine di dicembre del 2015, hanno firmato un contratto di cooperazione aziendale per il 2016, del valore di 9 milioni di euro. Il contratto è stato firmato dal Presidente del Comitato amministrativo dell'Alumina, Mile Matic, e dal direttore generale della miniera Banovic, Munever Cergic. In base a questo contratto, la miniera Banovici, nel 2016, fornirà circa 168.000 tonnellate di carbone per le esigenze della società Alumina di Zvornik, mentre l'Alumina e la miniera di bauxite di Posusje e di Siroki Brijeg hanno convenuto, nel mese di gennaio dell'anno corrente, la cooperazione d'affari, secondo cui queste due miniere durante il 2016 dovranno consegnare circa 90.000 tonnellate di bauxite per le esigenze della  fabbrica di Zvornik. Il Presidente del Comitato amministrativo di Alumina, Mile Matic, ritiene che questa cooperazione sia molto importante, dato che in questo modo saranno assicurate le quantità necessarie del minerale per l'esecuzione normale del lavoro dell'Alumina.[3] [4] Matic ha inoltre dichiarato che l'anno 2015 è stato molto difficile per l'Alumina,  ma può essere valutato come un anno di successo in quanto è stato la pietra miliare per ulteriori progressi nel funzionamento della società. Secondo il quotidiano Nezavisne novine, Matic ha sottolineato, insieme con il curatore fallimentare della fabbrica Birac, Lazo Djurdjevic, che l'Alumina ha acquisito 20 nuovi clienti, esprimendo la sua soddisfazione per i risultati aziendali. Parlando dei futuri piani, Matic ha informato che la fabbrica subirà un nuovo sviluppo.[5] Anche se Matic h annaunciato un progresso nel funzionamento dell'Alumina, sembra che il Governo della RS non sia ottimista. Lo stesso Governo ha ufficialmente incaricato i creditori della fabbrica di alluminio Birac di Zvornik di avviare, presso l'assemblea dei creditori, prevista per giovedì 28 gennaio a Bijeljina, l'iniziativa per la sospensione del Presidente del Comitato amministrativo dell'Alumina, Mile Matic, e di nominare il sindaco di Zvornik, Zoran Stevanovic, alla carica di Matic. La conclusione del Governo del 13 gennaio afferma che i rappresentanti dei creditori (Amministrazione fiscale della RS, il Ministero delle Finanze della RS, i fondi e le società pubbliche e gli altri creditori) devono avvisare quanto prima il curatore fallimentare, il giudice fallimentare e il comitato dei creditori sull'iniziativa di licenziamento di Matic e sulla nomina di Stevanovic, informa il quotidiano Capital. A seguito della nomina del membro, Stevanovic assumerà la posizione attuale di Matic e in tale modo intraprenderà il controllo nella più grande impresa dal gruppo Birac. Secondo le informazioni, Stevanovic ha confermato quest'informazione, dicendo che lo stesso giorno, quando sarà nominato come membro del Comitato amministrativo dell'Alumina, si dimetterà dalla posizione di sindaco di Zvornik. Comunque, la conclusione del Governo della RS, la quale ha ordinato l'avvio del procedimento della sospensione del membro del Comitato amministrativo della società, è un atto molto strano in prassi di un Paese legale, ha comunicato l'avvocato Vladimir B.Milosevic di Belgrado, ben informato sull'organizzazione e sulla storia della fabbrica Birac e delle sue filiali. Lo stesso ha sottolineato che l'adozione di un tale documento da parte del Governo è un atto strano proprio perché la RS non è il creditore della Birac in fallimento, così come non è specificato l'argomento per la nomina e la sospensione, aggiungendo che solo il curatore fallimentare della Birac può prendere la decisione sulla nomina del comitato amministrativo dell'Alumina. Secondo Milosevic, in questo caso, il Governo della RS ha ignorato le disposizioni della Legge sul procedimento fallimentare  della RS, il cui articolo 29 spiega che il curatore fallimentare gestisce la proprietà, la quale fa parte dei beni fallimentari della fabbrica, che infatti vuol dire che il curatore fallimentare della Birac gestisce le azioni dell'Alumina e in questo modo prende indipendentemente le decisioni sulla nomina o sulla sospensione dei membri dell'amministrazione di questa società. Quindi, Milosevic sottolinea che questa conclusione rappresenta una grande omissione del lavoro dei servizi competenti del Governo della RS. Dall'altra parte gli analisti sostengono che l'obiettivo del Governo della RS è quello di avvertire, tramite un'iniziativa ufficiale e tramite l'adozione delle competenze dei creditori nel processo fallimentare,  in qualche modo gli altri creditori, che non sono "statali", che la nomina di Stevanovic è un affare fatto, anche se magari non lo è. Comunque, "i creditori statali" di Birac hanno più del 45% dei crediti complessivi riconosciuti e questo vuol dire che lo Stato non ha la maggioranza nell'assemblea dei creditori della fabbrica di Birac. I crediti riconosciuti della Birac ammontano a circa 46 milioni di euro.   [6] [7] [8] [8] [8]Anche se il Presidente della RS, Milorad Dodik, ha chiesto a Matic di presentare le dimissioni, quest'ultimo ha dichiarato di non rinunciare alla sua posizione. La richiesta di Dodik ha anche ottenuto il sostegno del Primo Ministro della RS, Zeljka Cvijanovic, e del Ministro dell'Industria, dell'Energia e delle Miniere della RS, Petar Djokic. Le fonti vicine a Matic sostengono che questi è stato sottoposto a pressioni e minacce fisiche, al fine di presentare le sue dimissioni. Le stesse fonti ritengono che Stevanovic, in cooperazione con i lituani, cercava di acquisire dai lituani i loro crediti nella Birac, per un importo  di circa 65 milioni di euro. Dall'altra parte, le fonti vicine a Stevanovic hanno negato l'esistenza di qualsiasi pressione e minacce, aggiungendo che "Matic cerca di presentarsi come una vittima", al fine di conservare la sua posizione e i lavori lucrativi. Inoltre, le stesse fonti hanno smentito le affermazioni che il sindaco di Zvornik ha partecipato ai negoziati relativi al riscatto dei crediti, sostenendo dall'altra parte "che tutto ciò è stato fatto con l'obiettivo di salvare l'Alumina". [9]  Per quanto riguarda i cambiamenti del personale nell'Alumina, il membro della Presidenza del Partito Democratico Serbo (SDS), Aleksandra Pandurevic, ha avvertito che l'intronizzazione di Stevanovic alla cima dell'Alumina è l'introduzione in un'altra privatizzazione negativa e la scomparsa della fabbrica di alluminio Birac, la quale è infatti il portatore dello sviluppo della regione e di tutta la RS.[10] Il vice capo del club dei deputati dell'SDS, presso l'Assemblea nazionale della RS, Miladin Stanic, ha comunicato che la decisione del Governo della RS di nominare il sindaco di Zvornik alla funzione del Presidente dell'amministrazione dell'Alumina dimostra che le autorità della RS intendono completare la rapina avviata e il criminale in questa società. [11]

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Strumenti del dispaccio
Entità
25
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11
menzionate
Aziende
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menzionate
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