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Tripoli - Le autorità libiche, rappresentate dal Ministero della Difesa, hanno riconosciuto, ufficialmente, l'esistenza di gruppi militanti dell'ISIS sul suolo libico ed hanno comunicato che sono stati…
Tripoli - Le autorità libiche, rappresentate dal Ministero della Difesa, hanno riconosciuto, ufficialmente, l'esistenza di gruppi militanti dell'ISIS sul suolo libico ed hanno comunicato che sono stati sferrati attacchi alle istituzioni statali e ai cittadini. Nel corso della conferenza stampa di giovedì 21 gennaio, il Vice Ministro della Difesa presso il Governo di Salvezza, Mohammed Al-Naas, ha ripercorso la storia delle milizie in Libia partendo dalla prima apparizione a Derna, tre anni fa, fino alla cacciata dalla città ad opera dei combattenti del Consiglio della Shura di Derna. "L'organizzazione terroristica dell'ISIS a Sirte è apparsa al pubblico nel mese di marzo 2015, a seguito di alcune defezioni nell'organizzazione Ansar Al-Sharia, dopodiché ha assunto il controllo delle istituzioni amministrative locali ed ha istituito un quartier generale di leadership nel padiglione Ouagadougou dove sono stati reclutati militanti dal Sudan, dall'Iraq, dall'Egitto, dall'Algeria, dalla Tunisia, dalla Siria, e dal altri Paesi del Sahara occidentale. Il Vice Ministro Al-Naas ha sottolineato che le operazioni terroristiche, svolte dalle milizie, riguardavano l'uccisione, il sequestro di persona, e la realizzazione di esplosioni a Sirte, Shweirif, Abu Grein, Ben Jawad Al-Noufliyah, Al-Saddada, Zliten e in altre città, provocando centinaia di morti e feriti. Riferendosi alle zone controllate dall'ISIS e alle fonti di finanziamento ottenute, Al-Naas ha affermato che l'ISIS detiene il controllo sulla città di Sirte e la sua periferia, Al-Noufliyah, Ben Jawad, mentre è poco presente a Al-Khumus, a sud di Zliten, a Sabratha, a sud di Ben Waleed e a Wahat Zellah, precisando che dipende dal commercio illegale legato all'immigrazione, dal rapimento a scopo di estorsione e dal furto con scasso delle istituzioni pubbliche per finanziare i crimini terroristici. Il Vice Ministro Al-Naas ha evidenziato, inoltre, che il Ministero della Difesa e lo Stato Maggiore sono istituzioni professionali a norma di legge e ordini militari, senza la partecipazione a nessun partito o accordo politico. "Il Ministero della Difesa deve proteggere il Paese sotto la supervisione della leadership e non ha avuto niente a che fare con lo spargimento di sangue libico "dopo la caduta del regime di Gheddafi", ha ribadito Al-Naas. Il Ministero della Difesa non è stato consultato per le misure di sicurezza dalle entità internazionali, pertanto le uccisioni a Bengasi e in Occidente sono illegittime e vanno sotto la categoria "crimini contro l'umanità". "Reclute e rivoluzionari del Ministero della Difesa, non devono intervenire negli affari politici e non devono effettuare qualsiasi operazione militare con la scusa di proteggere il Governo Sirraj", ha aggiunto. Infine lo stesso si è rivolto all'UNSMIL per chiedere il sostegno di cui necessita e fermare i contatti con la sicurezza e il personale militare.
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