Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Belgrado - Il mufti del Sangiaccato, Muamer Zukorlic, venerdì 18 dicembre, ha ricevuto a Novi Pazar l’ambasciatore statunitese a Belgrado, Michael Kirby. Zukorlic, durante la riunione con Kirby, ha asserito che l’Università internazionale è una delle…
Belgrado - Il mufti del Sangiaccato, Muamer Zukorlic, venerdì 18 dicembre, ha ricevuto a Novi Pazar l’ambasciatore statunitese a Belgrado, Michael Kirby. Zukorlic, durante la riunione con Kirby, ha asserito che l’Università internazionale è una delle istituzioni più importanti per la stabilità di questa regione, che è molto importante la restituzione dell’unità alla comunità islamica e che la condizione nel Consiglio nazionale bosniaco è male. Zukorlic e Kirby hanno avuto uno scambio di opinioni sulle questioni relative alla stabilità locale e regionale con un cenno particolare al processo di democratizzazione e di adesione della Serbia all’UE, nonché alla ripercussione degli ultimi accaduti in Medio oriente su questa regione. Per quanto riguarda la situazione politica e l’importanza di risolvere la questione delle comunità alla luce dell’apertura dei capitoli attraverso i negoziati per l’adesione della Serbia all’UE, il mufti ha indicato il Consiglio nazionale bosniaco come responsabile di cattiva gestione, definendo il comportamento della sua maggioranza monopolistico e negativo per i bosniaci e per tutti i processi politici. Zukorlic ha affermato che nel Sangiaccato si deve interrompere la pratica dei rapporti feudali dei fattori governativi locali, così da consentire delle elezioni oneste, trasparenti, prive della possibilità di ridisegnare la politica degli elettori, intimando di smetterla con la pratica di abuso dei fondi di bilancio dei cittadini a scopo di partito. Lui ha sostenuto che il Sangiaccato è una regione storica con particolarità molto chiare e come tale è riuscito a sopravvivere a tutte le sfide, anche se alcuni decenni prima è stato eliminato da tutte le mappe geografiche e geopolitiche. In considerazione delle ambizioni di integrazione europea del Montenegro e della Serbia e dell’affermazione del principio della regionalizzazione dell’Europa, le prospettive di sviluppo del Sangiaccato sono indiscutibili e completamente certe. Zukorlic ha sottolineato che durante la campagna referendaria, lui non è stato attivamente contro e ha aggiunto che accetta il fatto che il Montenegro sia un paese indipendente, ma che il suo principio sul Sangiaccato come regione è complesso e non si cambia. Secondo lui, al Sangiaccato devono essere riconosciute le peculiarità che gli appartengono storicamente, culturalmente, geograficamente ed economicamente; inoltre lo status del Sangiaccato deve essere risolto attraverso il dialogo che porterà all’accordo senza atti unilaterali. Il Sangiaccato non vuole realizzare l’autonomia regionale compromettendo la sovranità e l’integrità territoriale né della Serbia, né del Montenegro. Zukorlic ha fatto presente che la Comunità islamica in Montenegro adatta la sua attività alla politica del governo e periodicamente anche alle altre politiche al di fuori del Montenegro, il che è inaccettabile per la Comunità islamica del Sangiaccato. L’incontro del primo Ministro della Turchia Ahmet Davutoglu e il mufti serbo Muhamed Jusufspahic,alla fine di dicembre, ha suscitato rabbia e forti reazioni da parte dell’ex reis della Comunità Islamica della BiH, Mustafa Ceric e dei capi della Comunità Islamica in Serbia, guidata dal presidente di Meshihat dott. Mevlud Dudic nonché del mufti del Sangiaccato Muamer Zukorlic. Ceric ha sottolineato che Davutolgu ha sostenuto la Comunità Islamica di Serbia, formata nel 2007 dalle sicurezze serbe, e che rappresenta una creazione opposta alla religione. Idemtiche accuse sono state rivolte a Davutoglu dai media vicini al mufti Muamer Zukorlic. Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, il 29 dicembre, si è incontrato con il Primo Ministro della Turchia, Ahmet Davutoglu. Durante l’incontro Nikolic ha dichiarato che la Serbia non si intromette nei rapporti tra le due comunità musulmane in Serbia, ma che la Turchia può contribuire per risolvere questo problema. Secondo Nikolic, la Serbia vuole mantenere buoni rapporti con la Turchia, perché in una parte del territorio sono presenti comunità di religione islamica che hanno legami speciali con la Turchia. L’ambasciatore della Turchia in Serbia, Mehmet Kemal Bozay, l’8 gennaio ha rivelato che Ankara non ha inoltrato nuove proposte in merito all’unificazione delle due comunità islamiche in Serbia. Secondo lui, il Sangiaccato ha bisogno di stabilità e di apertura a nuovi posti di lavoro, che porterebbero portare ad una vita migliore e prosperità. La conclusione di Bozay è che i leader politici e religiosi nella regione devono impegnarsi per i veri interessi del popolo e smetterla con i conflitti. Il deputato del Partito Democratico del Sangiaccato, Muamer Bacevac e il sindaco di Novi Pazar Meho Mahmutovic, all’inizio di gennaio, hanno dichiarato che non permetteranno al mufti Muamer Zukolic di creare lo Stato Islamico nel Sangiaccato. Reagendo alle minacce del capo gruppo dei deputati BDZS, Admir Muratovic, che ha affermato che per le dure parole usate ci saranno i morti, Bacevac ha confermato che sia lui sia Mahmutovic hanno chiesto l’intervento degli organi di Stato per tale minaccia. Secondo Bacevac la dichiarazione di Muratovic rappresenta una minaccia per tutti quelli che non la pensano come Zukorlic. Durante un’intervista per il giornale serbo Blic, Zukorlic ha dichiarato di non essere d’accordo con il modo in cui lavorano il reis montenegrino Rifat Fejzic e il mufti di Belgrado Muhamed Jusufspahic. Secondo lui, Fejzic e Jusufspahic non sono uomini liberi perché fanno tutto quello che gli dicono le autorità di Serbia e Montenegro, concludendo che è molto importante creare una Comunità Islamica unitaria e che è doveroso per lo Stato risolvere la questione.
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