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Podgorica – L’annuncio del Primo Ministro del Governo della Serbia, Aleksandar Vucic, della possibilità per la Serbia di acquistare il Porto di Bar (Luka Bar), anche se non vi sono fonti dal Montenegro che lo confermano, è stata…
Podgorica – L’annuncio del Primo Ministro del Governo della Serbia, Aleksandar Vucic, della possibilità per la Serbia di acquistare il Porto di Bar (Luka Bar), anche se non vi sono fonti dal Montenegro che lo confermano, è stata accolta da una reazione di benvenuto. Dopo un solo giorno dall'acquisizione del 10 per cento di Crnogorski elektroprenosni sistem (CGES) da parte della Serbia, Vucic ha previsto l’acquisto del Porto di Bar entro il 2016, insieme con un partner adeguato, non potendo la Serbia sostenere da sola la spesa di investimento, e ha aggiunto che spera che non vi siano ostacoli politici. La Serbia sta negoziando sull'acquisto di Porto di Bar con due paesi. Secondo le parole di Vucic, si ha bisogno di Porto di Bar per una serie di ragioni: per l’esportazione dei propri prodotti all'estero, per Zelezara Smederevo, per rivitalizzazione dell’economia, l’esportazione dei prodotti finali e non solo le materie prime. Il Porto di Bar è stato incluso all'ordine del giorno a causa di un altro possibile acquirente: la Cina. Infatti, alcune aziende cinesi hanno espresso l’interesse attraverso i colloqui con i funzionari del governo. La Serbia è interessata alla partnership strategica con il porto montenegrino, nonché per la gestione parziale. Questa sarebbe la prima privatizzazione della Serbia nella regione durante il 2016, e il piano è quello di continuare con gli investimenti ed espandere la propria influenza in zona. Secondo informazioni non ufficiali dei media, il Porto di Bar non verrà venduto come le altre aziende, ma avrà un trattamento speciale, il che significa che non verrà ceduto il pacchetto delle azioni di maggioranza, ma l’attività della società. Nel 2015 il Governo del Montenegro ha portato la decisione di includere il Porto di Bar nel piano di privatizzazione. Il Partito Democratico dei Socialisti non ha avuto nulla da ridire contro l’intervento di investitori che anzi potrebbero migliorare il Porto di Bar, mentre il deputato indipendente d’opposizione Mladen Bojanic, ha mostrato indifferenza alla proposta di acquisto serbo del Porto di Bar. Il Governo della Serbia aveva già tentato nel 2010 di concludere questo affare. L’ex Ministro per gli investimenti capitali, Milutin Mrkonjic, ha dichiarato che le aziende serbe, riunite in un consorzio MK Commerce, con Miodrag Kostic, vinceranno la gara d’appalto per l’acquisto di quest’azienda montenegrina. Lui ha poi aggiunto per l'agenzia Sputnik, che questo progetto è sì di importanza strategica, ma che la Serbia non dovrebbe sobbarcarsi il carico finanziario, bensì creare le condizioni che spingano i partner a farlo. Secondo Mrkonjic, la Serbia dovrebbe, attraverso il prestito della Russia, rivitalizzare la ferrovia da Belgrado a Bar, perché questo aumenterà ulteriormente l’interesse degli imprenditori serbi, stimolandoli a partecipare direttamente all'acquisto di una parte del Porto. L’intero investimento contribuirebbe alla riduzione dei costi relativi al trasporto delle merci. Secondo gli analisti, l’acquisto del Porto di Bar non ha senso se non si rivitalizza completamente il Corridoio 11 che comprende il traffico passeggeri e ferroviario. Il professore Bozo Draskovic dell’Istituto di Scienze Economiche spiega che strategicamente questo investimento varrà la spesa sostenuta, solo dopo la rivitalizzazione completa della rete di trasporto, cioè quando sarà costruita l’autostrada e rinnovata la ferrovia Belgrado-Bar. Lui giustifica l’investimento dei mezzi statali in infrastrutture, in quanto ciò crea le condizioni favorevoli per migliorare la posizione degli imprenditori nazionali. Draskovic avverte che la gestione dell’azienda è uno degli aspetti più importanti, dato che la Serbia non ha esperienza in questo campo, come dimostra il caso della Naftna industrija Srbije. L’economista Aleksandar Stevanovic non è per l’acquisto perché il Porto di Bar può utilizzare comunque le aziende serbe, indipendentemente se è di proprietà di Serbia o no, come accade in altri porti, come quelli a Salonicco, Costanza e Rijeka. Della stessa opinione è il redattore del portale Makroekonomija, Miroslav Zdravkovic. Lui considera che tali mezzi dovrebbero essere investiti nella ricapitalizzazione di catene commerciali nazionali, come Dis e Univerexport, per poter aprire poi in Russia dei punti vendita, il che porterebbe un beneficio enorme e a lungo termine all’economia serba. Secondo il consulente per gli investimenti, Milan Kovacevic, l’acquisto di Porto di Bar rappresenta un affare dal valore esiguo, perché non costoso, in quanto quotato in borsa 12.5 milioni.
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