Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - Il rischio di terrorismo e di estremismo violento hanno portato a Tirana il Ministro italiano della Giustizia, Andrea Orlando. Il primo incontro di questa visita, il Ministro Oldando lo ha tenuto con il Ministro degli Interni, Saimir Tahiri, con il…
Tirana - Il rischio di terrorismo e di estremismo violento hanno portato a Tirana il Ministro italiano della Giustizia, Andrea Orlando. Il primo incontro di questa visita, il Ministro Oldando lo ha tenuto con il Ministro degli Interni, Saimir Tahiri, con il quale ha discusso i modi di cooperazione per contrapporsi a questi fenomeni. "Abbiamo un'intensa cooperazione con le autorità italiane, in particolare contro la criminalità organizzata e il terrorismo, ma anche per altre sfide che coinvolgono la regione e l`Unione Europea", ha dichiarato il Ministro Tahiri nella conferenza stampa congiunta. Lo stesso ha informato che, nel corso della riunione è avvenuto lo scambio di alcuni punti di vista su questioni che preoccupano l'Albania e l`Italia, in particolare contro il terrorismo, specificando che al centro dei colloqui sono state poste le sfide comuni, le misure e i passi da intraprendere, tenendo presente che questioni come il terrorismo non conoscono confini. Mentre il Ministro Orlando, nel suo discorso, ha sottolineato la necessità di porre "l'eccellente cooperazione" instaurata tra i due Paesi nella lotta alla criminalità, al servizio anche della lotta al terrorismo, oltre che dell'emigrazione clandestina. "Dobbiamo mettere questa cooperazione a servizio della lotta contro l’emigrazione clandestina e contro il terrorismo jihadista", ha asserito Orlando, spiegando che "qui non si tratta di abbinare i due sistemi giuridici che hanno anche differenze tra loro, ma della necessità di coordinare i diversi poteri tra le due entità statali". Il Ministro italiano ha dato delle direttive specifiche nel suo discorso da attuare con le autorità albanesi, facendo presente che nel campo dell’antiterrorismo la normativa italiana ha fatto grossi passi in avanti. "Dal canto nostro, abbiamo deciso di fare un passo in avanti, nel senso che l’85% delle questioni di cui abbiamo parlato, hanno a che fare con un soggetto che nel nostro Paese esiste ed è la Procura Nazionale dell’Antimafia e Antiterrorismo, rappresentata dal suo capo, il Procuratore Franco Roberti. Anche in questo caso, per questa attività di carattere preparatorio da realizzarsi in tempi brevissimi, le linee di azione che dobbiamo seguire sono sostanzialmente tre: - In primo luogo, condividere quante più informazioni possibili, avere canali d'informazione comuni agli operatori, ai giudici, alle forze dell'ordine e agire insieme nell’attività da colpire. - Il secondo è fornire dei corsi comuni di formazione per gli operatori del sistema giudiziario e della Polizia, - Terzo, con l'azione comune nella lotta a questo fenomeno vi è un capitolo che è molto legato alla questione del radicalismo e della lotta al terrorismo, di cui ho parlato con il Premier Rama e di cui parlerò anche con il Ministro della Giustizia, ed è legato all’esecuzione della misura di condanna. In tal caso, credo che tutte le cose che ho esposto in generale possono essere applicate in particolare. Questo anche per prevenire fenomeni di radicalismo che, in Albania come in Italia, si verificano spesso nelle loro istituzioni di sconto della pena. Credo inoltre che possiamo collaborare nell’importante campo delle reti online (un altro mezzo di radicalizzazione). E questo può essere fatto in due modi: in primo luogo, aumentando la capacità di indagine e di punizione; in secondo luogo, aumentando la prevenzione, attraverso attività che sono in conflitto con i soggetti che diffondono il linguaggio di odio online, producono radicalizzazione e operano il reclutamento alle reti terroristiche", ha dichiarato il Ministro Andrea Orlando, facendo presente che nella riunione sono state affrontate con determinazione diverse questioni perché, come ha asserito, "i nemici sono comuni e comuni devono essere anche le nostre capacità di azione", facendo presente che a partire nelle prossime settimane verranno fatti passi concreti in questo senso. Intanto, nel corso della riunione con il suo omologo albanese, Ylli Manjani, oltre alla lotta al terrorismo, i colloqui si sono incentrati anche su un altro punto. "Abbiamo discusso sulla questione del trasferimento dei cittadini albanesi e non solo, che sono stati condannati in Italia e in Albania, abbiamo convenuto su un piano d'azione e un calendario di lavoro, che ha a che fare con lo scambio di persone ma anche di esperienze", ha reso noto Manjani, mentre ha espresso il piacere per aver incontrato, insieme al Ministro Orlando anche il Procuratore Nazionale dell'Antimafia e Antiterrorismo della Repubblica d'Italia. Proprio da Tirana, il Ministro Orlando ha risposto ad una lettera di minaccia indirizzata a lui che ha per autore l'organizzazione ISIS. "Dovete chiedere a loro che mi hanno fatto questo regalo per Natale. L'Italia ha adottato diverse misure nella lotta al terrorismo jihadista. Lo dico con certezza che continueremo la nostra battaglia contro questi criminali assassini e la nostra risposta è proprio qui; oggi con il Ministro Manjani stiamo valutando come portare avanti questa guerra", ha concluso Orlando. https://youtu.be/f6npXTAWLTk
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