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Zagabria - Il rappresentante nel Parlamento europeo, Ruza Tomasic, ha avvertito, giovedì 10 dicembre, che la Commissione Europea (CE) con la sua ultima decisione, in merito alla violazione dei diritti a causa dell'attuazione incompleta del sistema…
Zagabria - Il rappresentante nel Parlamento europeo, Ruza Tomasic, ha avvertito, giovedì 10 dicembre, che la Commissione Europea (CE) con la sua ultima decisione, in merito alla violazione dei diritti a causa dell'attuazione incompleta del sistema europeo comune di asilo, sta cercando di trasmettere la responsabilità ai Paesi membri per le grandi conseguenze della crisi dei migranti, sottolineando che qualsiasi sanzione contro la Croazia sarebbe infondata e servirebbe per l'intimidazione di un Paese sovrano. Tomasic ha affermato che ha chiesto alla CE di modificare la politica migratoria e la politica dell'asilo, in modo da corrispondere alle possibilità dei Paesi membri ed alla volontà dei cittadini dell'UE, invece dell'insistenza sulla realizzazione delle politiche esistenti, le quali sono uno dei principali catalizzatori dell'ondata migratoria attuale durante i mesi. La stessa ha avvertito che attraverso la Croazia, finora, è passato quasi mezzo milione di migranti. Comunque, la Croazia, a causa della violazione delle disposizioni della convenzione di Dublino in materia della registrazione dei dati nel sistema congiunto Eurodac, ha ottenuto giovedì, 10 dicembre, un avvertimento ufficiale da parte dell'UE. Il Ministro degli Interni della Croazia, Ranko Ostojic, ha spiegato che non c'è bisogno di fare un grande dramma, aggiungendo che in sostanza si tratta della richiesta di osservazione su un'eventuale violazione delle regole a proposito delle quali la Croazia tra due mesi darà la sua risposta. Questi ha riferito che l'accordo di Dublino è stato creato in un momento diverso. Comunque, la Croazia era pronta ad accogliere al massimo 4.000 migranti, ma tale limite è stato raggiunto in 48 ore. Tuttavia, la sua applicazione in un formato con mezzo milione di rifugiati non è possibile a causa del pericolo dall'abuso da parte dei richiedenti asilo, i quali potrebbero essere rispediti nel Paese della prima registrazione. Considerato che i greci hanno una sentenza giuridica disumana, tutti i Paesi potrebbero far tornare i migranti in Croazia e questo renderà il Paese croato un punto caldo. Il Ministro croato ha comunicato che l'inserimento dei dati nell'Eurodac consente ai Paesi, i quali non approvano l'asilo, di far ritornare i migranti nel Paese di cosiddetto primo ingresso. Secono Ostojic, proprio per questo motivo è illogico aspettare dalla Croazia di rispettare l'accordo di Dublino, quando la solita Germania chiede un accesso diverso all'accordo. Lo stesso ha concluso che, dal momento in cui la Grecia comincerà ad applicare l'accordo e quando l'Eurodac diventerà funzionale anche negli altri Paesi, non vi sarà nessun problema e verrà attuato anche in Croazia.
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