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Tirana - Le autorità italiane hanno chiesto alla parte albanese di verificare il patrimonio dei fratelli Tahiraj e dei loro famigliari in Albania. Gazmend e Azem Tahiraj sono stati arrestati nel corso di un'operazione anti-droga a Meolo nella…
Tirana - Le autorità italiane hanno chiesto alla parte albanese di verificare il patrimonio dei fratelli Tahiraj e dei loro famigliari in Albania. Gazmend e Azem Tahiraj sono stati arrestati nel corso di un'operazione anti-droga a Meolo nella Regione Veneto, in Italia, che ha portato al sequestro di 130 chilogrammi di cocaina. La banda della quale facevano parte, stando ai sospetti, era legata all'organizzazione mafiosa "Ndrangeta". La Polizia italiana ha inviato la richiesta alla Procura per i Crimini Gravi. Le autorità italiane sospettano che una parte dei profitti ricavati dalla vendita illecita della droga possano essere stati investiti in Albania. Dalle indagini condotte finora è stata scoperta la rete del traffico e il ruolo avuto dai fratelli Tahiraj. I dati sono stati ottenuti dalle telecamere posizionate nei magazzini dove arrivava la cocaina dagli agenti della Guardia di Finanza. Si trattava di un magazzino alimentare a Meolo e la Guardia di Finanza con l'operazione organizzata in collaborazione con l'anti-mafia, ha rinvenuto la droga nelle casse della frutta, su un bagagliaio di una macchina. Secondo la Polizia italiana gli arrestati fanno parte di una rete di trafficanti che trasportavano il materiale narcotico con la nave, dall'America Latina mediante una società di import-export, nascosto tra i carichi di frutta, banane e ananas. I due fratelli Tahiraj avevano messo a disposizione dell'organizzazione criminale, il ristorante "Laterna" a Venezia nelle mani di Gazmend Tahiraj. Nel momento dell'arresto sono stati trovati in possesso di circa 1 kg di cocaina e una quantità di marijuana, pronta per essere spacciata. Tra gli arrestati vi è anche Attilio Vittorio Violi, 52 anni, elemento di spicco dell’organizzazione mafiosa calabrese "Ndrageta", che è stato accusato per tentato omicidio, associazione di tipo mafioso, estorsione e detenzione abusiva di armi. Durante l'operazione sono stati eseguiti nove arresti e affianco ai due fratelli albanesi, e Violi, le manette sono scattate anche per Santo Morabito, 52 anni, socio in affari con Violi, Pasquale Virgara, Antonio Catalano, Mariana Dascalu, Costantin Dascalu e infine per Giovanni Rivera, 54 anni, referente colombiano. L’organizzazione era composta da una banda di calabresi specializzata in traffico di droga con il Sud America, oltre 400 chili in pochi mesi e si era insediata stabilmente nell’hinterland veneziano. La stessa importava la droga dal sud America e la spacciava tra Veneto e Lombardia, utilizzando come base alcuni magazzini a Marghera e Meolo. I finanzieri in tre anni di indagini hanno potuto documentare tre importazioni di cocaina purissima per un peso di circa 410 chili. La droga partiva da Colombia e Costarica in nave, compiva una sosta "tecnica" in Spagna, arrivava a Livorno e veniva sdoganata nel porto di Venezia.
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