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Tunisi - La Tunisia ha riferito che tutti i recenti attacchi jihadisti "sono stati pianificati in Libia, pertanto, è stata costretta a prendere decisioni coraggiose per affrontare il terrorismo proveniente dal Paese vicino come l'imposizione…
Tunisi - La Tunisia ha riferito che tutti i recenti attacchi jihadisti "sono stati pianificati in Libia, pertanto, è stata costretta a prendere decisioni coraggiose per affrontare il terrorismo proveniente dal Paese vicino come l'imposizione di un visto per i libici ed il rimpatrio dei jihadisti agli arresti domiciliari. Probabilmente, un certo numero di rimpatriati hanno preso parte alla pianificazione dell'attacco contro il bus con a bordo la scorta del Presidente, come rappresaglia per l'adesione della Tunisia alla coalizione internazionale contro la regolamentazione statale e i servizi di sicurezza. Rafik Shalli, segretario di Stato presso il Ministero degli Affari Interni responsabile della sicurezza, ha affermato che "tutti gli elementi dei recenti attacchi terroristici in Tunisia sono stati configurati in Libia". Dal canto suo il Ministro degli Affari Esteri britannico, Philip Hammond, in visita in Tunisia ha annunciato che il suo Paese è cosciente della minaccia alla quale è esposta la Tunisia a causa della situazione in Libia dopo l'uccisione di 30 turisti britannici nell'attacco all'Hotel Sousse. Nel corso della conferenza stampa congiunta con l'omologo tunisino, Tayeb Baccouche, lo stesso ha riferito che lavorerà al fine di trovare una soluzione a lungo termine in merito alla sicurezza delle frontiere con la Libia e per sconfiggere Daash, con l'aiuto della Tunisia, migliorando le capacità della sicurezza interna. Il Ministro degli Affari Esteri britannico, Philip Hammond, ha aggiunto che il suo Paese è consapevole della dimensione delle prossime minacce nei confronti della Tunisia, provenienti dalla Libia ed ha sottolineato la determinazione della Gran Bretagna nel continuare a sostenere la Tunisia e il Governo libico, allo scopo di eliminare l'organizzazione terroristica. <b>Conseguenze -</b> La chiusura del confine non potrà essere l'unica soluzione adottata dalla Tunisia in questo senso, ha dichiarato l'Iniziatore dello Stato al Ministro degli Affari Interni responsabile della sicurezza, precisando che le autorità tunisine stanno valutando, attentamente, la possibilità di imporre visti libici a coloro che desiderano entrare nel territorio tunisino. Una misura già adottata dal Regno del Marocco, pochi mesi fa, a distanza di 25 anni dalla decisione di Labour riguardante l'annullamento del visto tra i cittadini di cinque Paesi del Maghreb arabo, in particolare la Libia, la Tunisia, l'Algeria, il Marocco e la Mauritania. Fjar Libia si è allarmata a seguito della decisione relativa alla chiusura temporanea del confine dicendo che l'imposizione di visti influenzerà negativamente sulle relazioni bilaterali, dato che una serie di libici si recano in Tunisia sia per ricevere assistenza sanitaria che per visitare le loro famiglie trasferitesi nelle città tunisine. Difatti circa 300 mila libici vivono nel territorio tunisino, dopo essere scappati dagli scontri tra le diverse fazioni in guerra, scoppiati a seguito del crollo dello stato centrale. Come risposta alla decisione della Tunisia di imporre il visto ai cittadini libici, i Governi della Cirenaica ed il Governo di Tripoli, probabilmente, imporranno il visto ai tunisini che si recano in Libia per lavoro o per svolgere attività commerciali come anche ai residenti delle zone di confine dove c'è un grande movimento nel campo del contrabbando.
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