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Tripoli - L'inviato delle Nazioni Unite in Libia, Martin Kobler, ha dichiarato che la missione ONU amplierà il Consiglio Presidenziale del Governo libico di Unità Nazionale per includere nove membri anziché sei. Lo stesso ha aggiunto…
Tripoli - L'inviato delle Nazioni Unite in Libia, Martin Kobler, ha dichiarato che la missione ONU amplierà il Consiglio Presidenziale del Governo libico di Unità Nazionale per includere nove membri anziché sei. Lo stesso ha aggiunto che l'inviato ONU intensificherà anche i negoziati con i Paesi regionali influenti sulla scena libica per raggiungere un consenso regionale e sostenere un Governo legittimo unificato. Kobler ha invitato i partiti politici a firmare il progetto di accordo politico, dicendo che tutti devono fare concessioni per raggiungere un Governo di Unità Nazionale. Ricordiamo che Martin Kobler ha visitato, sabato 21 e domenica 22 novembre, Tripoli e Tobruk, dove ha incontrato i membri del Congresso Nazionale Generale uscente e la Camera dei Rappresentanti. <strong>Contestazione attivisti</strong> Uno stato di confusione sta caratterizzando la Camera dei Rappresentanti, soprattutto nei confronti della bozza dell’accordo politico elaborata dall’ex emissario Onu, Bernardino Leon. Il rifiuto o il consenso dei parlamentari al progetto sembra avere ripercussioni nelle decisioni del Consiglio e sulle procedure amministrative, ma il mancato raggiungimento della maggioranza o di una decisione collettiva provocherà conseguenze disastrose per il paese. Martedì è stata sospesa la seduta della Camera dei Rappresentanti, per motivazioni che Abdelkarim Almariymi, attivista libico, riconduce ad una mancata convergenza di proposte, per cui il consigliere del Presidente del Consiglio ha rinviato la seduta alla prossima settimana, in modo da concedere tempo alle parti per varie consultazioni. L’assalto alla sede parlamentare di Tobruk è stato un altro motivo che ha condotto al rinvio della seduta. Abdelkader Buatiw (attivista) ha riferito a News Libia 24, che l’assalto è stato motivato dalla sua mancata condivisione di ciò che doveva essere definito all’interno della sede, ovvero della firma di un documento finalizzato a soddisfare interessi personali e non nazionali. L’attivista racconta che “martedì era la data della seduta parlamentare, ed io controllavo la sede del Consiglio da una stanza di un albergo", ho visto più di 50 deputati accedervi intenti ad andare a votare. In questo momento ho preso d’assalto la stanza ed ho urlato contro tutti i membri ricordandogli di non dimenticare i martiri della Libia, firmando questo strumento di soddisfazione di interessi personali non prenderanno in considerazione la sofferenza dei libici”. L’attivista ha inoltre accusato i deputati per i budget assegnati ai ministeri e per i loro stipendi.<br />
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