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Zagabria - Dopo russi e americani, sembra che anche gli italiani stiano considerando di abbandonare la società Zeljezara Sisak (Acciaieria di Sisak). Secondo le attuali informazioni, la produzione sarà interrotta, mentre negli ultimi…
Zagabria - Dopo russi e americani, sembra che anche gli italiani stiano considerando di abbandonare la società Zeljezara Sisak (Acciaieria di Sisak). Secondo le attuali informazioni, la produzione sarà interrotta, mentre negli ultimi giorni sono stati licenziati alcuni dipendenti, prevedendo che non oltre la metà del mese di dicembre saranno sciolti i contratti con il 90% dei lavoratori. La produzione non sarà proseguita fino al giungo del prossimo anno quando il proprietario, cioè la compagnia ABS, di proprietà della società italiana Danieli, dovrebbe decidere del destino finale della società croata, cioè se quest'ultima sarà chiusa, se continuerà la produzione, oppure se sarà ceduto il complesso siderurgico. Dopo la partenza improvvisa della società americana CMC, che ha gestito la Sisak dal 2007 al 2011, come acquirente del gigante di Sisak nel 2012 è apparsa la società Danieli di Udine, che ha investito a Sisak decine di milioni di euro, tra i quali anche 20 milioni di euro del prestito della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), approvato proprio per il ripristino e la modernizzazione degli impianti di Sisak. Il problema principale deriva dal fatto che una grande quantità di acciaio a basso costo proveniente dalla Cina e dalla Turchia, ma anche dall'Ucraina, ha invaso il mercato europeo, rendendo la produzione di Sisak non redditizia. Anche se la dirigenza italiana dell'ABS ha respinto la possibilità di parlare della situazione attuale, la sua filiale a Sisak ha confermato che sta cercando di ridurre i danni riducendo i costi. "La situazione sul mercato non è buona, però non vi sarà la vendita degli impianti", ha detto una fonte anonima dell'ABS, valutando dannoso lo scioglimento dei contratti dei lavoratori e la possibile ripresa della produzione a giugno, mentre una buona parte degli impiegati troverà un altro lavoro. La stessa fonte ha informato che si cerca di implementare anche in Croazia il modello vigente in Italia, dove lo Stato per un breve periodo finanzia la maggior parte degli stipendi dei lavoratori. Purtroppo in Croazia un meccanismo del genere non esiste, così che la fabbrica si è vista costretta a licenziare i dipendenti. Resta da vedere se la produzione dell'acciaieria di Sisak continuerà nel mese di giungo, quando la Danieli prenderà una decisione finale sulla fabbrica di Sisak.
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