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Pristina - Il Centro Kosovaro per gli Studi sulla Sicurezza (QKSS) ha tenuto una conferenza dal tema "Emigrazione: le conseguenze e l'impatto sul processo dell'integrazione europea per il Kosovo". Plator Avdiu dal QKSS ha presentato i dati…
Pristina - Il Centro Kosovaro per gli Studi sulla Sicurezza (QKSS) ha tenuto una conferenza dal tema "Emigrazione: le conseguenze e l'impatto sul processo dell'integrazione europea per il Kosovo". Plator Avdiu dal QKSS ha presentato i dati di questo rapporto, dai quali emerge che, dal mese di ottobre dello scorso anno al marzo di quest'anno, dal Kosovo sono andati via 100 mila cittadini, di cui 75 mila si sono registrati come asilo richiedenti. Secondo Avdiu, le questioni economiche, povertà, disoccupazione e la mancanza di fiducia verso le istituzioni, sono i principali motivi di questa emigrazione. Il dirigente di QKSS, Florian Qehaja, ha definito preoccupante il fatto che una parte dei cittadini del Kosovo hanno chiesto asilo in Paesi dell'UE presentando alle autorità delle false informazioni indicando come motivo principale di essere a rischio a causa dell'estremismo violento. Mentre Donika Emini ha affrontato il tema del processo del rimpatrio delle persone, che sono emigrate, asserendo che la gestione di questo processo è un test per le istituzioni locali anche per la liberalizzazione dei visti. D'altra parte il vice Ministro per l'integrazione europea, Ramadan Ilazi, ha definito una tragedia la tendenza dell'emigrazione illegale iniziata alla fine dello scorso anno. Tuttavia, il vice Ministro ha ammesso che si rileva un progresso nel processo di rimpatrio, esprimendosi ottimista sulla possibilità che, durante l'anno, la Commissione Europea fornisca una raccomandazione positiva per quanto riguarda la liberalizzazione dei visti per il Kosovo.
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