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Belgrado - Il Blocco patriottico (Patriotiski blok), composto dal Partito Democratico di Serbia (DSS) e Dveri, giovedì, 12 novembre, ha reso noto che ha intenzione di indire un referendum qualora la Serbia continui i negoziati per l'adesione…
Belgrado - Il Blocco patriottico (Patriotiski blok), composto dal Partito Democratico di Serbia (DSS) e Dveri, giovedì, 12 novembre, ha reso noto che ha intenzione di indire un referendum qualora la Serbia continui i negoziati per l'adesione all'UE, anche dopo la decisione della Corte costituzionale del Kosovo di sospendere la formazione della Comunità dei comuni serbi e qualora si protragga il silenzio da parte dell' UE. Il presidente del DSS, Sanda Raskovic Ivic, ha dichiarato che il Blocco patriottico è l’unico vero difensore degli interessi dei cittadini e dello Stato visto che è contro la vendita della Telekom Srbija e contro la vendita di tutte le risorse nazionali, soprattutto quella di una delle risorse più importanti: il terreno. La Raskovic Ivic ha sottolineato che gli stessi partiti firmatari degli Accordi di stabilizzazione e associazione nel 2008, adesso, raccolgono adesioni contro la vendita dei terreni ai cittadini stranieri appoggiando, di fatto, l'iniziativa di indire il referendum per fermare tale vendita. Il presidente del DSS ha criticato anche le autorità in carica, nonché la decisione dell' aumento delle pensioni. Alla domanda se il Blocco patriottico potrebbe accogliere consensi politici sorprendenti in Serbia, al pari di quelli ottenuti dalla coalizione Most in Croazia, la Raskovic Ivic ha confermato che il Blocco patriottico potrebbe rappresentare la terza forza in Serbia e quella coalizione che offre qualcosa di nuovo sulla scena politica. Il leader del partito Dveri, Bosko Obradovic, ha sottolineato che adesso tutti coloro che non vogliono votare né per Pajtic né Vucic, hanno un'alternativa e hanno a chi dare il voto. Obradovic ha ricordato che alle elezioni del 2012 tutti volevano che Tadic lasciasse il potere, e per questo motivo tutti hanno dato il voto al Partito progressista serbo (SNS) ma che, oggi, alla luce dei fatti, questa non si è rivelata una buona soluzione. Ha poi concluso che spera non venga ripetuto lo stesso errore e che i cittadini della Serbia settentrionale hanno a chi votare. In ultimo, il leader del partito Dveri, ha reso noto che secondo i sondaggi il Blocco patriottico attualmente ha l’8 per cento del sostegno degli elettori e che rappresenta la terza forza in Serbia e la prima nello schieramento di opposizione.
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