Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Johannesburg - Il Governo del Sud Africa e il suo Presidente Jacob Zuma, sono stati al centro di una disputa internazionale che riguarda i beni della Libia depositati sul territorio del Paese, pari ad circa 2 trilioni di Rand sudafricani (ZAR) in dollari…
Johannesburg - Il Governo del Sud Africa e il suo Presidente Jacob Zuma, sono stati al centro di una disputa internazionale che riguarda i beni della Libia depositati sul territorio del Paese, pari ad circa 2 trilioni di Rand sudafricani (ZAR) in dollari americani, centinaia di tonnellate d'oro e circa sei milioni di carati di diamanti. Quello che potrebbe essere la più grande ricchezza del mondo è depositato sotto scorta in sette locazioni segrete fortemente protette, nella zona tra Johannesburg e Pretoria. I miliardi della Libia hanno portato ad un'indagine da parte della Direzione per le indagini prioritarie di criminalità (Hawks) sulla possibile violazione dei controlli sui cambi di valuta, nonché gli interessi internazionali delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti. Esso ha anche portato ad un accresciuto interesse da parte delle Intelligence locali ed internazionali, così come del mondo criminale. Coloro che sono interessati al tesoro libico includono diversi politici di alto rango del Congresso Nazionale Africano (ANC), diversi imprenditori, un ex giudice della Corte Suprema e di un certo numero di società private. I 2 trilioni di Rand sudafricani sono depositati in posti separati dai altri miliardi, che si ritiene di essere oltre 260 miliardi, legalmente depositati in quattro banche sudafricane. Altri beni legali includono gli hotel a Joburg e Cape Town. Il giornale The Sunday Independent sostiene di aver visto i documenti ufficiali del Governo sudafricano confermando che oltre 179 miliardi di dollari sono illegalmente depositati in tutta la provincia di Gauteng. Poco dopo la morte di Muammar Gheddafi nel mese di ottobre 2011, il nuovo Governo libico ha intrapreso una missione su larga scala per recuperare i beni legalmente o illegalmente nascosti in Sud Africa, come in tutta l'Africa, negli Stati Uniti ed in Europa, mentre l'anno scorso le autorità libiche hanno messo in atto un processo separato per identificare e rimpatriare i beni illegalmente detenuti da Sudafrica. Secondo indagini del giornale The Sunday Independent i beni libici sono stati introdotti in Sud Africa tramite circa 62 voli tra Tripoli e la Republica Sudafricana, mentre l'equipaggio degli aerei erano principalmente forze speciali dell'ex regime. Tuttavia, il denaro, l'oro e gli diamanti che sono stati spostati in Sud Africa, sono stati trasferiti in breve periodo nei paesi africani vicini. La maggior parte dei beni sono stati trasferiti dalla Libia dopo che Zuma è stato coinvolto in un processo dell'Unione Africana (AU) per convincere l'ex presidente libico Gheddafi a dimettersi dopo l'inizio della rivoluzione araba. Inoltre, il Governo libico ha formato un consiglio speciale nazionale per rintracciare e recuperare i beni e il fondo della Libia. Attualmente due società, Washington African Consulting Group (WACG) con sede in Texas e guidata dal suo amministratore delegato Erik Goalied, e la maltese Sam Serj, guidata dal suo amministratore delegato, Tahah Buishi, si sono presentate davanti il Governo sudafricano, sostenendo che sono stati incaricati dal consiglio nazionale, di recuperare i fondi libici. Le due società affermano di essere gli unici legittimi rappresentanti del governo libico in questa vicenda, anche sè Goalied ha già denunciato i rappresentanti della Sam Serj come impostori che vogliono mettere in scena "la più grande rapina del mondo", usando documenti falsi e godendo dell'appoggio di certi funzionari sudafricane, per determinare il governo di Pretoria a darli retta. Inoltre, Goalied ha formalmente avvisato le autorità giudiziarie nazionali sulle attività della Sam Serj, che sono passate all'attenzione dalla Hawks. In una dichiarazione per il The Sunday Independent, Goalied ha rivelato che si è incontrato che il 26 settembre con il Primo Ministro libico, Abdullah Al-Thani a New York, ed in tale occasione entrambe le parti hanno ribadito che è la WACG che dovrebbe lavorare con il Governo sudafricano. Goalied ha sottolineato che le autorità libiche non vogliono necessariamente ripristinare i beni a Tripoli, ma vogliono il pieno controllo giuridico su essi, per poter essere utilizzati per gli investimenti e altri progetti volti a creare nuovi posti di lavoro. Il mese scorso, Goalied ha chiesto al Presidente Zuma la piena cooperazione e assistenza nella risoluzione del problema del patrimonio libico, mentre le autorità sudafricane hanno fatto appello a tutti coloro che hanno a che fare con i soldi libici di fare un passo avanti. Goalied ha anche scritto al Segretario generale dell'ONU, Ban Ki-Moon e al Segretario di Stato degli Stati Uniti, John Kerry per chiedere assistenza in questo caso. Le Nazioni Unite hanno adottato la risoluzione n.438, che obbliga i paesi che detengono beni libici di restituirli. Nel frattempo, la Sam Serj è già stata in Sud Africa per discutere la restituzione dei beni della Libia, dove il suo amministratore delegato Buishi ha sostenuto che la sua società è stata assunta dal governo libico per rintracciare e recuperare i beni depredati da Gheddafi e le persone vicine a lui. Secondo le sue parole, fino adesso i beni sono stati rintracciati in Sud Africa, in Tunisia e diversi paesi dell'Europa. Diverse fonti hanno detto per il The Sunday Independent che il popolo libico si è lamentato alle Nazioni Unite di Sudafrica e Zuma, e hanno minacciato di presentare una denuncia di furto presso la Corte penale internazionale se i beni non vengano restituiti immediatamente.
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