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NOTIZIE · OI-328882 · 09/11/2015 17:25:00 · 3876 g fa5 min lettura
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Sospetti verso una nave montenegrina e una italiana

DiOsservatorio ItalianoSommario

Durazzo - La costiera di Durazzo ha subito un forte inquinamento verso le ore 12:00 di sabato 7 novembre, quando una grande quantità di carburante versato in mare ha oscurato l'acqua, causando una catastrofe ecologica. E' la prima volta che i…

Durazzo - La costiera di Durazzo ha subito un forte inquinamento verso le ore 12:00 di sabato 7 novembre, quando una grande quantità di carburante versato in mare ha oscurato l'acqua, causando una catastrofe ecologica. E' la prima volta che i residenti della città costiera si trovano dinanzi ad un inquinamento di tali dimensioni. Formalmente si parla di 2,5 chilometri di costiera inquinata che va dal settore "Iliria" fino al settore "Teuta". I dipendenti del Comune di Durazzo si sono dunque messi a lavoro con le ruspe per rimuovere i resti di carburante dalla sabbia. Il Sindaco di Durazzo, Vangjush Dako, ha annunciato che quest'ultima è stata ripulita. Tuttavia un certo odore pesante continua a permanere nell'area. Per monitorare le macchie di inquinamento in mare, la cui superficie non è stata ancora stabilita, la costiera da Currila fino alla spiaggia di Golem è stata sorvolata con un elicottero. Per la pulizia e il monitoraggio, il Ministero della Difesa ha ingaggiato le Forze Armate della Marina e quelle Aeree, con due navi anti-inquinamento volte a risucchiare il carburante, una nave di pattugliamento, un elicottero e un contingente di 30 corpi per evidenziare e offrire soluzioni ai cittadini. Hanno provveduto alla pulizia del terreno anche gli ambientalisti. In particolare l'ambientalista, Sazan Guri, ha affermato che le conseguenze sarebbero state inferiori grazie all'esistenza di società specializzate nel trattamento dei resti idrocarburi. Secondo gli ambientalisti, la presenza di idrocarburi in mare avrà conseguenze dirette sul'ecosistema. Intanto, il Ministro dell'Agricoltura, Edmond Panariti, ha chiesto la sospensione della pesca a Durazzo fino al chiarimento della situazione e ha ordinato all'Autorità dell'Alimentazione di prelevare dei campioni per svolgere analisi sui pesci. Subito dopo l'accaduto, gli ispettori del Ministero dell'Ambiente hanno ispezionato le navi presenti nel Porto di Durazzo, ma al termine del controllo nessuna è risultata come responsabile dell'inquinamento. Il Ministro dell'Ambiente, Lefter Koka, ha precisato che, prima dello svolgimento del controllo, nel porto erano ancorate solo 2 navi e una di queste potrebbe essere la responsabile. Lo stesso ha avvertito che appena le strutture della Polizia di Stato e della Procura concluderanno le indagini, i responsabili saranno introdotti dinanzi alla giustizia e sconteranno le pene previste dalla legge. Dato l'allarmante inquinamento della costiera di Durazzo, la Procura albanese ha avviato le indagini per scoprire gli autori. Finora, grazie alle verifiche, sono state identificate due navi, che in base ai sospetti, potrebbero aver versato nelle acque albanesi diverse tonnellate di olio bruciato dai motori. La Capitaneria di Durazzo ha informato la Polizia di Stato che in base alla verifica condotta sui movimenti delle imbarcazioni nelle acque albanesi sono state identificate due navi sospette. Procuratori e poliziotti hanno sequestrato, inoltre, la documentazione delle navi transitate nella zona nelle ultime 24 ore. Solo poche ore prima che il mare diventasse nero, in quest'area è passata una grossa nave cisterna che, secondo la mappa del traffico marittimo, è partita verso Porto Romano. Secondo i dati, la nave portava oli e prodotti chimici. Tra i sospetti vi è anche una nave italiana che trasportava idrocarburi e un'altra che si è ancorata a porto Montenegro e che trasportava prodotti vari. Alle navi è stato chiesto, dai rispettivi porti, di verificare i depositi di olio bruciato dei motori, per vedere se sono stati svuotati. Gli inquirenti sospettano che, una di queste, abbia versato sulle acque territoriali albanesi, diverse miglia lontano dalla costa, tonnellate di olio bruciato dei motori. Pertanto, la Procura di Durazzo ha chiesto agli esperti della flotta marittima dell'esercito e della capitaneria di Durazzo di specificare la possibile quantità versata, il luogo ed il tempo necessario servito al materiale per raggiungere la spiaggia di Durazzo. Le indagini si sono estesi su due piste. Stando ai sospetti la fuoriuscita di petrolio e olio potrebbe essere stata intenzionale per causare un danno alla baia (golfo) di Durazzo. Ma gli inquirenti sospettano che, qualche nave, per non pagare le tariffe del versamento dell'olio bruciato presso i depositi speciali, ha scaricato la quantità utilizzata in mare. Gli inquirenti hanno chiesto anche la collaborazione del Servizio Informativo Statale (SHISH) per trovare gli autori. Il caso è stato registrato con l'accusa di "inquinamento delle acque" e una volta rintracciata la persona o società che ha commesso tutto ciò, la stessa andrà incontro ad una punizione da 5 fino a 10 anni di carcere. Per rintracciare i colpevoli è stato istituito un gruppo speciale d'inchiesta composto da cinque settori: l'ambiente, due Polizie, un laboratorio e la Procura. Per la giornata di oggi, lunedì 9 novembre, sono previsti i risultati dell'analisi di laboratorio della perizia, ma i principali sospetti cadono sulla sopracitata nave gigante italiana, che trasportava oli e prodotti chimici chiamata “Canneto.M”, che in base al traffico marittimo risultava vicina alle coste di Durazzo, in determinati orari, con destinazione Porto Romano. Lo scandalo dell'inquinamento delle acque albanesi è conosciuto in quanto la poca profondità viene considerata dagli stranieri come ideale per lo scarico di materiali non necessari. Dal momento che, in nessun caso vi sono state delle penalità, la questione è diventata una realtà attuata come pratica di routine. Ricordiamo che a inizio luglio, la spiaggia di Dhermi e una parte della costiera di Himara, sono state trovate colme di carburanti e oli. Secondo il noto ambientalista Sazan Guri, durante la stagione estiva e in primavera, la costiera albanese viene inquinata da navi italiane e greche, involontariamente o di proposito, questo non si sa, ma è un dato di fatto che versano petrolio sulle coste albanesi.

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16
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Persone
5
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Aziende
3
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Altri luoghi citati (non mappati): Durazzo · Dhermi · Himara
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