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Tirana - I due proprietari della nota società di carburanti "Alpet", ormai, dovranno fare i conti con la giustizia essendo stati arrestati, mentre altri due azionisti stranieri sono stati proclamati ricercati, in seguito ad un'inchiesta…
Tirana - I due proprietari della nota società di carburanti "Alpet", ormai, dovranno fare i conti con la giustizia essendo stati arrestati, mentre altri due azionisti stranieri sono stati proclamati ricercati, in seguito ad un'inchiesta della Task Force della Procura, per evasione fiscale allo Stato per l'importo di 500 milioni di lek, ovvero 5 milioni di dollari. La Corte di Tirana ha stabilito l'applicazione di misure di sicurezza nei confronti di 5 persone, i dirigenti e i rappresentanti della società petrolifera "Fullpet", sospettati di essere coinvolti nello schema della frode fiscale. "Fullpet" è il nuovo nome che gli arrestati hanno messo recentemente alla società dopo aver deciso di chiudere "Alpet". Dall'inchiesta si apprende che i due amministratori, Aurel Preni 40 anni e Fiqiri Hoxha 61 anni, sono stati arrestati dalle forze dell'ordine mentre un fatturista della società e due titolari stranieri sono stati proclamati ricercati, con le iniziali I.A e E.O. Secondo l'inchiesta "Fullpet", una volta conosciuta come "Alpet" non avrebbe pagato le tasse e le assicurazioni per i suoi dipendenti dal 2012. Queste persone, in cooperazione, a partire dal 2012, hanno effettuato diverse azioni finanziarie, evitando gli obblighi fiscali. Nel 2014, l'amministrazione tasse ha costatato il debito della società “Fullpet” pari a circa 145 milioni di lek per il 2012, mentre l'obbligo per il 2015 si è triplicato. Per liquidare il debito del 2012, tra la Direzione Tasse e la “Fullpet” è stato firmato un atto-accordo, in base al quale la società doveva liquidare l'obbligo in 8 rate. Per questo, la "Fullpet" ha preso un prestito da una banca privata. Ma dall'inchiesta è emerso che il prestito non è servito a liquidare gli obblighi fiscali ma è stato utilizzato per creare nuove società e acquistare beni. Durante i controlli esercitati in queste compagnie sono state rinvenute 8 gravi violazioni, che hanno recato allo Stato un danno di 5 milioni di dollari.
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