Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - Non solo gli imprenditori albanesi hanno spostato l'attenzione dall'industria all'agricoltura, come il settore del futuro ma anche gli investitori italiani attratti dai costi ridotti di circa 10 volte della forza lavoro, delle tasse 5…
Tirana - Non solo gli imprenditori albanesi hanno spostato l'attenzione dall'industria all'agricoltura, come il settore del futuro ma anche gli investitori italiani attratti dai costi ridotti di circa 10 volte della forza lavoro, delle tasse 5 volte inferiori, del clima e degli incentivi per assicurare l'irrigazione. Roberta e Cristian, una coppia italiana, da tre anni, ha esteso l'attività di famiglia nella produzione della legna. Ma la moratoria sull'esportazione di questo prodotto, stabilita dal Governo albanese nel tentativo di conservare le foreste, ha rovinato provvisoriamente i loro piani. Pertanto il progetto è stato modificato passando alla coltivazione della paulonia, una pianta clonata ad alto rendimento, usata nell'industria della trasformazione della legna, il cui principale cliente è la compagnia globale di produzione dei mobili, IKEA. Oggi questi rappresentano un gruppo d'investitori italiani, mediante la società Sjlwa sh.p.k (Distributore ufficiale di Balkans Paulownia Clone). Allo stesso tempo sono stati coltivati 15 ettari con questo tipo di pianta, principalmente nell'area del villaggio di Rinia a Durazzo, dove sono stati impiegati attualmente 15 dipendenti. Nonostante la superficie coltivata da poche settimane, l'altezza delle piante ha quasi raggiunto un metro. Il vantaggio di questa pianta è il fatto che è resistente ai cambiamenti atmosferici e che, su una superficie di 1 ettaro si possono coltivare 600 piante. Oltre a Durazzo, la paulonia viene coltivata anche a Gjirokastra e Scutari. Questa attività rappresenta una novità per il mercato albanese, ma anche per l'Italia, che in questo modo evita grandi distanze, come la Cina, che è il più grande fornitore di questo prodotto per l'industria dei mobili. Secondo le statistiche della Banca d'Albania, lo stock degli investimenti italiani in Albania è arrivato a 526 milioni di euro alla fine del 2014, posizionandosi al terzo posto dopo la Grecia e il Canada. L'industria della trasformazione è il settore che ha attirato di più le imprese italiane finora, con il 23% del totale degli investimenti, seguito da quello immobiliare e del commercio. Le imprese del Paese limitrofo, dopo gli anni '90, si sono affrettate a sfruttare il vantaggio della conveniente forza lavoro e le capacita professionali dell'industria tessile e delle calzature. Negli ultimi anni hanno spiccato il volo i call center sfruttando il basso costo di lavoro, e il vantaggio della conoscenza della lingua italiana da parte dei giovani albanesi. Il numero delle imprese italiane nel 2014 è aumentato del 19% rispetto al 2013, quando 364 imprese italiane hanno aperto, da principio, la loro attività in Albania. In totale, vi sono circa 2.300 imprese italiane o congiunte in Albania che costituiscono il 43% del totale delle imprese estere in Albania.
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.