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Tripoli - Ahmed Ibrahim al-Faqih traccia un'analisi di un Paese al confine tra guerra e desiderio di stabilità, ma ancora troppo divisa. "La Libia è stata asservita ad un regime di contro per quasi cinquant'anni, asservita al broglio e alla distorsione…
Tripoli - Ahmed Ibrahim al-Faqih traccia un'analisi di un Paese al confine tra guerra e desiderio di stabilità, ma ancora troppo divisa. "La Libia è stata asservita ad un regime di contro per quasi cinquant'anni, asservita al broglio e alla distorsione culturale, era vittima della siccità e del ristagno politico, nonché del dispotismo. Con la rivoluzione hanno avuto inizio i conflitti ideologici, regionali e tribali, la Libia adesso sta vivendo in uno stato di frammentazione; i governi che stanno litigando sul potere sono adesso cinque: il governo di Tobruk e il governo rivale di Tripoli, ci sono le bandiere nere di "Daash" nel centro della città di Sirte, un semi-governo dei Tuareg nel sud che sono in contesa con i tabu, altri della zona desertica di Fezzan. Poi c'è un gruppo di mediatori che intervengono per risolvere le dispute tra i due governi", afferma Ahmed Ibrahim al-Faqih. Senza trascurare i governi dei malviventi, tra cui i contrabbandieri e gli spacciatori di droga. In questa situazione tenebrosa, si intravede qualche barlume di speranza per il rinnovamento. Dopo quasi un anno di trattativa, si arriva finalmente alla formazione di un atto di riconcilazione designato da Bernardino Leon. La dimostrazione contiene la presidenza del Consiglio di Unità Nazionale con un primo minstro, tre deputati e due ministri. Una buona iniziativa da parte di tutti i membri del paese libico per far placare le tensioni, per applicare la legge, per abbattere il terrorismo, le rapine, gli omicidi e per porre fine ai conflitti tribali dentro lo stato libico. Nonostante trovasse alcune disapprovazioni da parte di alcune città, la dinamica politica però ha saputo soddisfare e accogliere quasi tutte le esigenze, perché alla fine è solo un governo provvisorio, una specie di tappa di un nuovo trapasso, ma non è permanente. Insomma, sono tre le fasi da seguire: salvare l'unità del popolo libico, beneficiare delle sue proprie risorse, per passare dalla penuria alla prosperità e accelerare il ritmo dell'attuazione delle riforme per poter evolvere.
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