Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Belgrado - Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, venerdì 16 ottobre, ha affermato che le condizioni di Bruxelles circa l'apertura del capitolo 35 nei negoziati per l’adesione della Serbia all'UE sono assolutamente inaccettabili.…
Belgrado - Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, venerdì 16 ottobre, ha affermato che le condizioni di Bruxelles circa l'apertura del capitolo 35 nei negoziati per l’adesione della Serbia all'UE sono assolutamente inaccettabili. Nikolic ha riferito che il proseguimento delle integrazioni europee non sono possibili se il prezzo dell'ingresso nell'UE è il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo. Nikolic ha annunciato, inoltre, un documento dietro il quale saranno tutti i funzionari statali superiori, il cui scopo è quello di difendere la sovranità ed sarà una risposta all'Occidente. Secondo Nikolic, la Serbia non dovrebbe interrompere i negoziati con l'UE, perché desidera diventare membro dell’UE. Nikolic ha riferito che solo l’UE può rinunciare ai negozi se dirà chiaramente che la Serbia deve riconoscere l’indipendenza del Kosovo. Nikolic ha riferito che per il momento, il referendum non è necessario. In occasione delle possibili elezioni, Nikolic ha affermato che le elezioni porteranno via un sacco di tempo il quale, in questo momento, è prezioso ed ha aggiunto che, nel caso delle elezioni, sosterrà il Partito Progressista Serbo (SNS) e non ridurrà il suo mandato perché è convinto di effettuare il suo lavoro in modo straordinario. <strong>Patriarca: Non possiamo sacrificare il Kosovo per l’Europa</strong> - Il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, ha parlato, giovedì 15 ottobre, nel Governo della Serbia, con il patriarca serbo Irinej e con gli altri dignitari, dell’UE e del Kosovo e Metohija. Alla riunione hanno partecipato il metropolita di Zagabria e Lubiana, Porfirije, il vescovo di Raska-Prizren e del Kosovo-Metohija, Teodosije e il vescovo di Sumadija Jovan, nonché i Ministri, Ivica Dacic, Ivan Tasovac, Nikola Selakovic, Nebojsa Stefanovic, Bratislav Gasic e il direttore dell’Ufficio per il Kosovo e Metohija, Marko Djuric. Il patriarca serbo Irinej ha affermato che la Chiesa ortodossa serba sostiene il percorso serbo, ma la Serbia non deve e non può sacrificare il Kosovo. Il Ministro della Giustizia, Nikola Selakovic, ha stimato che, nel corso della riunione del Primo Ministro e il Patriarca, è stata espressa la comprensione della situazione politica ed economica in cui si trova la Serbia. Il Presidente serbo, Tomislav Nikolic, è convinto che la Serbia adesso, dopo tutte le lodi per le riforme che il Governo sta attuando, è tornata molti anni indietro per quanto riguarda il rapporto con l'UE. Nikolic è convinto che, nel caso del riconoscimento del Kosovo da parte della Serbia, sarebbe iniziata la guerra civile. Vucic, giovedì 15 ottobre, ha incontrato i più alti rappresentanti diplomatici dei Paesi della Quinta - Italia, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, Francia - nonché il capo della delegazione dell’UE in Serbia, Michael Davenport, con l'obiettivo di trovare la soluzione. All'incontro hanno partecipato i Ministri, Ivica Dacic, Jadranka Joksimovic e il capo dell’Ufficio del Governo per il Kosovo e Metohija, Marko Djuric. <strong>Vulin: Stiamo attuando ciò che è stato convenuto</strong> - Il Ministro del Lavoro, dell’Occupazione e delle Questioni Sociali, Aleksandar Vulin, ha riferito che la Serbia ha accettato l’Accordo di Bruxelles e che sta attuando ciò che emerge da tale accordo, ma non permetterà il suo cambiamento e la cancellazione. ‘’Vogliamo far parte dell’UE ma non vogliamo far parte dell’UE cessando di essere la Serbia’’, ha concluso Vulin.
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