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Kumanovo - Cinque mesi dopo i gravi scontri del 9-10 maggio, tra la Polizia e il gruppo armato nel "Quartiere dei Coraggiosi" la città di Kumanovo è finita nuovamente sotto i riflettori. Difatti, mediante l'operazione…
Kumanovo - Cinque mesi dopo i gravi scontri del 9-10 maggio, tra la Polizia e il gruppo armato nel "Quartiere dei Coraggiosi" la città di Kumanovo è finita nuovamente sotto i riflettori. Difatti, mediante l'operazione "Rrufeja" (Fulmine) la Polizia ha arrestato 7 persone, sospettate di aver aiutato il gruppo armato di Kumanovo. Secondo la Polizia, le persone arrestate hanno fatto parte del gruppo ed hanno partecipato ai combattimenti nel "Quartiere dei Coraggiosi" ma in modo diverso, favorendo la loro circolazione e stabilimento a Kumanova come anche l'operazione a Goshince. Nella mattina di mercoledì 14 ottobre, sono state effettuate irruzioni in 5 abitazioni nella Regione di Skopje e Kumanovo e sono state rinvenute armi da caccia, una pistola ed uniformi dell'UCK. Verso gli arrestati sono state sollevate delle denunce penali per i reati terroristici e la Procura pubblica ha proposto la misura della carcerazione preliminare. La Polizia ha confermato il successo dell'azione avvenuta senza incidenti ed ha preferito non commentare le indiscrezioni sugli spari avvenuti nel corso della giornata, i quali secondo i famigliari degli arrestati ci sono stati. Tra loro vi sono ex combattenti dell'UCK, noti alla Polizia per i loro precedenti reati penali. Intervistata dai media, la famiglia Pajaziti dal villaggio Hotel di Kumanovo, ha raccontato di essere stata colta alla sprovvista quando le forze della Polizia hanno fatto irruzione nella loro casa. Nel corso dell'operazione è stato arrestato, Musadik Pajaziti. Suo fratello, Burajdini, ha riferito che la Polizia lo ha costretto a restare per 2 ore in piedi e con le manette, senza alcuna spiegazione preliminare. Solo alla fine dell'operazione, la Polizia ha spiegato al veterano di guerra che stava cercando delle armi che, stando ai sospetti, erano rimaste a questa famiglia dal periodo della guerra, nel 2001. "Verso le 4.00 di mattina sono venuti da me, mi hanno messo le manette e mi hanno portato dietro casa. Tre poliziotti mi sorvegliavano con una pistola automatica in bocca, non ho potuto muovermi, mi hanno detto di stare fermo finché non avrebbero ottenuto informazioni. Mi hanno trattenuto due ore, dalle ore 4.00 alle 6.00", ha raccontato Bujadin Pajaziti. Dal Ministero degli Affari Interni hanno specificato che l'azione presso il villaggio Hotel è avvenuta in quadro all'operazione "Rrufeja", volta a scoprire la rete dei collaboratori e le persone che hanno aiutato il gruppo di Kumanovo. "Si tratta di sette persone di età compresa tra 20 e 74 anni, di cui tre sono del villaggio Hotel, due di Breza e uno di Matejçe. Sette persone sono sospettate di reati penali, ha informato il portavoce del Ministro degli Affari Interni, Ivo Kotevski. Inoltre dal Ministero degli Interni hanno fatto sapere che, a seguito delle perquisizioni effettuate sugli arrestati sono state rintracciate mappe che l'istituzione ha chiamato della "Grande Albania", uniformi dell'UCK, 13 telefoni cellulari, armi da fuoco e munizioni. Intanto come rende noto l'agenzia "Zhurna", Ibrahim Murtezani, invalido, ex combattente dell'UCK, conosciuto come Comandante Haraçina, arrestato nell'operazione, è stato rilasciato dalla Polizia dopo esser stato interrogato. Infine alcune fonti del quotidiano hanno riferito che tra le persone arrestate nel villaggio Hotel vi sono Ragmi Latifi e Musadik Pajazit, ex membri dell'Esercito Liberatorio Nazionale (UCK). I residenti del villaggio ed i loro amici hanno rivolto un appello ai rappresentanti albanesi affinché non vengano permessi maltrattamenti da parte della Polizia. https://www.youtube.com/watch?v=RxLTl4rKUDw https://www.youtube.com/watch?v=TeOyOBpDvwQ
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