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Tirana - Una società americana è interessata ad acquistare la società di trasformazione del petrolio ARMO, di proprietà per l'85% della società privata ANIKA MERCURIA REFINERY ASSOCIATED OIL e per il 15% dello Stato…
Tirana - Una società americana è interessata ad acquistare la società di trasformazione del petrolio ARMO, di proprietà per l'85% della società privata ANIKA MERCURIA REFINERY ASSOCIATED OIL e per il 15% dello Stato albanese attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico, del Turismo, del Commercio e dell'Imprenditoria. La notizia è stata riferita, per l'agenzia "Monitor", proprio dalle fonti vicine al Ministero. Nello specifico si tratta di una compagnia americana del Texas, la "Henry" la cui attività è concentrata nel settore della costruzione. L'azienda mira al bitume albanese dato che ha interessi nel settore delle costruzioni in Iraq e all'espansione del Canale di Suez. Gli operatori del mercato ritengono che, l'entrata nel mercato albanese, sarà uno sviluppo positivo. ARMO, nel frattempo, è in una situazione molto difficile. La raffineria di Ballsh è stata chiusa e stando alle valutazioni effettuate non è efficiente, a differenza di quella di Fier che è ancora redditizia. A metà agosto, i dipendenti di ARMO hanno protestato dinanzi al Ministero perché da due mesi non ricevevano lo stipendio ed intanto hanno affermato che i dirigenti della società azera, Heany Assets Corporation, che hanno acquistato le azioni di ANIKA MERCURIA nel 2013 sono andati via. Qualche mese fa si è parlato di una compagnia svizzera interessata alla ARMO, ma sembra che si sia tirata indietro. Il problema più grande di ARMO sono i suoi debiti. Secondo un rapporto elaborato dalle istituzioni statali, nel mese di giugno di quest'anno, la stessa aveva 207 milioni di dollari di prestiti da rimborsare alle banche e 53 milioni di dollari di tasse da pagare. Una soluzione temporanea è stata trovata lo scorso anno, dando l'attività in franchising alla Deveron Advisor Oil Corp che possiede la Oil Albania e TPD (Trading Petrol Drilling), che ha affittato le raffinerie di Fier. Queste aziende, nei primi sei mesi del 2015 hanno lavorato in modo intenso, elaborando il petrolio nazionale acquistato da Albpetrol e la Bankers Petroleum, il che ha aumentato, in modo significativo, il peso del petrolio nazionale e ha contribuito a ridurre l'importazione dei carburanti. Tuttavia, fonti del Ministero dell'Economia hanno precisato che, dal mese di giugno, non c'è stata più produzione di petrolio nazionale. Questo ha influito sull'aumento dell'importazione dei carburanti che nel mese di agosto è arrivata a 54 mila tonnellate, secondo i dati ufficiali delle Dogane, rispetto alle 30 mila tonnellate al mese nel periodo gennaio-marzo (rispettivamente 18.6, 27.3 e 27.5 mila tonnellate). L'ARMO si trova dinanzi ad una montagna di debiti e in base al bilancio del 2013 (siccome il bilancio per il 2014 non è stato ancora presentato al QKR), la maggior parte dei dovuti è verso la banca FBME e terzi, per un totale di circa 140 milioni di euro. Con le banche in Albania, l'ARMO ha contratto un debito di circa 37 milioni di euro, la maggior parte dei quali da Raiffeisen e Credins, rispettivamente 20 e 15,6 milioni di euro, sempre in base ai dati del bilancio per il 2013. L'importo che ARMO deve alle banche in Albania è pari al 6% del totale del debito cattivo che i 35 maggiori creditori devono al sistema bancario. Ci sono 35 aziende che hanno quasi il 60% del totale dei crediti in sofferenza nel Paese e l'importo che devono alle banche raggiunge complessivamente 600 milioni di euro.
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