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Tirana - La televisione "News24" ha pubblicato il video nel quale si presume viene minacciato il testimone protetto dello scandalo sul caso CEZ. Le immagini mostrano la minaccia al testimone "chiave" dell'arbitraggio a Vienna, Elvis…
Tirana - La televisione "News24" ha pubblicato il video nel quale si presume viene minacciato il testimone protetto dello scandalo sul caso CEZ. Le immagini mostrano la minaccia al testimone "chiave" dell'arbitraggio a Vienna, Elvis Mataj e il giurista dell'OSHEE, Rezart Ruçi. Il giornalista Artan Hoxha, ha commentato le immagini facendo presente che non contengono file audio. La minaccia del testimone chiave del caso tra il Governo e la società DIA, che è sotto la protezione delle forze speciali RENEA da dicembre 2014, è avvenuta in presenza di quest'ultima. Sul video pubblicato si vede il momento dell'incontro tra il giurista e il testimone in presenza delle forze RENEA. Le immagini sono state riprese dalle telecamere di sicurezza in un bar della capitale, dove è avvenuto l'incontro in data 11 settembre di quest'anno, verso le ore 14:40. Inizialmente nel bar si vede il testimone e gli agenti della RENEA incaricati della sua protezione e in seguito giunge il giurista. Quest'ultimo non accetta che il discorso venga fatto in presenza di cellulari, mentre tenta varie volte di rimuovere dalla sua borsa il telefono, per paura che il testimone venga intercettato. Ma Mataj non accetta. Il giurista si allontana inizialmente prendendo la strada verso l'uscita del bar, ma in seguito ritorna di nuovo. Secondo Hoxha, l'avvocato dell'OSHEE (Operatore Albanese per la Distribuzione dell'Energia), ha detto a Mataj di non parlare perché altrimenti avrebbe rischiato la testa. In ogni modo a detta del giornalista, non è stata fatta alcuna denuncia presso la Polizia e la Procura per questa minaccia. Commentando le riprese, il giornalista Hoxha ha dichiarato che "Qualcuno ha tolto il coperchio alla pentola e i diavoletti sono usciti tutti fuori". In tal modo lo stesso ha riferito che si tratta di un grande affare corruttivo, che purtroppo ha danneggiato lo Stato albanese, affermando la necessità di un'inchiesta internazionale, portando anche dei PM dagli Stati Uniti. "Kastriot Ismailaj che è accusato di riciclaggio di denaro, attualmente, si trova nel carcere di Fier. Lo stesso ha un altro processo in corso sulla proprietà per la società di riscossione dei debiti DIA. Le reciproche accuse in Albania hanno messo in discussione le persone che hanno fatto sacrifici per il bene dello stato albanese e salvarlo dalle perdite con le loro dichiarazioni a Vienna e Praga. Vi sono alcune testimonianze, tra le quali quella dell'ex direttore della CEZ", ha affermato il giornalista. Nella sua testimonianza per la corte internazionale, Elvis Mataj, ex Direttore Esecutivo della società DIA nelle mani di Kastriot Ismailaj, nonché testimone chiave nel caso CEZ, ha raccontato di aver ricevuto diverse minacce che miravano a costringerlo a testimoniare a favore della DIA. "Il primo incidente è avvenuto quando l'ex dirigente della DIA, Andi Spahiu si è recato da me nel 2012 e mi ha detto di aver incontrato il sig.Ismailaj e che quest'ultimo potrebbe ordinare a qualcuno in Kosovo, o nel nord dell'Albania o qualche serbo di ucciderlo per soli 20 mila euro mentre Ismailaj si trovava all'estero. Ho valutato questo aspetto come una seria minaccia per la mia vita. La seconda minaccia è avvenuta il 12 giugno 2012 sulle strade di Tirana. Questa volta la minaccia è stata psicologica. Il sig.Ismailaj mi ha seguito con la macchina e lampeggiato con le luci. Quando ci siamo fermati, Ismailaj è uscito dalla sua vettura ed è venuto da me. Mi ha chiesto una copia dell'Accordo di febbraio che lui stesso mi ha affidato e mi ha minacciato. Mi ha detto che avrebbe fatto uccidere la mia famiglia ecc", ha svelato Mataj aggiungendo che l'altra minaccia è datata marzo 2014 quando Ismailaj ha capito che non avrebbe testimoniato a favore della DIA, e gli ha detto che avrebbe difeso i suoi interessi ad ogni costo. Dopo tali minacce, Elvis Mataj è stato messo sotto protezione da RENEA, ma è stato minacciato nuovamente come si vede nelle immagini video pubblicate da "News24". "E' stato identificata una persona ed è stato pubblicato il suo nome, foto, imprese e sono state lanciate delle false accuse per fare pressioni e spaventarlo. Anche durante le ultime 24 ore. Questi è stato scelto come testa di turco (nel senso di persona sacrificata per salvare altri non per sua scelta) dato l'estendersi del conflitto politico, per metterlo a tacere. La sua testimonianza è stata fornita a Vienna, insieme ad altre affermazioni, che sono state messe a disposizione dei diplomatici stranieri disposti a garantire l'inviolabilità di questa persona, e il procedimento del caso", ha spiegato il giornalista Artan Hoxha aggiungendo che Elvis Mataj non viene protetto dalla Procura poiché non ha lo status di pentito. Intanto, intervistato dalla trasmissione "Opinion", il testimone Elvis Mataj, ha affermato che la pressione e le minacce hanno raggiunto l'apice con la pubblicazione delle immagini video. Lo stesso ha raccontato di esser stato chiamato per una riunione da Rezart Ruçi che gli ha chiesto di incontrarlo. A suo dire durante un colloquio del tutto normale, il giurista Ruçi gli ha detto che è stato lui, Elvis Mataj ad aver messo in circolazione l'informazione trapelata sui media. "Vogliamo sapere da voi quanti documenti avete svelato e quante notizie trapeleranno ancora", ha chiesto Ruci in tale incontro. Tale richiesta è stata presa come forma di ricatto e provocazione, da Mataj il quale ha precisato di non aver pubblicato i documenti presunti di cui dispone in parte. "Per quanto riguarda il documento del processo legale, questo è stato fornito da Kastriot Ismailaj. Ha detto dacci l'informazione, altrimenti finirai male. Mi ha sequestrato il telefono perché temeva la mia intercettazione", ha confessato il testimone Mataj. D'altra parte l'ex Ministro dell'Economia e dell'Energia, Dritan Prifti ha confessato la sua posizione sull'affare della CEZ. Stando alle sue parole è stato Ilir Meta ad aver chiesto di inviare una lettera per iscritto alla CEZ perché prendessero come società di riscossione dei vecchi debiti dell'OSSH, la DIA di Kastriot Ismailaj. I negoziati sono stati svolti nel 2010, quando Prifti era Ministro dell'Economia e dell'Energia, mentre Ilir Meta era vice Premier nonché Ministro degli Affari Esteri. Prifti ha raccontato che uno dei motivi per cui è stato sostituito con Meta presso il Ministero dell'Economia è perché non ha accetto di fare lobbying per Ismailaj alla CEZ. "Uno dei motivi per cui sono stato rimosso come Ministro dell'Economia è stato Kastriot Ismailaj. Meta mi ha chiesto di scrivere una lettera alla CEZ perché assumesse Kastriot Ismailaj per raccogliere i debiti. Ma io ho rifiutato, dato che Kastriot Ismailaj non proveniva dal mondo degli affari. Questi non aveva una società che riscuoteva i debiti, l'ha creata prima che venisse assegnato l'incarico da parte della CEZ", ha detto Prifti. Mataj, d'altra parte si è esposto completamente, in quanto la sua testimonianza è stata pubblicata sui media, compreso il PM, Dritan Rashka, in qualità di persona informata sui fatti, dove parla della sua attività come direttore esecutivo della DIA, la società autorizzata per riscuotere i debiti della CEZ. Ricordiamo che Elvis Mataj ha anche un'altra società in possesso di sua moglie, la "Elite Consulting", che ha avuto contatti diretti con la CEZ per riscuotere i debiti. La società a nome della moglie e la stessa consorte, sono coinvolti nel processo penale e la sessione giudiziaria è prevista per il mese di ottobre. Elvis Mataj come ex direttore esecutivo della società di Kastriot Ismailaj DIA "Debt International Advisory Limited", sembra essere al corrente di tutte le transazioni che DIA ha svolto durante il periodo in cui era stata subappaltata dalla CEZ. Dall'ex direttore delle banche "Procredit" e "Emporiki Bank", si apprende che Mataj è stato anche membro nonché fondatore dell'LSI (Movimento Socialista per l'integrazione) e dirigente locale di LRI (Movimento Giovanile per l'Integrazione, la parte giovanile di LSI) ad Elbasan. In questo periodo lo stesso è stato identificato come l'uomo vicino al leader Ilir Meta, il che significa che le informazioni in suo possesso possono andare oltre l'affare CEZ-DIA. Per questo motivo si pensa che, quando Ilir Meta ha appreso il nome del testimone, è intervenuto presso il Procuratore Generale, Adriatik Llalla, in modo che la testimonianza di Elvis Mataj risultasse il più invalida possibile e sembra che questo possa essere il motivo del perché la Procura Generale ha rifiutato di proteggere Mataj che si è offerto di mettere le sue informazioni a disposizione della giustizia. Video minaccia: https://www.youtube.com/watch?v=opaxnsqNch4
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