Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - Mentre l'amministratore della società "Debt International Advisory" (DIA), Kastriot Ismailaj si trova in cella perché sospettato di aver creato uno schema fraudolento in relazione alla raccolta di debiti verso la CEZ,…
Tirana - Mentre l'amministratore della società "Debt International Advisory" (DIA), Kastriot Ismailaj si trova in cella perché sospettato di aver creato uno schema fraudolento in relazione alla raccolta di debiti verso la CEZ, beneficiando in questo modo di milioni, l'Operatore della Distribuzione dell'Energia Elettrica (OSHEE), sta preparando una causa civile che presenterà all'inizio del procedimento penale a carico di Ismailaj. Attraverso questa causa civile, l'OSHEE ha richiesto ad Ismailaj la restituzione di oltre 4,8 milioni di euro, importo di cui si è appropriato ingiustamente durante il periodo che riscuoteva i debiti delle compagnia ceca. La notizia è stata confermata da fonti attendibili all'interno dell'OSHEE per la "Gazeta Shqiptare", che hanno specificato di aver incaricato due avvocati della preparazione del fascicolo, anche se dovranno aspettare fino a quando l'accusa non presenterà al Tribunale il fascicolo contro l'imprenditore e solo al lancio del processo penale potranno depositare la loro denuncia. Dalle indagini della procura risulta che, finora, l'importo è stato acquisito mediante lo schema fraudolento da Ismailaj ed i soldi sono stati trasferiti in Paesi considerati come paradisi fiscali. Le indagini verso Ismailaj e la DIA, la società incaricata per il recupero dei debiti della compagnia ceca CEZ, sono in pieno svolgimento e a breve, la Procura invierà il caso al giudizio. Da quando si trova in carcere, Ismailaj ha rifiutato di dare spiegazioni sul caso al PM, Antoneta Sevdari, ma sul fascicolo troviamo la dichiarazione fatta dall'imprenditore quando era sotto inchiesta. <strong>L'estorsione del denaro</strong> Noto per le conoscenze ed i forti legami in politica, Ismailaj ha fondato la società "Debt International Advisory" (DIA), incaricata di recuperare i debiti della CEZ. Secondo l'accusa, lo stesso ha beneficiato illegalmente attraverso uno schema fraudolento. Ismailaj ha preteso un importo di circa 500 mila euro per i costi operativi che dovevano essere versati dalla società CEZ per conto della DIA. Questi soldi erano considerati da Ismailaj come un canone mensile fisso. Stando ai sospetti, in collaborazione con gli alti dirigenti della CEZ, Ismailaj avrebbe presentato fatture per servizi fittizzi che in realtà non sono stati effettuati. Attraverso le fatture questi ha giustificato il passaggio del denaro dalla compagnia CEZ alla DIA, come identificazione dei debitori e pagamenti per le spese operative. <strong>Le indagini</strong> L'Unità della Task Force sta indagando Ismailaj per riciclaggio di denaro in collaborazione con l'ex amministratore delegato della CEZ, Josef Hajsek. Molto probabilmente, Hajsek, si salverà dall'accusa ufficiale, grazie alla presenza di un articolo favorevole alla società ceca CEZ sull'accordo con il Governo albanese. Dopo alcune indagini, il pubblico ministero Antoneta Sevdari si è rivolto al Tribunale di Tirana, con la richiesta di sequestro delle aziende di Ismailaj ed i suoi conti bancari. Pertanto nel corso dell'udienza segreta tenutasi il 16 settembre 2014, il giudice Altin Shkurti, ha firmato per l'ammissione alla richiesta della procura. Nello specifico, stando alla decisione, la società "Adriatic Development Corporation LTD" nel periodo marzo 2006 presso la banca xxx (oggi xxx) ha ottenuto trasferimenti in entrata per un totale di 4.598.501 dollari e 800.000 euro. La maggior parte di questi fondi è stato inviato dalla compagnia "Hassans Client2ACC", con indirizzo "57/63 Line Woll Road, New York, USA", per un totale di 4.526.228 dollari e 800.000 €. Oltre al sopracitato mittente, i trasferimenti sono stati inviati anche dalla United Recouces Ag, ST. Gallerstrasse 19, Svizzera e DOMINICUS Ag, ST. Gallerstrasse 19, sempre in Svizzera. Una parte dei fondi ricevuti per conto della "Adriatic Development Corporation Ltd", per un totale di 2.994.376 dollari, Kastriot Ismailaj li ha trasferiti strutturati in diverse quantità, dove i beneficiari erano aziende e diverse persone in vari Stati, conosciuti come paradisi fiscali. In seguito si osserva che, "Dalle informazioni preliminari risulta che le descrizioni di questi trasferimenti erano diverse come: pagamenti per studi di fattibilità per progetti di estrazione mineraria; servizi legali; per spese d'ufficio; consulenza; spese di viaggio, pagamenti per numeri di telefono, ecc. La direzione distrettuale della Polizia di Tirana è in possesso di informazioni ottenute in via operativa in base alle quali le entrate per le società a nome di Kastriot Ismailaj sono pari a zero". <strong>Lo storico del caso</strong> La CEZ ha privatizzato la compagnia albanese della distribuzione dell'energia elettrica OSSH, nel 2009, acquistando la maggioranza delle azioni. In seguito, la società ha concesso licenze a sette aziende per riscuotere le bollette arretrate dell'energia elettrica prendendo la loro percentuale. Tra questi vi era anche la "Debt International Advisory (DIA)" con proprietario Kastriot Ismailaj, partner della CEZ per la riscossione dei debiti in Albania, che ha intascato i soldi senza compiere alcun lavoro. Nel mese di gennaio 2013 il Governo albanese ha ritirato la licenza alla CEZ Distribuzione realizzando, praticamente, la nazionalizzazione della distribuzione. Di conseguenza, la CEZ ha avviato un processo di arbitraggio contro l'Albania per i danni. La disputa è stata risolta, dato che Tirana ufficiale, messa sotto pressione dalla Repubblica Ceca per la concessione dello status di Paese candidato all'adesione all'Unione Europea, ha pagato alla CEZ 95 milioni di euro per recuperare la proprietà della compagnia. In seguito è emerso lo scandalo tra l'ex amministratore delegato della CEZ Distribuzione, Josef Hejsek che insieme a Ismailaj sono stati accusati di esser stati gli organizzatori di uno schema fraudolento nella raccolta dei debiti, costato alla società milioni di euro. Intanto, la risoluzione del contratto della CEZ con Ismailaj, ha fatto in modo che quest'ultimo portasse la CEZ all'arbitrato internazionale richiedendo 130 milioni di euro. Attualmente Hejsek è indagato nel suo Paese per abuso d'ufficio, mentre Ismailaj è detenuto da maggio 2015 con l'accusa di frode di grandi quantità di denaro. L'imprenditore è accusato di aver usato di documenti falsi per ottenere il contratto con la CEZ Distribuzione, mentre i funzionari della CEZ chiudevano un occhio. Da questo momento in poi, sulla scena politica albanese sono state lanciate delle accuse che richiedono risposte su per conto di chi operava Ismailaj e con l'aiuto di quali politici. Il caso CEZ-DIA e le implicazioni politiche di questo scandalo sono state, varie volte, oggetto di forti discussioni in Parlamento. Le ripercussioni nella politica L'avvocato della parte albanese nel processo tra la CEZ e DIA, Tim Schreiber del noto studio legale "Clifford Chance" ha riferito che, attraverso i documenti presentati in Tribunale, l'uomo che ha influito sull'introduzione della DIA in gioco è stato "un ex Primo Ministro accusato, anche prima ,di corruzione". Tale descrizione, l'opposizione della destra l'ha attribuita ad Ilir Meta. Secondo fonti del quotidiano "Dita", si tratta invece di Vilson Ahmeti, l'ex Primo Ministro all'inizio degli anni '90. E' stato suo fratello, Petrit Ahmeti, allora consigliere ed attualmente capo dell'ERE ad aver aiutato la società del fratello AIC, che aveva l'accordo con la DIA. Questo perché non è stata l'unica società impegnata nella raccolta dei debiti della CEZ in Albania. Un rapporto confidenziale preparato dalla compagnia di revisione BDO, afferma che la CEZ ha stipulato accordi per il recupero dei crediti nel 2012 con almeno altre quattro compagnie, tra cui Mercl Consulting Sh.p.k, CE2 Services Sh.p.k, CE2 Debt Management Sh.p.k e CE2 Debt Management Sh.p.k. Per i primi nove mesi, fino a settembre 2012, alle imprese sono stati pagati 3 milioni di euro e il totale per il 2012 doveva essere di 4.4 milioni di euro. Il denaro, sborsato senza un reale lavoro svolto, come con Ismailaj, mostra un puro clientelismo, o premiazioni per potenti persone nel Governo. Pochi giorni fa, il giornalista Artan Hoxha, ospite della trasmissione "Opinion" di TV Klan, ha parlato di un testimone sotto protezione che sta aiutando a far luce sulla questione, e questo è stato minacciato da un rappresentante dell'esecutivo albanese, giurista presso l'OSHEE, il quale gli ha chiesto di mettere fine alla fuga di segreti. In merito all'evento esiste addirittura un video. Il testimone è Elvis Mataj, un ex direttore presso la DIA, poi dimesso. Invece il giurista si chiama Rezart Ruçi, il quale sentendo citato il suo nome, è intervenuto nella trasmissione ed ha confermato la riunione con il testimone. Tuttavia, lo stesso ha negato di aver minacciato il suo interlocutore ed ha assicurato di averlo informato per tutelare gli interessi della società in cui lavora. L'idea della denuncia era che Ruçi è stato inviato da Ilir Meta. La questione sembra non abbia risparmiato neanche gli alti funzionari del Governo Berisha, che sotto la pressione di tangenti della CEZ hanno ridotto il prezzo di vendita dell'energia elettrica per questa società, causando un danno di 30 milioni di dollari allo Stato albanese. Lo stesso deputato Berisha, ex Primo Ministro, l'uomo che ha venduto per 100 milioni di euro l'OSSH ai cechi solo per introdurre carte nella Presidenza ceca alla ricerca dello status di Paese candidato all'Unione Europea, ha chiesto un giorno fa in Parlamento, "un'indagine internazionale" sull'attività della CEZ in Albania e le persone implicate.
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