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Zagabria - Il tema principale del forum Energy Market Forum III, tenutasi mercoledì, 23 settembre a Zagarbia, si è incentrato su quale paese abbia migliori possibilità di diventare il nodo regionale del gas. Il Presidente…
Zagabria - Il tema principale del forum Energy Market Forum III, tenutasi mercoledì, 23 settembre a Zagarbia, si è incentrato su quale paese abbia migliori possibilità di diventare il nodo regionale del gas. Il Presidente dell'Amministrazione della società Prvo plinarsko drustvo (PPD), Pavao Vujinovac, ha detto che in questo caso si tratta di più di una questione politica, invece di tecnica, considerato che ogni Paese ha i suoi piani. "La Croazia ha una buona opportunità di diventare un giocatore serio sul mercato del gas, soprattutto se si prende in considerazione il progetto del gas liquefatto (LNG), il che non può essere solo un progetto croato, ma anche regionale. Il progetto LNG dovrebbe avere una capacità di sei miliardi di metri cubi di gas all'anno. Comunque, questo progetto sarà realizzato nel momento in cui sarà raggiunto un accordo politico tra i diversi Paesi, i quali saranno pronti a dividere i benefici, ma anche le spese e i rischi della sua realizzazione", considera Vujinovac. Egli stesso ha aggiunto che continuerà ad insistere sulla logica economica, dicendo che non è ancora certo che il terminal LNG a Krk non sarà mai realizzato. La Croazia ha le proprie capacità di produzione di gas, ma anche una connessione verso la maggior parte dei Paesi vicini, almeno quelli a nord e ad ovest. Dall'altra parte, la Bosnia ed Erzegovina (BiH) è il Paese che è assolutamente dipendente da un fornitore, cioè la Russia, ed il gas in BiH arriva tramite l'Ungheria e la Serbia. Pertanto, per la BiH è di importanza strategica per fare un'interconnessione con le reti croate di gas, sostiene Nadzida Ninkovic, capo del settore dello sviluppo nell'operatore bosniaco di gas BiH-Gas. Il mercato dell'energia vicino è in trasizione e le modifiche delle normative europee complicano ulteriormente la situazione in BiH, la quale infatti ha dei problemi seri con l'adozione delle decisioni politiche a livello delle due entità e del Paese centrale. "E' ovvio che nei Paesi come la BiH manca una conoscenza della società sulle nuove normative energetiche e proprio per questo la loro applicazione è troppo lenta", ha dichiarato Ninkovic. Anche se in BiH è in corso la liberalizzazione del mercato energetico, Ninkovic spiega che quello che riguarda l'energia elettrica va secondo i piani, nonostante i grandi problemi, però il campo che riguarda il gas è ancora chiuso. Uno degli operatori regionali del gas è la società slovena Geoplin, il cui Presidente dell'Amministrazione, Bostjan Napast, ha rilevato la grande importanza che i mercati saranno regolamentati secondo la legge. L'operatore del gas croato Plinacro fino ad ora ha investito circa 600 milioni di euro in più di mille chilometri di gasdotti in tutta la Croazia. Il Presidente della Gestione della Plinacro, Marin Zovko, ha reso noto che le opportunità di investimento nel prossimo periodo sono di più di un miliardo di euro, il che infatti non vuol dire che tutti gli investimenti saranno realizzati. Egli stesso ha asserito che non è certo che la Plinacro finanzierà da sola il terminal LNG. Per i progetti come il terminal LNG, nonché le infrastrutture di supporto, che includono un collegamento bidirezionale verso l'Ungheria, saranno cercati i partner, ma anche il cofinanziamento dei fondi dell'UE. Anche se il destino del LNG non è ancora noto, la Plinacro entro il 2017 costruirà una stazione di compressione, la quale assicurerà che il gasdotto verso l'Ungheria sarà bidirezionale. Il gasdotto Adriatico-Ionico, che porterà il gas dall'Azerbaijan e dall'Iran in Europa, riduce ulteriormente l'attrattiva del LNG. Il LNG e i nuovi gasdotti potrebbero minacciare la produzione locale del gas, la quale potrebbe diventare troppo costosa. Il direttore del reparto per il commercio con il gas naturale nella compagnia INA, Vedran Spehar ha detto che questa società ha ancora una flessibilità sufficiente per essere competitiva sul mercato. Mentre il destino del terminal LNG a Krk è ancora incerto, la compagnia PPD a Luka Ploce costruisce il terminal per il gas di petrolio liquefatto.
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