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Zagabria - La società Rafinerija nafte Rijeka (Raffineria di petrolio di Rijeka) non può sopravvivere in condizioni di economia di mercato, senza la realizzazione della seconda fase della modernizzazione, cioè senza costruzione…
Zagabria - La società Rafinerija nafte Rijeka (Raffineria di petrolio di Rijeka) non può sopravvivere in condizioni di economia di mercato, senza la realizzazione della seconda fase della modernizzazione, cioè senza costruzione dell'impianto di coke, sostiene, martedì 22 settembre, Ivica Perinic, il rappresentante del sindacato Sindikat Elektrokemije e nemetala (EKN) nella raffineria della società INA. Il direttore della raffineria, Erkki Ranta ha dichiarato recentemente che vi è la possibilità che la raffineria continui ad operare anche senza la costruzione dell'impianto di coke. Perinic considera questa dichiarazione di Ranta come infondata e frivola, aggiungendo che la sopravvivenza della raffineria, senza trattamento di residui petroliferi pesanti, sarebbe possibile solo a seguito di alcune decisioni politiche, ma non sui principi di mercato. "E' vero che è possibile che la raffineria petrolifera sopravviva senza la cokeria, però questa sarebbe una sopravvivenza in coma indotto", commenta ironico Perinic, aggiungendo che in tal modo la raffineria diventerebbe un cumulo di rottami metallici vecchi, con un numero minimo di impiegati. Perinic ha confermato che i sindacati e il Comitato dei lavoratori hanno ricevuto dal datore di lavoro la proposta delle modifiche organizzative, secondo cui oltre 90 lavoratori della raffineria sono un eccesso, da cui 70 sono dall'impianto della produzione. "I cambiamenti organizzativi possono essere accettabili solo a condizione di effettivo innalzamento del livello tecnologico del processo di raffinazione, cioè con l'automazione dei processi di produzione negli impianti, ma anche l'assicurazione della realizzazione degli impianti per la lavorazione dei residui pesanti. Dopo questo, il datore di lavoro potrebbe pensare ad un'eventuale riduzione del numero dei dipendenti", ha asserito Perinic, aggiungendo che sostiene le intenzioni di creare una raffineria di successo, la quale avrà un futuro sicuro, però, si oppone ai licenziamenti annunciati. Egli stesso ha dichiarato che gli incendi, accaduti negli ultimi due mesi, sono la conseguenza della scarsa manutenzione della raffineria, particolarmente di una vecchia attrezzatura e di una manutenzione inadeguata.
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