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Skopje - Il Ministero degli Affari Interni ha comunicato che, soltanto nella giornata di sabato, ha rilasciato in totale 2243 verifiche ai rifugiati che stanno transitando attraverso la Fyrom-Macedonia. Secondo la cittadinanza, l'autorizzazione è…
Skopje - Il Ministero degli Affari Interni ha comunicato che, soltanto nella giornata di sabato, ha rilasciato in totale 2243 verifiche ai rifugiati che stanno transitando attraverso la Fyrom-Macedonia. Secondo la cittadinanza, l'autorizzazione è stata data, in gran parte, a 1772 migranti provenienti dalla Siria, 211 dall'Iraq, 191 dall'Afghanistan, 19 dalla Palestina, 17 dall'Iran e 14 dal Pakistan mentre i restanti sono inferiori di numero. Come trasmette la pagina ufficiale del Ministero degli Affari Interni, un giorno prima, il 19 settembre, il numero di verifiche rilasciate riguardava 1792 persone, il 18 settembre 1623, il 17 settembre 1871, il 16 settembre 2107, il 15 settembre 1870. Intanto, nell'arco di tre mesi le autorizzazioni per transitare entro tre giorni sul territorio della Repubblica della Fyrom-Macedonia sono state concesse ad un totale di 87.307 persone. Tra queste 69.315 giunte dalla Siria, 6.778 dall'Afghanistan, 4,456 dall'Iraq, 2,528 dal Pakistan, 938 dalla Palestina, 625 dalla Somalia, 583 dal Bangladesh, 357 dal Congo, 365 dall'Iran, 211 dalla Nigeria, 165 dal Cameron, 163 dall'Eritrea, 126 dall'Etiopia, 109 dal Sudan ed i restanti sono inferiori di numero. Per affrontare tale flusso di rifugiati la Fyrom-Macedonia necessita di mezzi in modo da fornire un'accoglienza provvisoria. Per questo motivo, l'Unione Europea ha deciso di stanziare 24 milioni di euro. L'importo è stato confermato dall'euro commissario, Johannes Hahn, durante la sua visita a Skopje, in occasione della quale ha visitato la città di frontiera di Gevgelija per vedere da vicino la situazione, così come il campo istituito nei pressi. "La Fyrom-Macedonia non è la destinazione finale dei rifugiati. Siete vittime di questa situazione, perciò non vi lasceremo affrontarla da soli, avrete il pieno supporto dell'UE nel superare la crisi. Siamo ormai una famiglia e lavoreremo ed agiremo come una famiglia", ha annunciato Hahn, aggiungendo che se la Fyrom-Macedonia ha bisogno, saranno stanziati più soldi rispetto all'assistenza iniziale di 24 milioni di euro. Secondo Han 12 milioni mediante lo strumento di IPA 1 è già stato stanziato, mentre 12 milioni sono stati programmati dall'IPA 2, con una ri-destinazione e ri-sistemazione di una parte dei mezzi di assistenza pianificati da Bruxelles per la Fyrom, dunque saranno destinati per la crisi dei rifugiati. Per quanto riguarda il sostegno finanziario, la portavoce Maja Kocijanic ha confermato che la Commissione Europea non ha pianificato "soldi freschi" in relazione all'assistenza di 24 milioni di euro. "Come sapete, abbiamo un programma molto chiaro e questo è assolutamente necessario se desideriamo assistere progetti e priorità a lungo termine. Per il momento, quando si parla di IPA, si tratta, nello specifico, di soldi già dati o pianificati in base ai programmi esistenti. Chiediamo una soluzione per poter canalizzare il denaro e questo non è tutto. Sfruttiamo i fondi umanitari, e sapete che, quando si tratta della Fyrom-Macedonia, li stanziamo durante l'estate, e questo meccanismo era attivato", ha sottolineato la portavoce dell'euro-commissario aggiungendo che si stanno vedendo tutte le opzioni per fornire il massimo aiuto. Scontento dei fondi che l'UE ha previsto di stanziare, il Presidente della Repubblica, Gjorge Ivanov, ha dichiarato che tale importo non è affatto sufficiente. "La Fyrom-Macedonia è stata accusata per la situazione con i rifugiati anche se loro arrivano da noi da un territorio dell'Unione Europea. Purtroppo l'UE si è dimenticata dei Balcani e ci ha lasciati da soli ad affrontare il problema", ha sottolineato Gjorgje Ivanov, nell'intervista rilasciata per il quotidiano polacco, Gazeta Wyborcza. Lo stesso ha fatto presente che attraverso la Fyrom-Macedonia passa la rotta principale dei rifugiati ed ha realizzato un semplice resoconto delle spese. "Spendiamo 1 milione di euro al mese per assisterli, mentre solo per il rafforzamento delle forze della Polizia spendiamo 800.000 euro al mese. I nostri problemi sono il risultato di ciò che sta accadendo nell'UE; i rifugiati arrivano nella Fyrom-Macedonia dal territorio dell'Unione Europea, dato che nessuno sorveglia il proprio confine", ha asserito il Presidente Ivanov, ricordando che la Grecia ha preso dall'UE oltre 450 milioni di euro, mentre finora per la questione dei rifugiati il Paese ha ottenuto solo 90.000 euro. Secondo Ivanov l'assistenza supplementare, a causa delle procedure burocratiche, giungerà a dicembre, sottolineando di deboli rapporti con l'UE e il Paese limitrofo meridionale. "Ormai siamo dinanzi ad una situazione in cui, in un solo giorno, i funzionari greci hanno trasportato dinanzi alla nostra frontiera 15.000 persone. Siamo stati costretti a proclamare lo stato di crisi e inviare i soldati per controllare la situazione, dato che la città di Gevgelija, alla frontiera, attraverso la quale passano i profughi, ha una popolazione di solo 15.000 abitanti. Sono iniziati i problemi, i rifugiati hanno lanciato pietre ai nostri Poliziotti e questi hanno reagito prendendo altre misure. La Fyrom-Macedonia è stata accusata per la situazione con i rifugiati, anche se questa gente è giunta dal territorio dell'UE. Purtroppo l'UE si è dimenticata dei Balcani. Siamo rimasti soli", ha ribadito Ivanov. Lo Stato di crisi macedone è stato proclamato un mese fa, e proseguirà fino a giugno del prossimo anno. La decisione su tale proposta governativa è stata approvata anche in Parlamento tramite una procedura accelerata, con la motivazione che vi sarebbe stato l'aumento del flusso nel prossimo periodo. Ormai la Fyrom-Macedonia sta consentendo il libero accesso ai rifugiati, permettendo un transito sul territorio di 72 ore. In segno di solidarietà la Comunità Religiosa Islamica (della Fyrom), sta fornendo pacchetti-aiuto ai rifugiati, alimenti e altri mezzi necessari.
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