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Al-Bayda - I rivoluzionari della città Al-Bayda hanno espresso il loro disaccordo totale per quanto riguarda il ritorno, in qualsiasi forma, del regime di Gheddafi in Libia, condannando tutti i casi di rapimento, uso di forza e tortura, come i…
Al-Bayda - I rivoluzionari della città Al-Bayda hanno espresso il loro disaccordo totale per quanto riguarda il ritorno, in qualsiasi forma, del regime di Gheddafi in Libia, condannando tutti i casi di rapimento, uso di forza e tortura, come i numerosi omicidi che stanno accadendo adesso nel Paese. Il capo di due gruppi di rivoluzionari, l'Unione dei Rivoluzionari Al-Bayda e la Brigata dei Martiri di Ali Hassan Al-Jaber, il colonnello Mohammed Abu Ghafayer, ha rilasciato un comunicato stampa dicendo che i rivoluzionari di Al-Bayda sostengono la formazione delle istituzioni militari e della Polizia, però rifiutano la glorificazione degli individui e richiedono un consiglio militare senza combattenti rivoluzionari, rifiutando così qualsiasi ritorno del regno militare in Libia. Abu Ghafayer ha sottolineato il disaccordo per l'inclusione degli ex membri del regime Gheddafi tra i funzionari del Dipartimento per la sicurezza interna in Libia, indicando che essi seguono piani stranieri e prendono ordini direttamente dai sostenitori di Gheddafi nei Paesi come la Tunisia e l'Egitto. Inoltre, essi stanno combattendo a fianco dell'Operazione Dignità per vendicare la città di Bengasi e sono la fiamma della rivoluzione del 17 febbraio, camuffati nei costumi della lotta al terrorismo. Secondo il colonnello, alcuni combattenti di Al-Bayda sono tornati a casa dopo aver combattuto per mesi insieme all'Operazione Dignità a Bengasi, dopo aver scoperto che l'operazione è collegata con il Dipartimento della sicurezza interna. Abu Ghafayer, facendo riferimento a Haftar il qualità di capo dei gruppi armati che combattono a Bengasi, ha detto che esso non sopravviverà alla ferocia del Dipartimento di sicurezza interna, che è ora sotto il controllo di gran parte delle istituzioni statali nell'Est della Libia. Ghafayer ha aggiunto che le organizzazioni islamiste radicali che hanno trovato un punto di appoggio in Libia dopo la rivoluzione, sono tuttavia responsabili per il ritorno dei funzionari di Gheddafi al potere, perciò l'Unione dei Rivoluzionari Al-Bayda sta preparando una mossa militare contro coloro che vogliono distruggere la rivoluzione del 17 febbraio. Lo stesso ha esortato le parti coinvolte nel dialogo con l'UNSMIL a raggiungere un accordo immediato, per cessare lo spargimento di sangue e unirsi davanti alle cospirazioni contro la Libia. I rivoluzionari Al-Bayda hanno ribadito la loro integrità verso la Libia e verso i principi della rivoluzione del 17 febbraio, denunciando l'intervento straniero che ha portato la guerra e la divisione tra il popolo libico.
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