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Pristina - Dopo aver approvato, il 17 giugno, il documento riguardante il Fondo Kosovaro sulla Garanzia ai Prestiti (FKGK), il Governo kosovaro ha appoggiato anche la bozza relativa al Fondo, che avrà un impatto positivo sull'economia kosovara.…
Pristina - Dopo aver approvato, il 17 giugno, il documento riguardante il Fondo Kosovaro sulla Garanzia ai Prestiti (FKGK), il Governo kosovaro ha appoggiato anche la bozza relativa al Fondo, che avrà un impatto positivo sull'economia kosovara. L'Istituto GAP ha pubblicato un'analisi dal titolo "Fondo Kosovaro sula Garanzia ai Prestiti: Modelli di Gestione e Efficacia". L'analisi ha valutato il potenziale del fondo nell'influenzare positivamente l'economia kosovara, nello specifico l'aumento all'accesso dei prestiti e la riduzione del tasso d'interesse per le piccole e medie imprese. Berat Taci, ricercatore presso l'Istituto GAP, durante la presentazione dell'analisi ha sottolineato che, per far funzionare il FKGK bisogna migliorare l'attuazione dei contratti nonché lavorare alla riduzione dell'informalità. Per quanto riguarda l'effetto nella crescita dei crediti alle imprese, basandosi sulla grandezza del FKGK e l'esperienza con l'Autorità di Sviluppo ai Prestiti, il Fondo, probabilmente, non avrà un'influenza essenziale ma sarà importante per l'accesso ai finanziamenti per le imprese. Il Ministro del Commercio e dell'Industria (MTI), Hykmete Bajrami, ha presentato il funzionamento del Fondo, come previsto nella bozza per il Fondo Kosovaro sulle Garanzie ai Prestiti e il concetto-documento. Il Ministro ha riferito che quest'ultimo opererà in modo quasi analogo al Fondo Kosovaro per l'Assicurazione dei Depositi, dal momento che sarà autonomo e indipendente dal Governo e sotto la supervisione della Banca Centrale del Kosovo. Per quanto riguarda il finanziamento al Fondo, inizialmente i donatori internazionali come USAID, SECO, KfW, hanno donato 18 milioni di euro, mentre il Ministero del Commercio e dell'Industria 1 milione di euro. Il Ministro Bajrami ha spiegato che non c'è stata l'intenzione, da parte delle banche, di unirsi al Fondo come azionisti a causa del conflitto d'interesse.
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