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Belgrado - La Serbia riceverà una valutazione positiva per quanto riguarda il progresso compiuto nel campo dell'energia nella nuova relazione della Commissione europea circa il progresso registrato con il processo d’adesione all'UE, che…
Belgrado - La Serbia riceverà una valutazione positiva per quanto riguarda il progresso compiuto nel campo dell'energia nella nuova relazione della Commissione europea circa il progresso registrato con il processo d’adesione all'UE, che dovrebbe essere pubblicata all'inizio di ottobre - ha annunciato, lunedi 7 settembre, il capo del team dei negoziati per l'adesione della Serbia all'Unione Europea, Tanja Miscevic. Miscevic, in occasione della conferenza sull'impatto della politica energetica e climatica dell'Unione europea sull'economia petrolifera della regione presso la Camera di Commercio della Serbia, ha affermato che il settore dell'energia è definito nel capitolo 15 dei negoziati tra la Serbia e l'UE, sottolineando che questo capitolo è strettamente legato al capitolo 27, che riguarda la protezione dell'ambiente ed il cambiamento climatico. La stessa ha aggiunto, inoltre, che la regione del Sud-Est Europa, per quanto riguarda la creazione dell'Unione energetica, non deve essere trascurata nei negoziati con l'UE. Miscevic ha annunciato che sta preparando un documento per il capitolo 15, aggiungendo che i Paesi prima devono riceve i criteri per l'apertura dei negoziati, e poi elaborare i piani d'azione. La stessa ha aggiunto inoltre che, nel quadro di questi criteri, è necessario che la Serbia lavori alla separazione delle attività nel settore del gas e alla costituzione di riserve obbligatorie di petrolio per un periodo di 90 giorni. Il vice direttore del Segretariato Generale della Comunità energetica, Dirk Buschle, ha stimato che la regione dei Balcani occidentali è più che un corridoio, essa fa parte della casa europea ed è completamente integrata con l'Unione Europea quando si tratta di energia. Questi ha affermato che la Serbia è il Paese leader in molti aspetti, soprattutto quando si tratta dell'organizzazione del mercato dell'energia elettrica. "La Serbia, anche prima della scadenza, ha approvato norme che sono coerenti con le esigenze della Comunità dell'energia, che non sono state raggiungere neanche da alcuni membri dell'Unione Europea", ha detto Dirk Buschle. Questo si riferisce, in parte, al settore petrolifero, ma è necessario lavorare alla riduzione delle emissioni dei gas nocivi dagli impianti petroliferi e al maggiore utilizzo dei biocarburanti. L'Assistente del Ministro delle Miniere e dell'Energia della Serbia, Jelena Simovic, ha ricordato che il Paese alla fine dell'anno scorso ha adottato una nuova legge sull'energia, e che è stata preparata una nuova Strategia dello sviluppo energetico la quale prevede l'armonizzazione degli obiettivi in linea con la politica energetica e climatica dell'UE. "L'UE è costantemente impegnata nell'attuazione e nella promozione degli obiettivi della politica energetica e climatica entro il 2030, e nell'ambito della loro attuazione ci si aspetta l'avvio di nuovi investimenti, la creazione dei nuovi posti di lavoro e il contributo allo sviluppo economico’’, ha riferito Miletic. Ciò è particolarmente importante per la nostra Regione, sia per gli Stati membri dell'Unione europea, che per coloro che sono nel processo di adesione - ha concluso quest'ultima.
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