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Podgorica - Il deficit di energia elettrica dei Paesi Europei nei prossimi anni sarà compensato con l'importazione dell'elettricità dai Balcani, e in questi progetti, il Montenegro potrebbe indirettamente trarre il profitto, senza il…
Podgorica - Il deficit di energia elettrica dei Paesi Europei nei prossimi anni sarà compensato con l'importazione dell'elettricità dai Balcani, e in questi progetti, il Montenegro potrebbe indirettamente trarre il profitto, senza il quale l'elettricità dai Balcani non potrà andare in Europa. L'Italia già sta realizzando un progetto di collegamento energetico con il Montenegro e la Francia, ma è attuale anche il collegamento d'Italia con la Grecia, l'Austria,la Svizzera, la Slovenia, l'Albania e anche la Tunisia. Grazie al progetto del collegamento del Montenegro con l'Italia tramite il cavo elettrico sottomarino, realizzato congiuntamente dalla società italiana Terna e la montenegrina Crnogorski elektroprenosni sistem (CGES), il Montenegro sta diventando un ponte importante tra i Balcani, da una parte, ed il resto d'Europa, dall'altra parte. Il cavo sarà operativo all'inizio del 2018, ed oltre all'opportunità di esportazione di energia elettrica prodotta in Montenegro, per ora è sicuro che anche la Serbia, la Bosnia ed Erzegovina, la Bulgaria e la Romania offriranno all'Europa la propria elettricità attraverso il Montenegro. Il più importante è senza dubbio quello con cui l'Italia prevede di collegarsi energeticamente con gli altri paesi ai quali offrirà l'elettricità dai Balcani. Come stanno le cose ora, l'Italia prevede di collegarsi con la Grecia, considerando che la Terna è ancora interessata alla privatizzazione dell'operatore greco della trasmissione di energia elettrica (ADMIE). Il progetto di collegamento di Europa e Africa tramite il cavo sottomarino è il più vicino alla sua realizzazione. I Ministri dello Sviluppo d'Italia e della Tunisia, Federica Guidi e Hamad Kari, hanno recentemente scritto agli alti rappresentanti dell'UE, chiedendo un sostegno finanziario per il progetto menzionato. La società italiana Terna e la società tunisina dell'elettricità e del gas Steg sono interessate ad un affare del valore di 600 milioni di euro. A causa della grande importanza per gli Stati, i due ministri sperano di ottenere il sostegno finanziario dell'UE, attraverso il Fondo Europeo per gli investimenti strategici (EFSI).
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