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Tobruk - L'Amministrazione libica riconosciuta a livello internazionale, con sede nella parte occidentale della Libia, ha vietato a yemeniti, iraniani e pakistani di entrare nel Paese, conferma una dichiarazione militare rilasciata martedì 1…
Tobruk - L'Amministrazione libica riconosciuta a livello internazionale, con sede nella parte occidentale della Libia, ha vietato a yemeniti, iraniani e pakistani di entrare nel Paese, conferma una dichiarazione militare rilasciata martedì 1 settembre. La mossa si aggiunge al divieto dei visti che già viene applicato ai sudanesi, bangladesi, palestinesi e siriani. Tuttavia, considerando che il Primo Ministro Abdullah al-Thinni gestisce solo la parte orientale della Libia, si pensa che le forze di sicurezza del suo Governo sarebbero quindi in grado di far rispettare tale divieto solo negli aeroporti orientali di Tobruk e Labraq, come al confine con l'Egitto. Il comandante dell'Esercito, Khalifa Belqasim Haftar, alleato di Al Thinni, ha firmato lui stesso il precedente divieto, citando come ragione della sua implementazione la sicurezza generale della nazione e la necessità di preservare la sicurezza e la stabilità in Libia. Il documento del divieto sottolinea che ai sudanesi e ai bangladesi è stato vietato di entrare in Libia, in base alle dichiarazioni precedenti del Governo, dopo che Haftar ha ripetutamente accusato sudanesi, palestinesi e siriani di aver aderito ad Ansar al-Sharia e ad altri gruppi islamisti dispiegati nella città orientale di Bengasi. Il comandante ha anche accusato yemeniti di aver aderito ai gruppi islamisti, mentre nel settembre del 2014 Al Thinni ha accusato il Sudan di aver tentato di fornire armi e munizioni al Governo di Tripoli, tramite un aereo cargo. I sudanesi hanno negato tali speculazioni, dicendo che le armi erano destinate alle forze comuni di frontiera nell'ambito di un accordo bilaterale tra Sudan e Tripoli.
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