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Zagabria - Le proposte del contratto di concessione per l'esplorazione e lo sfruttamento di petrolio e gas nel Mare Adriatico e sulla terraferma non sono state messe all'ordine del giorno neanche in occasione della sessione del Governo, tenutasi…
Zagabria - Le proposte del contratto di concessione per l'esplorazione e lo sfruttamento di petrolio e gas nel Mare Adriatico e sulla terraferma non sono state messe all'ordine del giorno neanche in occasione della sessione del Governo, tenutasi mercoledì 26 agosto dell'anno corrente. Le proposte, come rilevano alcuni cerchia vicini al Governo, sono ferme a causa dei diversi atteggiamenti di alcuni ministri a proposito di questo tema. Si sostiene inoltre che i contratti non hanno nemmeno superato il coordinamento del Governo, il primo passo nel processo dell'adozione delle decisioni nel Banski Dvori. Ufficiosamente, come motivo per il ritardo nell'adozione di tali accordi sono le vacanze estive, motivo per cui anche i contratti per i campi di ricerca sulla terraferma, sono pronti solo per essere presentati al Governo. L'Agenzia per gli idrocarburi (AZU) intende presentare al Governo, allo stesso tempo, i contratti per le ricerche in Croazia continentale, e solo tre per le ricerche al mare, rimasti dopo la rinuncio del consorzio della Marathon Oil e la OMV al contratto per sette campi di ricerca nell'Adriatico. Tuttavia, continua ad essere incerto lo status dell'INA a proposito dei due contratti per le ricerche nel mare. Secondo informazioni ufficiali la conferma giunge dalla stessa INA. La società petrolifera non ha consegnato all'AZU nessuna informazione circa il proprio ritiro dalle attività marittime. L'INA ha quindi comunicato che è ancora in fase di revisione il progetto di contratto offerto dall'AZUR, nonché delle nuove circostanze. La decisione dell'INA a proposito delle ricerche nel mare sarà nota appena il Governo adotta i contratti, che l'Agenzia invierà nella procedura entro la prima o la seconda settimana di settembre, dopodiché seguirà la firma dei contratti, e entro la fine di settembre il Governo dovrebbe decidere del nuovo turno del tender per le ricerche degli idrocarburi.
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