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Malta - Taha Buishi, il Presidente della società di import-export di petrolio e gas di Tripoli, Sam Serj (SS), una società registrata a Malta, ha organizzato una riunione all'inizio di quest'anno in Sud Africa, in cui hanno partecipato…
Malta - Taha Buishi, il Presidente della società di import-export di petrolio e gas di Tripoli, Sam Serj (SS), una società registrata a Malta, ha organizzato una riunione all'inizio di quest'anno in Sud Africa, in cui hanno partecipato i rappresentanti libici, il Presidente del Sud Africa Jacob Zuma e uomini d'affari sudafricani. In questa occasione Buishi ha riferito che lui stesso ha avuto altri due incontri in precedenza con il Presidente Zuma, volti a discutere l'individuazione e il rimpatrio dei fondi libici nascosti in Sud Africa dall'ex dittatore Muammar Gheddafi. Il 7 dicembre 2014, Buishi ha scritto una lettera al Presidente Zuma in questo senso, chiedendo una task-force presidenziale per trovare e rimpatriare i fondi di Gheddafi, insieme ad una proposta di cooperazione di 3 miliardi di dollari e di un accordo sulla fornitura di armi di 270 milioni di dollari, presumibilmente da concordare con il Ministero della Difesa della Libia. Buishi continua a suggerire che lui stesso rappresenta il Governo libico, anche se il Parlamento di Tobruk ha respinto queste affermazioni, mentre un membro della Commissione per il recupero dei beni della Libia ha detto che i documenti presentati da Buishi al Governo sudafricano sono falsi. Le richieste della SS, tuttavia, non hanno origine con l'attuale Parlamento, secondo il membro dell'Università di Toronto, Howard Adelman, secondo il quale la SS sostiene ad essere stata nominata da Ali Zeidan, il Primo ministro della Libia, come l'unico rappresentante legittimo del Governo libico con mandato nell'individuare e restituire i beni della Libia. Sam Serj ha inoltre affermato che la continuazione del suo lavoro in questo senso è stato approvato a sua volta dal successore di Ali Zeidan, Abdullah al-Thinni, senza però la documentazione che confermi tale nomina. Il blocco dei beni libici è cominciato quando il Presidente americano Barack Obama ha firmato l'ordine esecutivo 13566 sul congelamento di tutti i beni di Gheddafi, il 25 febbraio 2011, destinato a salvaguardare il patrimonio del popolo libico da Gheddafi. La caccia per i miliardi di Gheddafi ha portato ad un scontro tra Sud Africa e le Nazioni Unite a causa della mancanza di cooperazione con il capo della sicurezza del Governo sudafricano, Tito Maleka, che ha servito anche come principale punto di contatto del Governo del Sud Africana con la società maltese SS nella ricerca dei milioni di Gheddafi. La Commissione delle Nazioni Unite incaricata con il monitoraggio e l'intraciamento dei beni di Gheddafi ha accusato Maleka di mancanza di cooperazione, che alla fine ha portato al suo licenziamento. Tuttavia, l'edizione sudafricana del The Sunday Independent riporta che Maleka è stato licenziato a causa della sua conoscenza sul coinvolgimento di alti funzionari sudafricani nella scomparsa dei miliardi di Gheddafi. A sua volta, Buishi ha espresso la sua delusione per la rimozione di Maleka, sostenendo che esso era sempre disponibile per la causa libica. Dopo la caduta di Muammar Gheddafi nel 2011, Malta ha visto un numero significativo di imprese con interessi libici registrati sul suo territorio, mentre una battaglia giuridica è attualmente in corso per milioni di euro accumulati dal figlio di Gheddafi, Mutassim, congelati in un conto della banca Bank of Valletta (BOV). Secondo il Wall Street Journal, Gheddafi ha iniziato l'apertura di conti correnti nella BOV già nel 2002, sotto la copertura di aziende maltesi che controllava e si stima che questi conti ammontavano all'inizio del 2011 a circa 60 milioni di euro.
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