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Podgorica - Le indagini che si protraggono da diversi mesi dell'organizzazione Mreza za afirmaciju nevladinog sektora (Rete per l'affermazione del settore non governativo, MANS) sulla gestione della Regulatorna agencija za energetiku (Agenzia per la…
Podgorica - Le indagini che si protraggono da diversi mesi dell'organizzazione Mreza za afirmaciju nevladinog sektora (Rete per l'affermazione del settore non governativo, MANS) sulla gestione della Regulatorna agencija za energetiku (Agenzia per la regolamentazione del settore energetico, RAE) hanno rivelato le numerose irregolarità nel lavoro degli ex , ma anche degli attuali leader di questa istituzione ed hanno aperto dei sospetti che essi continuamente hanno abusato della loro posizione ufficiale durante l'adozione delle decisioni a favore della società Elektroprivreda Crne Gore (EPCG) e Crnogorski elektroprenosni sistem (Sistema della trasmissione elettrica di Montenegro, CGES) facendo un danno ai cittadini montenegrini. A tale proposito, la MANS ha presentato alla Procura Suprema le cinque denunce penali, le quali includono i membri esistenti della RAE, cioè Novak Medenica, Miroslav Vukcevic, Dragutin Martinovic e Branislav Prelevic, così come gli ex membri Dragoljub Draskovic, Miodrag Djekic, Branko Kotri e Dragan Bojovic. I membri della RAE si sospettano che durante il 2011 hanno adottato le metodologie per il calcolo dei prezzi dell'energia elettrica le quali contengono le disposizioni a favore delle compagnie energetiche, soprattutto durante l'approvazione spese aziendali. Il regolatore è tenuto ad approvare le spese aziendali, cioè le spese per i salari, per i materiali, per i servizi, esclusivamente sulla base di una documentazione valida, presentata da parte della EPCG e della CGES, ma in pratica questo non accade, considerato che la RAE approva grandi somme per le spese aziendali, rispetto a quelle che hanno le compagnie. Inoltre, le bollette per l'elettricità includono gli investimenti delle compagnie energetiche, cioè il tasso di rendimento degli investimenti, il quale ammontava al 4% prima dell'arrivo delle compagnie italiane A2A e Terna. Queste imprese nel 2009 e nel 2011 sono entrate nella EPCG e nella CGES, mentre il centro investigativo della MANS ha raccolto la documentazione, la quale conferma che la Terna durante i negoziati sull'ingresso nella CGES ha chiesto che il tasso di rendimento del capitale a partire dal 2012 ammonta al 6,8% con la tendenza di una crescita ulteriore. I membri della RAE hanno accettato tale condizione e proprio nel 2012 hanno assicurato un tasso di rendimento del capitale del 6,8%. Nel 2013 il tasso summenzionato ammontava al 7%, mentre nel 2014 era il 7,2% che ha avuto un grande impatto al prezzo dell'energia elettrica. inoltre, i membri della RAE, dagli anni, approvano alle compagnie energetiche i redditi normativi dei diversi milioni sulla base degli investimenti pianificati. Con le metodologie era previsto che la EPCG fino al mese di aprile del 2012 esegua uno studio completo sulla riduzione delle perdite nel sistema e sulla base di questo sarebbe determinato il tasso delle spese, che pagherebbero i cittadini, ma ciò non viene fatto, e a causa della decisione della RAE i cittadini sono ancora costretti di pagare le grandi perdite tecniche della compagnia energetica statale. La RAE da cinque anni assicura alla EPCG la violazione della legge sull'energia, con la quale è prescritto chiaramente l'obbligo della compagnia di creare una società separata per la distribuzione dell'energia elettrica affinché le attività energetiche saranno fatte indipendentemente e in conformità alle regole di mercato. Quindi, la EPCG era obbligata a farlo entro il mese di maggio del 2011, ma questo non è successo ancora. Quanto individuato testimonia che i membri della RAE ignorano la funzione principale di questa compagnia, favorendo apertamente gli interessi delle compagnie energetiche a scapito dell'interesse pubblico. Durante il 2012, 2013 e 2014 la RAE ha violato la legge sugli appalti pubblici abusando il modello del contratto diretto e proprio per questo la MANS, nella scorsa settimana ha presentato un'accusa penale contro il direttore esecutivo Novak Medenica, come una persona responsabile. Con la legge sugli appalti pubblici un limite consentito per i negoziati diretti ammonta dal 7 al 10 % della somma totale annua, la quale spende l'acquirente per tutti gli appalti pubblici. Tuttavia la RAE ogni anno ha speso più soldi per negoziati diretti, rispetto a quanto consentito dalla legge.
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