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Tripoli - Svariate tecniche per il contrabbando di carburante sono attive lungo i confini occidentali, meridionali e orientali della Libia. Si passa dai contenitori di plastica a mano a quelli caricati sul dorso degli animali, fino alle enormi petroliere…
Tripoli - Svariate tecniche per il contrabbando di carburante sono attive lungo i confini occidentali, meridionali e orientali della Libia. Si passa dai contenitori di plastica a mano a quelli caricati sul dorso degli animali, fino alle enormi petroliere utilizzate dai contrabbandieri per trasferire grandi quantità di carburante dalla Libia ai Paesi vicini. Le suddette bande traggono un guadagno enorme dal commercio illegale a causa della differenza di prezzo tra gli Stati vicini e il prezzo del carburante in Libia. Questa differenza deriva dal forte contributo del Tesoro dello Stato libico di miliardi di dollari l'anno, per i derivati del petrolio. Sulla costa, il contrabbando è praticato da pescherecci al largo dell'isola di Malta a 160 miglia dalle coste libiche e nei pressi della Sicilia, nel sud Italia, dove il carburante è venduto in mare. Il sito web sui prezzi globali del petrolio ha effettuato un confronto tra il costo della benzina in tutto il mondo che mediamente si aggira intorno a 1.10 dollari al litro. Secondo il portale, la Libia è il Paese più economico dopo il Venezuela in termini di prezzi della benzina (meno di 14 centesimi al litro). Questo calo è dovuto al grande supporto fornito dal Governo libico pari a 6.300.000.000 di dollari nel 2014, estremamente alto in un piccolo Paese come la Libia che ha risorse limitate. Stime non ufficiali indicano che un terzo di questo sostegno finisce nelle tasche dei contrabbandieri. La sovvenzione annuale del Governo libico per i prodotti alimentari di base ed il combustibile è di 9 miliardi di dollari. Nello specifico 6.500.000.000 di dollari vengono assegnati al carburante mentre 2 miliardi finiscono nelle tasche dei contrabbandieri. Nella parte occidentale della Libia, la merce contrabbandata rappresenta la metà degli scambi commerciali con la Tunisia, dove i derivati dei combustibili si trovano in cima alla lista. Il combustibile libico è diventato una fonte di reddito per i villaggi emarginati su entrambi i lati del confine, dove vi è un alto tasso di disoccupazione e pochi o nessun progetto di sviluppo economico. A volte i Governi di entrambi i Paesi trascurano la crescente attività di contrabbando dei prodotti alimentari e dei carburanti nonché il commercio illegale perché sono convinti che ogni intervento per frenare queste attività porti ad un vero e proprio peggioramento delle condizioni di vita e all'aumento delle tensioni sul lato tunisino del confine. Inoltre, gli atti di violenza spesso utilizzati per mettere fine al suddetto traffico sul lato tunisino, quando c'erano restrizioni ai valichi di frontiera o presso i sentieri e tratti aspri che collegano i due Paesi, hanno portato alla esacerbazione del problema. Inoltre i prezzi molto bassi del carburante in Libia, 12 centesimi al litro, compensano il prezzo delle stazioni del gas in Tunisia i cui contrabbandieri di alto livello hanno tentato di mettere le mani su questo lucroso commercio attraverso l'utilizzo di grandi camion per trasportare decine di migliaia di litri alla volta. Le autorità tunisine hanno dichiarato che stanno lavorando duramente per impedire l'ingresso di carburante di contrabbando, ma ci sono segni che il valore del combustibile confiscato è pari a decine di milioni di dollari, oltre a tangenti e commissioni che gli uomini della sicurezza ricevono presso il confine per facilitare il passaggio dei contrabbandieri e dei loro preziosi carichi. D'altra parte il sud libico è testimone di un vasto movimento di contrabbando del carburante simile a un mercato internazionale attivo che coinvolge le autobotti per il rifornimento a nord, le stazioni di servizio a sud e gli intermediari che gestiscono l'attività di trading di centinaia di tonnellate di combustibile pronto per riempire i serbatoi di auto e camion attraverso il deserto. Il crescente commercio attraverso il deserto ha portato a squilibri economici che infestano le autorità libiche. Secondo stime non ufficiali, i due terzi dei combustibili destinati ad essere utilizzati nel sud della Libia arrivano nei Paesi sub-sahariani dove è difficile estendere il controllo del Governo su vaste aree difficili. Gli enormi profitti derivanti dal contrabbando hanno portato alla nascita di conflitti etnici e tribali tra i popoli che si muovono in un contesto difficile in milioni di chilometri quadrati, dalla Mauritania a ovest al deserto egiziano a est e con migliaia di tonnellate di armi e munizioni del regime di Gheddafi, è probabile che l'area desertica resti accesa per decenni, lasciando un cattivo impatto sulla popolazione, difficile da guarire in futuro. Per quanto riguarda il confine libico-egiziano a est, il livello e il ritmo del contrabbando sono scesi forse a causa di carenze e fluttuazioni nelle forniture di carburante nella Regione orientale della Libia. Nel nord-ovest del Paese, dove il mare è diventato un resort pubblico per sfuggire al caldo torrido e ai tagli di elettricità, la costa non è più occupata dai turisti, ma è diventata uno sbocco marittimo per trasferire il combustibile a Malta e in Sicilia per la fornitura di navi e barche da pesca. Le autorità libiche hanno avuto molti contatti con le autorità italiane e maltesi per cercare di contenere questo fenomeno. Nello specifico i poliziotti italiani hanno arrestato alcuni cittadini per il loro coinvolgimento nel contrabbando di carburante a bordo di una nave cisterna in partenza dai porti libici fino a Malta e in Sicilia. L'Italia in cima alla lista dei principali fornitori di carburante e altri prodotti petroliferi in Libia. Si può dire che esiste un problema ereditato da tutti i Governi libici. Le scelte rimangono limitate a sviluppare politiche e piani per salvare la ricchezza del Paese da manomissioni nonché arrestare la fuga della capacità finanziaria a causa dei contrabbandieri e di quelli che stanno dietro di loro. Questi ultimi sono in grado di imporre il controllo sui confini o mettere in scena scontri militari contro contrabbandieri. Quindi il trattamento più adatto dovrebbe essere la trasformazione economica e finanziaria. Esisteva l'intenzione di utilizzare schede elettroniche per la fornitura del combustibile, ma questa soluzione, stando alle previsioni, non avrà alcun esito in un Paese dominato da tensioni e dalla diffusione di armi tra il pubblico. Per non parlare delle difficoltà tecniche nell'applicazione di tali carte nelle stazioni di servizio, che sono spesso soggette ad atti vandalici per mano di tossicodipendenti, così come alla difficoltà nel consegnare alle stazioni nuove macchine in grado di funzionare con le schede sopracitate. A causa dell'aumento della pressione sulle riserve valutarie dello Stato e l'avvertimento della Banca Centrale della Libia che il Paese si sta avviando verso il disastro economico, il Governo sta pensando di annullare i sussidi per i combustibili. In questo modo il prezzo della benzina salirà a 34 centesimi al litro mentre quello del diesel a 50 centesimi. Questo importo non avrà un impatto significativo nel ridurre il contrabbando perché i prezzi dei Paesi vicini sono più del doppio dei prezzi in Libia. Ad esempio, il prezzo della benzina in Tunisia è di 1,25 dollari per litro, mentre in Ciad la benzina è venduta a 76 centesimi al litro e il diesel a 92 centesimi al litro. In Niger è di 87 centesimi sia per la benzina che per il diesel. Se lo scopo è quello di impedire il contrabbando del carburante, il prezzo giusto nella parte interna della Libia dovrebbe essere uguale o leggermente superiore a quello nei Paesi vicini, vale a dire di 1,20 dollari al litro o superiore, ma questa volta si tradurrà in un'ondata senza precedenti di inflazione soprattutto alla luce delle misure suggerite dalla Banca Centrale e dal Governo libico per ridurre le spese e la domanda di valuta estera per le importazioni nonché applicare politiche di austerità severe.
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