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Pristina/Belgrado - Il docente di studi islamici di Prizren, Idriz Bilibani, è sospettato come principale responsabile del reclutamento di cittadini serbi da inviare sul fronte della Siria nelle fila dell'ISIS. Questo quanto riportato dal quotidiano Blic,…
Pristina/Belgrado - Il docente di studi islamici di Prizren, Idriz Bilibani, è sospettato come principale responsabile del reclutamento di cittadini serbi da inviare sul fronte della Siria nelle fila dell'ISIS. Questo quanto riportato dal quotidiano Blic, sulla base delle informazioni apprese presso i servizi di sicurezza serbi. Secondo il quotidiano, il professore di diritto della sharia, Idriz Bilibani, conosciuto con il soprannome Sheik, insieme a Denis Hadic di Novi Pazar, hanno sfruttato le ore dedicate alle preghiere, presso la moschea Frukan di Novi Pazar per divulgare la dottrina radicare dell`islam. Come riferito, hanno fatto appello alla jihad, ai teatri di guerra e hanno invitato la popolazione ad unirsi alla lotta in Siria contro il regime di Bashar Al Assad. "La moschea Furkan di Novi Pazar non è un centro di reclutamento per la guerra in Siria, ma luogo in cui si può creare una connessione con le persone che combattono per l'ISIS. In questo luogo non sono mai state trovate delle armi, ma esso serve per la divulgazione dell'islam radicale", riporta una fonte del servizio di sicurezza che conosce la questione, affermando che di certo tutti coloro che dalla Serbia si sono recati per combattere in Siria, sono stati a Furkan. Idriz Bilibani, nel settembre dello scorso anno, è stato arrestato in Kosovo, ed in seguito è stato liberato dopo un mese, mentre dal 16 ottobre stava agli arresti domiciliari. Sul suo profilo Facebook, seguito da circa 3.400 persone, Bilibani è entrato per l'ultima volta il 15 dicembre dello scorso anno. Secondo i dati del servizio serbo di sicurezza, circa 20 cittadini della Serbia sono andati per combattere al fianco dell'ISIS in Siria. Alcuni di loro hanno portato con sé anche le proprie famiglie. Nell'ISIS esiste infatti la cosiddetta Brigata Balcanica che combatte in Siria e Iraq, in cui si trovano cittadini serbi reclutati per la jihad, scrive Blic. Vi sono casi di alcuni cittadini del Sangiaccato che inizialmente hanno venduto le proprie case, e in seguito hanno preso credito in banca e si sono recati in Siria per combattere. La famiglia la lasciano in Siria, mentre gli uomini vanno per combattere fino a sei mesi. Tutti coloro che sono andati, lo hanno fatto individualmente, e non in gruppo, ma sapevano di preciso dove andranno: attraverso la Turchia, fino alla frontiera con la Siria, vengono guidati sino alla città di Kilis, dove li attendeva un contatto.
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