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Tobruk - Il fondo sovrano libico Libyan Investment Authority ha avviato un'azione legale nei confronti di quattro Stati africani, sostenendo che essi hanno approfittato dei stravolgimenti politici della Libia per poter nazionalizzare dei beni…
Tobruk - Il fondo sovrano libico Libyan Investment Authority ha avviato un'azione legale nei confronti di quattro Stati africani, sostenendo che essi hanno approfittato dei stravolgimenti politici della Libia per poter nazionalizzare dei beni appartenenti al fondo di circa 67 miliardi di dollari. Il presidente del fondo - nominato dal governo Tobruk nel mese di ottobre - ha sottolineato che l'azione legale riguarda attivi tecnologici in Ruanda, Zambia, Ciad e Niger. A partire dal 2011, il fondo sovrano Libyan Investment Authority (creato nel 2006 dal colonnello Muammar Gheddafi per investire i ricavi proventi dalla ricchezza petrolifera della Libia) ha i suoi beni congelati sotto la Legge internazionale. "Ormai sono all'ordine del giorno i tentativi di acquisire le attività del Fondo, attraverso la nazionalizzazione di alcune attività in alcuni Stati membri. La Libyan Investment Authority è stata fondata nel 2006 dal Colonnello Muammar Gheddafi per investire i proventi di enormi ricchezze petrolifere in Libia, ma dall'anno 2011 i suoi beni sono stati congelati ai sensi del diritto internazionale. Nel 2014, è stata aperta una procedura contro contro Goldman Sachs e Société Générale presso la Corte Suprema a Londra, allo scopo di rivendicare i diritti del Governo provvisorio riconosciuto a livello internazionale, ai sensi del diritto delle Nazioni Unite, dell'Unione europea e degli Stati Uniti, per ottenere l'esenzione dall'applicazione delle sanzioni, che ha congelato gli investimenti. Secondo il "Financial Times" la LIA si prefigge di ripristinare quanto è stato sottratto al popolo libico, precisando che dopo forti contrasti l'ex Presidente della Libyan Investment, Abdul Majid Briesch, ha deciso questo mese di nominare degli avvocati per considerare i casi presentati, dicendo: "Questo è il patrimonio del popolo libico, e abbiamo il compito di proteggere queste risorse". Il Fondo sovrano libico di proprietà del fondo di investimento è il il più grande del continente africano. E' intanto pronto a recarsi in Uganda per convincere i leader di permettere loro di gestire liquidità e obbligazioni in contanti, che rappresenta il 25 per cento delle aziende, e il resto delle attività dell'impresa è stato investito in 550 aziende che operano in diversi settori, tra cui Royal Dutch Shell, Siemens,Pearson Education e Vodafone.
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