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Banja Luka - L'unità regionale dell'Amministrazione statale per gli affari geodetici e per i rapporti di proprietà della Repubblica Srpska ad Ugljevik non ha ancora ottenuto la proposta per l'espropriazione del terreno, necessario a…
Banja Luka - L'unità regionale dell'Amministrazione statale per gli affari geodetici e per i rapporti di proprietà della Repubblica Srpska ad Ugljevik non ha ancora ottenuto la proposta per l'espropriazione del terreno, necessario a soddisfare i bisogni della nuova miniera Ugljevik istok 2, presso la località di Ugljevik Selo e nell'area di alcune altre comunità locali di Ugljevik, è quanto confermato dal capo di questa unità regionale Obren Radic al Capital.ba. Radic dice che, durante la prima fase, si attuerà un'espropriazione di circa 255 terreni a Ugljevik Selo. Secondo le informazioni, ottenute durante il colloquio con i rappresentanti della Comsar Energy RS Ugljevik, Radic comunica che si in attesa della garanzie bancarie, necessarie ad avviare l'espropriazione. Egli ricorda che il Governo RS ha espresso il suo interesse per quest'area e che l'espropriazione del terreno e della proprietà si effettuerà a favore del Governo della RS, ovvero il terreno espropriato sarà registrato come proprietà del Governo della RS. Attraverso l'accordo di concessione, il Governo assegnerà il terreno espropriato alla compagnia Comsar Energy RS. Radic spiega che si tratta di un lavoro molto impegnativo e di grande responsabilità che, in alcune fasi, prevede l'espropriazione di alcune migliaia di terreni nell'area di Ugljevik. Il piano d'espropriazione, per i bisogni della nuova mineria Ugljevik Istok 2, comprende le comunità locali Ugljevik Selo, Stari Ugljevik e alcune parti delle comunità locali di Janjari, Atmacici, Glinje e Srednja Trnova. I cittadini dei villaggi menzionati, infatti, dispongono di oltre 2.760 ettari di terreno, il cui 10% della quota sarà di proprietà del Governo della RS, mentre la restante parte sarà proprietà dell'uomo d'affari russo, Rashid Serdarov. Circa 500 rimpatriati Bosniaci hanno firmato la petizione e l'hanno inviata al sindaco del comune Ugljevik Vasilije Peric e al Governo della RS. I rimpatriati si sono uniti nell'intenzione di salvare i villaggi sopracitati, nei quali vivono circa 2.600 persone.
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