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Belgrado - "Nelle sfide del quotidianità, quando gli euro-scettici attaccano l'identità europea, la creazione di una macro-regione, qual'è la regione del Danubio, rappresenta la chiave di una cooperazione basata sullo…
Belgrado - "Nelle sfide del quotidianità, quando gli euro-scettici attaccano l'identità europea, la creazione di una macro-regione, qual'è la regione del Danubio, rappresenta la chiave di una cooperazione basata sullo scambio di esperienze tra le persone e sulla prassi dell'avvicinamento transfrontaliero", è stato dichiarato, domenica 21 giugno alla terza conferenza parlamentare della regione del Danubio. Il raduno di due giorni, organizzato dall'Assemblea della Serbia e dell'Organizzazione Tedesca per la Cooperazione Internazionale, è iniziato sabato 20 giugno con la partecipazione di 14 parlamentari dei Paesi della regione del Danubio. Il deputato del Parlamento europeo, Michael Theurer, ha sottolineato il fatto che si stia vivendo in un mondo troppo incerto, in cui l'UE è scossa da numerosi scontri militari, ma nonostante questo l'UE continua a rimanere stabile. Sostenendo il fatto che la strategia di Danubio rappresenti la parte integrale del collegamento regionale, Theurer ha sottolineato la grande importanza del patrimonio culturale dell'UE. "Non vogliamo che nessun Paese perda la sua identità", ha spiegato Theurer alludendo all'esistenza di alcuni Paesi membri dell'UE che dimostrano avversione per l'mmigrazione, menzionando l'Ungheria, la quale intende alzare un muro alla con la Serbia. I parlamentari hanno accolto il Vice Presidente dell'Assemblea Serba, Igor Becic, il quale afferma che il Danubio rappresenta, per la Serbia, non solo un percorso economico, ma un legame con la civiltà europea. "La Serbia partecipa ai diversi progetti della regione del Danubio - dichiara Becic - e a tal proposito dimostra il suo impegno europeo e la sua prontezza nel realizzare una cooperazione di buon vicinato", conclude. Il tema affrontato, nella prima sessione della conferenza, è stato il patrimonio culturale e la diversità, considerata la base dell'identità europea nella regione del Danubio, dal punto di vista del patrimonio ebraico, ed è stato sottolineato il fatto che la questione della restituzione della proprietà degli ebrei non sia una questione ebraica, ma civile. Il direttore facente parte dell'Organizzazione Mondiale Ebraica per la Restituzione, Nasliel Dison, ha dichiarato che in Serbia il Governo stia facendo grandi sforzi per migliorare la questione sulla restituzione delle proprietà agli ebrei. Il professore nell'Università a Belgrado, Nikola Samardzic, ha infine reso noto che la comunità ebraica, prima della guerra, ha vissuto vicino al Danubio e, proprio per questo motivo, non è possibile immaginare l'identità di Belgrado priva degli ebrei.
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