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Tripoli - Alcuni esperti occidentali della sicurezza prevedono a breve termine una maggiore influenza di Al-Qaeda nel Maghreb, nel caso in cui sarà confermata la morte del militante algerino, Mokhtar Belmokhtar avvenuta in seguito al raid aereo…
Tripoli - Alcuni esperti occidentali della sicurezza prevedono a breve termine una maggiore influenza di Al-Qaeda nel Maghreb, nel caso in cui sarà confermata la morte del militante algerino, Mokhtar Belmokhtar avvenuta in seguito al raid aereo americano in Libia. Gli esperti, inoltre suppongono che ''la morte di Belmokhtar potrà anche causare una maggiore concorrenza per la ricchezza derivante dal contrabbando delle armi e degli esseri umani'' in Nord Africa. L’agenzia Reuters, ha pubblicato una lunga analisi sul raid aereo americano in Libia, e ricordiamo che il Governo ad interim libico ha annunciato che ha preso di mira il militante algerino Mokhtar Belmokhtar comportando la sua morte. <strong>Chi è Mokhtar Belmokhtar? </strong> Nato nel mese di giugno del 1972 a Ghardaia, vicino al Sahara, ha combattuto fin da quando era molto giovane in Afghanistan nel 1991, dove ha perso un occhio, e proprio per questo era stato soprannominato ''Laouar'' (il guercio). Ex capo di Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi), con il quale era entrato in dissenso, Mokhtar Belmokhtar aveva creato alla fine del 2012 la sua propria unità di combattenti, ''Firmatari di sangue''. Nel mese di gennaio del 2013, aveva rivendicato il cruente attacco e il massiccio sequestro di ostaggi nel complesso di gas a In Amenas, nel Sahara algerino, che ha provocato la morte di 37 stranieri, un algerino e di 29 rapitori. Dato per morto in Ciad nell'aprile del 2013, in seguito aveva rivendicato un doppio attentato suicida in Niger nel mese di maggio del 2013, provocando circa venti morti. Al-Mourabitoune è nato nel 2013 dalla fusione dei ''firmatari di sangue'' e del movimento per l’unità e la jihad in Africa occidentale (Mujao), uno dei gruppi Jihadisti che hanno controllato il nord del Mali fino all’avvio dell’operazione francese Serval nel 2013. Condannato a morte due volte dalla giustizia algerina, Belmokhtar aveva ordinato l’uccisione di quattro francesi in Mauritania nel mese di dicembre del 2007, e la presa in ostaggio di due canadesi nel 2008, e di tre spagnoli e due italiani nel 2009.
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