Parliamone.
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Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Skopje - Il leader dell'LSDM, Zoran Zaev ha annunciato la pubblicazione di una nuova "bomba" rappresentata dalle intercettazioni che l'opposizione sta rendendo note da più di due mesi, per mercoledì 27 maggio, dinanzi alla…
Skopje - Il leader dell'LSDM, Zoran Zaev ha annunciato la pubblicazione di una nuova "bomba" rappresentata dalle intercettazioni che l'opposizione sta rendendo note da più di due mesi, per mercoledì 27 maggio, dinanzi alla sede della Presidenza del Consiglio. Il leader dell'opposizione, Zoran Zaev, si è espresso in questo modo al termine della riunione tra i leader politici del Club dei Deputati, la terza di turno con l'obiettivo di far uscire il Paese dalla crisi politica, terminato senza alcun risultato. Zaev ha avvertito che il materiale audio, facente parte del progetto "La verità sulla Fyrom-Macedonia" verrà esposto al pubblico dinanzi alla sede del Governo. La pubblicazione delle cosiddette "bombe" è stata interrotta per due settimane dalla stessa opposizione perché non era il momento e per evitare qualsiasi ulteriore escalation della situazione, proprio per il loro contenuto. Si tratta della chiusura della Televisione A1, dell'omicidio di cinque giovani macedoni sul Lago di Smilkovc, del caso "Mostra" (Mostro) ma anche delle operazioni della Polizia quali "Spione" e "Detonator". Il leader dell'LSDM, ha promesso ai cittafini che pubblicherà tutti gli audio di cui è in possesso, indipendentemente dal processo dei negoziati avviati tra VMRO-DPMNE, LSDM, BDI e PDSH, per risolvere la crisi profonda. Lo stesso ha informato che per la seguente pubblicazione, sono stati preparati 102 dossier, rispettivamente bombe con argomentazioni ed abusi, mentre prima della protesta popolare del 17 maggio sono state pubblicate 33 "bombe", ciascuna contenente un vasto dossier di materiali audio. Fonti vicine all'LSDM hanno dichiarato che la pubblicazione di tutti i materiali dipenderà anche dalla piega che prenderanno gli avvenimenti nel Paese. I casi sopracitati sono stati seguiti da forti proteste da parte dei cittadini macedoni ed albanesi. Ad inizio di questo mese, quando il leader dell'LSDM ha annunciato la grande protesta popolare per il 17 maggio, ha riferito che "Mostra", l'omicidio sul Lago di Smilkovc, Spione e Detonatore sarebbero stati esposti proprio durante questa manifestazione. Ma i tragici scontri scontri avvenuti il 9-10 maggio a Kumanovo tra le forze speciali e il gruppo armato, hanno annullato la pubblicazione dell'intercettazione, decisione questa, presa dalla stessa opposizione, onde evitare l'ulteriore deterioramento della situazione nel Paese. Dopo la pausa, la pubblicazione delle intercettazioni dinanzi alla sede dell'esecutivo, viene interpretata come un "terremoto" per il Governo Gruevski. E' quanto riportato anche sul portale "Ohridsky" dove sono presenti alcuni dettagli circa l'omicidio presso il lago di Smilkovci. Secondo Sasho Denesoski, la "bomba" su "Mostra" comporterà la caduta di VMRO DPMNE e BDI. Lo stesso ha espresso i sospetti relativi al modo in cui sono stati uccisi i giovani macedoni che sono morti in un altro posto rispetto a quello in cui sono stati trovati. "Dopo questa pubblicazione sarà più chiaro chi ha dato l'ordine, dove sono stati uccisi i bambini, come è stata uccisa la guardia sul Lago di Smilkova e verranno rese note informazioni circa la famosa macchina trovata non lontano dal luogo del crimine, che secondo le indiscrezioni, è stata utilizzata in precedenza dalle unità speciali Alfa ed altri", è quanto riportato nell'articolo del giornalista Denesoski, conosciuto per il suo coraggio dal momento che svariate volte, ha accusato il Governo per vari scandali. Tempo fa il giornalista ha chiesto pubblicamente, all'ex Ministro degli Affari Interni, Gordana Jankullovska, come mai 500 chilogrammi di cocaina confiscati, sono finiti sul mercato di Struga e sono stati effettuati, conseguentemente, nuovi investimenti milionari in quella Regione. Invece il giornalista del Kosovo, Milaim Zeka sul caso in questione, ha riferito che quando è avvenuta la tragedia, le autorità macedoni, mediante un servizio di intelligence di un Paese occidentale, hanno rifiutato l'aiuto dell'Agenzia d'Intelligenze del Kosovo. Stando alle sue parole, il punto cruciale del caso è la macchina Opel, utilizzata per omicidio, la quale dopo il sequestro è stata abbandonata. Ma alla fine lo stesso si è posto la domanda "Perché mai è stato comunicato che uno dagli uccisi era un testimone all'Aja contro il Ministro della Difesa della Fyrom-Macedonia? Perché è stato tenuto segreto questo? Perché hanno taciuto in merito al suddetto particolare sia i servizi regionali che quelli occidentali, quando sapevano che era opera del Servizio segreto macedone, solo per infangare gli albanesi?!". Ricordiamo che dal 17 maggio al termine della protesta popolare a Skopje, il leader dell'opposizione insieme a molti sostenitori della battaglia contro il Governo Gruevski hanno stabilito delle tende, instaurando un campo davanti al esecutivo, in attesa delle sue dimissioni. <strong>Caso "Omicidio sul Lago di Smilkovci"</strong> Il 12 aprile del 2012 nei pressi del Lago di Smilkovci, nella periferia di Skopje, sono stati rinvenuti i corpi di quattro giovani uccisi e di un pescatore macedone. Per circa due settimane è stata divulgata la notizia che gli autori del massacro, stando ai sospetti, dovevano essere albanesi, nonostante la mancanza di informazioni, piste da seguire e dettagli preliminari sul caso da parte del Ministero degli Affari Interni. La questione ha creato molti problemi, sconvolgimenti e proteste da parte dei macedoni, che accusavano gli albanesi. Per calmare le acque, si è recato nella Fyrom-Macedonia, l'allora Presidente dell'Albania, Bamir Topi, il quale nel corso di una conferenza stampa congiunta con l'omologo Gjorgje Ivanov, ha fatto appello alla calma ed al contenimento dei cittadini. I due Presidenti hanno sottolineato che le istituzioni si sarebbero occupate dell'omicidio avvenuto nei pressi del villaggio Smilkovc di Skopje. Due settimane dopo, mediante un'operazione delle forze speciali chiamata "Mostro", sono state arrestate 20 persone e sono state perquisite 26 abitazioni a Skopje, Haracine e Kumanove. Mediante una conferenza stampa, il Ministro degli Affari Interni, Gordana Jankulovska, ha fatto sapere che tra le persone fermate a Skopje, vi erano anche gli autori degli omicidi sul lago. Stando alle sue parole questi appartenevano a gruppi radicali islamici ed hanno combattuto in Afghanistan e Pakistan contro la NATO. Tale dichiarazione, stando alla quale gli autori dell'omicidio sono dei "radicali islamici", ha scatenato le proteste degli albanesi. <strong>Caso "Mostro"</strong> Dopo l'arresto risalente al 1° maggio 2012, di 20 albanesi sospettati di essere gli autori dell'omicidio avvenuto presso il villaggio di Smilkovci, metà di questi sono stati rilasciati in libertà mentre ai restanti, per almeno quattro volte, è stata rinnovata la misura di carcerazione preliminare. Dopo diversi mesi di indagini, il 20 dicembre è iniziato il processo relativo al caso "Mostro", con l'accusa di concorso in omicidio, possesso di armi da fuoco senza permesso e terrorismo. Il fascicolo di diverse pagine, ha accusato sette cittadini albanesi di terrorismo e omicidio. Dopo due anni di accuse di aver montato l'intero processo, fabbricato prove, intercettato giudici e maltrattato fisicamente gli accusati per far si che ammettessero il crimine, il Tribunale Fondamentale Skopje 1 ha emesso le condanne per l'ergastolo nei confronti degli accusati per di omicidio. Si tratta di Alil Demiri, dei fratelli Afrim e Agim Ismailovic, di Fejzi Aziri, Haki Haziri e Sami Luta di 27 anni arrestato a distanza di un anno. Solo uno degli accusati, Rami Sejdini, è stato proclamato innocente. La sentenza ha accesso molto gli animi della popolazione albanese che ha dato inizio ad ampie proteste a Skopje, aggravate ancor di più dal tentativo della folla di distruggere la sede del partito albanese di maggioranza BDI, di Ali Ahmeti a Tetovo, accusandolo di aver preso parte al processo. <strong>Caso "Detonator"</strong> Sempre nel 2012 si è tenuta anche l'operazione della Polizia "Detonator", che è giunta al termine con la confisca di oltre mille macchinari per il gioco d'azzardo, il denaro e le armi, con la chiusura di diversi centri scommesse e casinò e con l'arrestato di diverse persone in quadro alla lotta contro la corruzione. In questo processo sono state accusate 16 persone da Vinica, Koçana e Shtipi, due delle quali ancora in fuga, e sono stati giudicati dal Tribunale di primo grado per tentato omicidio, concorso in omicidio, riciclaggio di denaro, evasione fiscale, usura, violenza e truffa. Questi secondo l'accusa, hanno tentato tre volte di uccidere, Dragan Stoimenov da Koçana il quale è stato chiamato a deporre. Invece la Corte d'Appello ha confermato parzialmente la sentenza di primo grado verso 15 accusati, condannati a scontare la loro pena in carcere per il reato di tentato omicidio, violenza, truffa, usura, e possesso di armi. Uno di loro, in particolare è stato condannato a 13.5 anni di detenzione. Il caso è stato fortemente criticato dall'opposizione LSDM, allora guidata da Branko Crvenkovski, a detta del quale con l'operazione sono stati colpiti solo piccoli pescatori, mentre dovevano accollarsi le proprie responsabilità i membri delle istituzioni quali la Dogana e la Direzione Tasse. Si trattava di scommesse illegali, in decine di posti, senza conti fiscali, e contro ogni legge. Una farsa è stata definita anche la decisione del Dipartimento delle Entrate Pubbliche (DAP) per la sospensione di 20 ispettori a causa dell'azione "Detonator", che secondo LSDM sono tornati a lavoro come se niente fosse. Questa forza ha chiesto responsabilità anche per il direttore di DAP, Goran Trajkovski, che era al corrente e ha tollerato il crimine. Definendo il caso "affare di VMRO-DPMNE", l'opposizione ha chiesto di processare gli alti funzionari che hanno abusato della propria funzione, quali Mile Janakievski allora Ministro dei Trasporti, Zoran Konjanovski vice Ministro dell'Agricoltura, Aco Spasenovski, Mihajllo Manevski, Vasko Naumovski, Elizabeta Kançeska Milevska ecc. <strong>Caso "Spione"</strong> Il tribunale penale di Skopje ha chiuso ad ottobre del 2014 questo caso, dando oltre 70 anni di carcere ai 18 accusati. Il caso "Spione" è tra i più gravi casi della storia del Paese, dove un gruppo organizzato ha venduto dati confidenziali per le necessità dei servizi esteri. La più grande condanna a 15 anni di reclusione è toccata a Marjan Efremov, accusato di aver spiato per i servizi segreti stranieri, mentre si occupava di ricatti e tangenti. Secondo l'accusa, Efremov, insieme ad altre tre persone, ha creato un gruppo per spiare fornendo segreti statali ai servizi ungheresi e greci. L'ex generale Goran Stojkov è stato condannato a 9 anni di carcere mentre Ixhet Abdi, ex funzionario dell'Agenzia di Contro-Spionaggio è stato condannato a 4 anni di reclusione. L'ex direttore del Dipartimento contro il Riciclaggio di Denaro, Vane Cvetanov, è stato condannato a 3 anni di carcere, Aleksandar Dinevski a 4,5 anni e Cvetan Damjanovski a 6,5 anni di carcere. Tutti gli altri hanno ricevuto condanne che variano da 1 a 4 anni di detenzione. L'accusato Sllobodan Milloshevski è stato condannato con la condizionale visto che ha ammesso le proprie colpe. Invece l'ex capo gabinetto del Presidente del Parlamento, Marjan Maxhoski, è stato condannato a 1.5 anni di carcere. Altri condannati sono: Georgi Haxhi Micev, il giornalista, Zoran Bozhinosvki che è stato estradato da Novi Sad. Gli accusati, hanno detto di non essere colpevoli, di non aver ricattato e di aver sempre lavorato nell'interesse del loro Stato. In questo processo in totale vi sono stati 19 accusati, di cui solo uno è stato liberato, 5 stanno aspettando l'entrata in vigore della sentenza mentre altri sono stati condannati alla carcerazione preliminare. Secondo l'accusa, il gruppo di spionaggio si era formato nel 2009 e ha funzionato fino al 2012, arricchendosi mediante la vendita delle informazioni ai servizi greci ed ungheresi. <strong>Caso chiusura "Televisione A1"</strong> Si tratta di un'operazione intrapresa verso gli oppositori potici ovvero mediatici della maggioranza VMRO-DPMNE. Le intercettazioni sul caso della chiusura della televisione "A1" sono già state pubblicate da LSDM, secondo cui nel 2011 appena terminate le elezioni generali, su diretto ordine di Nikola Gruevski è stato eseguito l'abbattimento dell'edificio della televisione A1. Il complesso "Cosmos" era un investimento di oltre 15 milioni di euro dell'imprenditore Fijat Canovski ed è stato abbattuto per vendetta. Nikolla Gruevski, personalmente, ha lanciato e controllato l'intera operazione. Il Premier Gruevski, per sviare i sospetti, ha ordinato inoltre la modifica dei piani urbanistici, per farla sembrare un'azione contro le costruzioni senza permesso o modifiche al territorio urbano per interessi pubblici. La chiusura della televisione A1 a Skopje, ha causato molteplici reazioni da parte degli esperti come anche dei partiti politici, in quanto sono rimasti senza lavoro 230 giornalisti e dipendenti di questa televisione. Canovski è il leader di un piccolo partito "Partito per il Futuro Europeo" (PEI) che fino al 2010 faceva parte della coalizione VMRO DPMNE mentre poco prima delle elezioni del 2011 ha cambio orientamento, passando all'LSDM. Questo pare sia stato il motivo della vendetta di Gruevski, La chiusura della televisione di Velija Ramkovski, è stata accompagnata dal processo giudiziario "Ragno" dove Ramkovski insieme ad altre 21 persone sono stati accusati di cooperazione illegale, riciclaggio di denaro, evasione fiscale, danneggiamento dei creditori, abuso della funzione ufficiale, ostacolo nell'ottenere le prove. Ramkovski nella sua dichiarazione davanti ai giudici ha dichiarato di essere innocente ed ha chiesto la sua liberazione. Tra gli accusati c'era anche il fratello, Amdi Ramkovski ed i suoi stretti collaboratori, Neven Rauf e Zoran Micevski. Secondo l'organo di accusa, il proprietario di TV A1 ha consumato i reati di evasione e riciclaggio, insieme ai suoi collaboratori ed ai dirigenti delle società vicine alla televisione tra cui "Pero Nakov", ma anche mediante società in Turchia, Serbia e Croazia in possesso dei membri della famiglia Ramkovski. In quadro a tale inchiesta sono stati chiusi conti correnti, che hanno causato difficoltà finanziarie, portando alla chiusura di tre quotidiani entro due settimane, seguito dall'abbattimento delle televisione A1, tra le più rilevanti per la sua vena anti-Governo. Come avviene spesso nella Fyrom-Macedonia c'è una connessione tra Fijat Canoski e Velija Ramkovski, la figlia di quest'ultimo è sposata infatti con il figlio di Canoski.
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