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Pristina - Undici persone e quindici organizzazioni non governative hanno la principale responsabilità per la divulgazione dell'estremismo religioso in Kosovo - è quanto riportato dal quotidiano 'Koha Ditore'. Stando ai sospetti…
Pristina - Undici persone e quindici organizzazioni non governative hanno la principale responsabilità per la divulgazione dell'estremismo religioso in Kosovo - è quanto riportato dal quotidiano 'Koha Ditore'. Stando ai sospetti Ekrem Avdiu, Shefqet Krasniqi, Enes Goga, Lukman Neziri, Kastriot Duka, Faruk Lohaj, Mazllum Mazllumi, Selatin Shala, Shaban Shabanaj, Jeton Raka, Shukri Aliu, hanno divulgato il salafismo. Gran parte di questi, lo scorso anno, sono stati arrestati come sospettati per il reclutamento al fine di eseguire reati terroristi. Kastriot Duka, anni fa, è stato deportato dal Kosovo, mentre Shukri Aliu è stato ucciso in Fyrom-Macedonia. Finora molte organizzazioni hanno finanziato l'estremismo: Al-Haramanei, IWC, KOFF, ISTAMBULL, sono fuggite via dal Kosovo lasciando delle "larve" attraverso le ONG: Gjurma, Fondakos, Sfera, Kalliri i mirësisë (Spiga della benevolenza), Njëanshmëria (Parzialità), Krenaria (Fierezza), Realiteti (Realtà), Kuran, Rahm Amercy, Al Waqf Al Islam. Il quotidiano kosovaro è entrato in possesso della relazione con i dettagli dell'Intelligence dell'Unità contro il Terrorismo della Polizia del Kosovo, che è stato consegnata agli altri organi, compreso il Governo nel 2013. Le foto sono state scattate alla Moschea che è stata chiusa dalla Polizia del Kosovo, situata sulla strada "28 novembre" a Pristina, nei pressi del riscaldamento centrale "Termokos". L'edificio non reca neanche un nome, soltanto un'insegna con su scritto "Xhamia" (moschea). Questa moschea, secondo l'imam Bedri Robaj, veniva sfruttata solo per la preghiera del venerdì e non era sotto il controllo della Comunità Islamica del Kosovo (BIK). L'edificio è stato chiuso dopo l'operazione della Polizia kosovara, su ordine del Tribunale, e in questo caso sono finite in manette 40 persone, alcune delle quali sono state anche in Siria e sono sospettate di avere legami con i gruppi terroristici ISIS e Xhabhatu Al-Nusra. L'azione intrapresa lo scorso anno, ha portato all'arresto di diversi imam, tra cui quello di Gjilan, Zekirja Qazimi imam della moschea "El Kuddus", sospettato di incentivazione al reclutamento. Ahmet Sadriu dalla BIK ha affermato per RTK, che la moschea agiva al di fuori della Comunità Islamica del Kosovo. "Una congregazione ha affittato l'edificio. Abbiamo informato gli organi competenti e abbiamo un documento per iscritto di due anni fa, a giugno del 2012 l'abbiamo inviato al Ministero degli Interni ed al Dipartimento dei Servizi Pubblici a Pristina, chiedendo la chiusura della suddetta moschea", ha precisato Sadriu.
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