Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Skopje - Centinaia di cittadini si sono ritrovati dinanzi alla sede del Governo a Skopje per proseguire, in tal modo, la protesta con la quale hanno richiesto le dimissioni del Primo Ministro, Nikola Gruevski, e del suo gabinetto. Innanzitutto, dopo la…
Skopje - Centinaia di cittadini si sono ritrovati dinanzi alla sede del Governo a Skopje per proseguire, in tal modo, la protesta con la quale hanno richiesto le dimissioni del Primo Ministro, Nikola Gruevski, e del suo gabinetto. Innanzitutto, dopo la conclusione della grande protesta anti-governo, tenutasi nel pomeriggio di ieri, domenica 17 maggio, presso il boulevard "Ilindenska", davanti al Governo e le superfici verdi adiacenti, sono state installate delle tende e sacchi a pelo, visto che i cittadini sono intenzionati a non lasciare la piazza fino a quando non se ne andrà Gruevski. L'intera direzione dell'opposizione, la Lega Socialdemocratica della Macedonia (LSDM), con a capo il leader Zoran Zaev, ha passato la notte con i cittadini davanti al Governo, al termine di una protesta pacifica senza alcun incidente. D'altra parte, il partito al potere VMRO-DPMNE, ha annunciato per quest'oggi, lunedì 18 maggio, una protesta in sostegno del leader, Gruevski. La protesta, come ha informato il rappresentante di VMRO-DPMNE, Ivica Konevski avrà luogo alle ore 20:00 ed i cittadini sono stati invitati a parteciparvi senza distinzioni di etnia, per una Fyrom-Macedonia migliore. Ricordiamo che la protesta, annunciata da settimane dall'opposizione, è stata a dir poco impressionante e vi hanno partecipato cittadini, provenienti di tutte le etnie, macedoni, albanesi, ecc, raggiungendo circa le 100 mila presenze. Davanti all'edificio del Governo non sono mancati slogan "No al regime mafioso di Nikola Gruevski", "Libertà e democrazia per la Fyrom-Macedonia", "Gruevski vattene", "Addio Nikola", con i quali i presenti hanno chiesto, in modo unanime, le dimissioni del Premier Nikola Gruevski. Il leader dell'opposizione, Zoran Zaev ha riferito che le proteste andranno avanti fino all'allontanamento del Premier e che resteranno in piazza attendendo tale mossa. Oltre ai rappresentanti dell'LSDM, si sono rivolti alla folla, anche i membri della società civile, gli intellettuali, gli studenti ecc, muovendo forti critiche al Governo, per gli omicidi, i crimini e la corruzione emersa con le intercettazioni, per la violenza e la paura praticate dal regime del Premier Gruevski. Questi hanno riferito che la protesta è una chance per un nuovo inizio nella Fyrom-Macedonia, il ripristino della democrazia e l'attuazione della legge. La protesta è stata seguita anche dai rappresentanti della comunità internazionale, dal corpo diplomatico, dagli ex ambasciatori europei, dall'eurodeputato britannico Richard Howitt, da quello tedesco Knut Fleckenstein e dall'ex Primo Ministro bulgaro, Sergei Stanishev. D'altra parte è stata riscontrata la grande presenza delle forze speciali della Polizia che si sono occupate della sicurezza presso l'edificio del Governo. "Che lo desideri o meno, Gruevski deve dare le dimissioni. Insieme a lui anche i collaboratori del regime. Bisogna creare un Governo transitorio (tecnico) per lo svolgimento delle elezioni parlamentari. Bisogna vedere l'elenco elettorale, tutti i meccanismi statali devono iniziare a funzionare ed occorre istituire un ambiente normale per i media. Siamo venuti qui e non andremo via senza riportare la normalità nella Fyrom-Macedonia", ha riferito Zoran Zaev. Lo stesso ha affermato che, la soluzione della crisi politica implica l'allontanamento del Premier Gruevski e dei suoi collaboratori, nonché del Procuratore Generale, Marko Zvrlevski, e delle strutture direttive della Radiotelevisione pubblica. Zaev ha sottolineato la necessità di convenire ad un accordo politico ed ha promesso dei programmi di sviluppo come anche riforme per il ripristino della democrazia. Il leader dell'opposizione ha ribadito la necessita di: riforme nel sistema giudiziario, libertà per quanto riguarda i media, dedizione del paese verso gli obbiettivi euro-atlantici, lotta alla corruzione e criminalità organizzata, eliminazione dei processi politici organizzati a tavolino e costruzione di un Paese con diverse comunità. Zoran Zaev ha citato la risoluzione della controversia sul nome e l'impegno nel raggiungere una soluzione insieme ai cittadini, proteggendo l'identità nazionale e gli interessi nazionali. Questi ha chiesto, inoltre, il sostegno della comunità internazionale per risolvere la crisi e non solo monitorarla. Nonostante l'insistenza, il capo dell'esecutivo macedone non ha intenzione di dimettersi. Nel corso dell'intervista rilasciata per la televisione "Sitel", Nikola Gruevski ha detto che uscirà ancora più forte da questa situazione e con una soluzione basata sulla volontà dei cittadini, commentando la protesta popolare tenutasi a Skopje. Lo stesso ha riferito che non intende dimettersi ed ha sottolineato che sono state sufficienti le dimissioni dei suoi tre collaboratori (Jankullovska, Mijallkov), anche se non avevano alcuna colpa. Il Premier Gruevski ha detto che bisogna trovare una soluzione alla crisi nella Fyrom-Macedonia, lasciando tuttavia intendere di non essere favorevole alla creazione di un governo tecnico. "Questa soluzione deve attenersi alla volontà del popolo e dei cittadini della Fyrom-Macedonia, in base alla volontà espressa nel corso delle ultime elezioni. La soluzione dev'essere trovata e non in modo violento, come forse qualcuno ha pianificato. La soluzione ci sarà. Il Paese uscirà ancora più potente da questa crisi, con più insegnamenti e si incamminerà ancora più forte di prima", ha annunciato Gruevski. Da parte sua l'opposizione ha accusato Nikola Gruevski di inscenare conflitti tra macedoni e albanesi al fine di deviare l'attenzione del pubblico, come l'ultimo incidente a Kumanovo dove hanno perso la vita 8 poliziotti delle unità speciali. La Fyrom-Macedonia sta rischiando di perdere la raccomandazione per l'adesione all'UE, perché le politiche del Governo attuale di Nikola Gruevski sono in contrasto con i valori europei. Secondo l`opposizione, Gruevski e suo cugino Sasho Mijallkov (ex capo dei Servizi) controllano oltre il 50% del business del Paese e non sono interessati all'adesione della Fyrom-Macedonia nell'Unione Europea.
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