Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - La visita ufficiale del Presidente Recep Tayyip Erdoğan nella capitale albanese, è stato un evento, in particolare per le promesse sulla crescita degli investimenti annuali turchi fino a 1 miliardo di euro, un attraente pacchetto di…
Tirana - La visita ufficiale del Presidente Recep Tayyip Erdoğan nella capitale albanese, è stato un evento, in particolare per le promesse sulla crescita degli investimenti annuali turchi fino a 1 miliardo di euro, un attraente pacchetto di finanziamenti, tra cui la costruzione della Moschea di Namazgja (30 milioni di euro), la costruzione del nuovo Parlamento e il finanziamento per la ricostruzione di 26 case museo e del castello di Gjirokastra. Tuttavia, quel che ha colpito è stato il chiaro messaggio rivolto al Governo di Tirana di Erogan di perseguire (o meglio chiudere) le attività del movimento Gülen, definito "terrorista" dal Presidente Erdogan. Per molti politici ed accademici albanesi la questione è stata vista come una "condizione" in cambio del pacchetto di finanziamenti. Tra questi vi sono accademici parte della rete di scuole e finanziamenti turchi, che fanno parte nella definizione del Presidente Erdogan come "gulenisti" (oppure: Fethullahci - Seguaci di Fethullah), così anche studiosi ed analisti albanesi. "La considero una visita troppo politica. Era una dichiarazione, estensione dei conflitti interni turchi", ha detto Ferdinand Gjana, Rettore dell'Università "Luna piena Beder". <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/9a6bd37b5f3e1a59c98bd4fdeca35092.jpg"></a> Contro le richieste del partner strategico del Governo si è espresso pubblicamente il deputato di maggioranza, Ben Blushi, criticando nella sessione plenaria le dichiarazioni del Presidente turco. A suo parere, è inconcepibile che lo Stato albanese debba assecondare le richieste del Presidente Erdogan, annientando ogni ramo dell'organizzazione condotta dal suo rivale Fethullah Gülen, organizzazione definita dal Presidente turco come terrorista. "Mi è parso che in cambio di quel dono abbia chiesto un riscatto, ha chiesto la chiusura di una organizzazione terrorista, ma io non l'ho vista un'organizzazione terrorista che non uccide. Ci pone quindi in una posizione di vassalli, che non accetto, noi riconosciamo come terroristi solo quelli inseriti negli elenchi della Comunità internazionale, ma non da Erdogan, e lo dobbiamo rifiutare - ha detto Blushi, aggiungendo -. L'Albania non ha motivo di entrare nei dibattiti interni di nessun Stato, non siamo la colonia di nessuno". Il deputato socialista ha sottolineato che le scuole turche in Albania, che Erdogan vuole chiudere, hanno aiutato migliaia di studenti. Blushi inoltre ha ringraziato la Turchia per il regalo della Moschea di Namazgja a Tirana, ma ha sottolineato che le moschee e le chiese in Albania devono essere costruite con soldi dello Stato, perché sono "una ricchezza nazionale". Le affermazioni di Erdogan hanno lasciato perplessi molti, perché solitamente, nonostante la forza del potere in Albania, la controparte turca ha conservato forme di assistenza di "fratellanza" senza condizioni. Spiega inoltre che il movimento Gülen è un movimento civile, e il suo nome non viene inserito in nessuno degli elenchi dell'ONU per le organizzazioni terroristiche. Le reazioni indignate dei politici albanesi, alla richiesta di Erdogan di chiudere le scuole turche in Albania, sono stati esposti anche dal quotidiano d'opposizione turco Zaman. <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/8a429f5a1d953fd87f2efff081f651e9.jpg"></a> Allo stesso modo, l'ex Ministro dell'Integrazione, Majlinda Bregu, ha chiesto al Premier Edi Rama, e al Ministro dell'Istruzione, di fare trasparenza sulle dichiarazioni del Presidente turco Erdogan, ossia sul fatto che in Albania vi siano gruppi terroristici che utilizzano la religione come loro ideologia. "Molti hanno portato i loro figli nelle scuole che devono essere chiuse. La preoccupazione è reale e il Ministero dell'Istruzione non farebbe male a dare una qualche spiegazione. E' intollerabile che si taccia se i figli che studiano nelle scuole turche nel nostro paese si trovino in ambienti che costituiscono un rischio", ha detto Bregu, esponendo la necessità di verificare se esiste un reale rischio e se "stanno mandando i propri figli in scuole terroristiche", perché non succeda come "con le armi chimiche" che causarono un caos. <br /> <strong>La dichiarazione del Presidente Erdogan</strong><br /> "Siete a conoscenza che in Turchia stiamo lottando contro una struttura parallela che si è creata. La consideriamo ufficialmente un'organizzazione terrorista che minaccia il nostro Stato, il nostro popolo. La guerra contro questa organizzazione nel nostro paese ed ovunque continuerà senza sosta. So che questa struttura ha una propria attività anche in Albania, in questo paese amico e fratello. Con i miei fratelli preziosi, il Signor Nishani e il Signor Rama, ho trattato la questione e ho la convinzione che sapranno fare quel che serve. Ho piena convinzione che le istituzioni albanesi non tollereranno mai questa organizzazione ed i suoi membri. La Turchia, con la sua dirigenza degli affari religiosi con il Centro culturale Yunus Emre, e con le altre istituzioni, è capace di sistemare e sostituire i servizi che questa organizzazione ha realizzato finora in Albania. Su tale questione dobbiamo essere chiari". Tale dichiarazione è stata rilasciata pubblicamente da Erdogan nel corso del suo intervento per la cerimonia di inaugurazione dei lavori della Grande Moschea di Tirana, alla presenza del Presidente albanese Bujar Nishani, ponendo in serio imbarazzo la controparte albanese. <br /> <br /> <strong>Cos'è il movimento Gülen</strong><br /> Il Presidente Recep Tayyip Erdoğan accusa Fethullah Gülen del tentativo di colpo di Stato, o di far cadere il potere creando uno "Stato parallelo". Nel dicembre del 2014, la Turchia emise un mandato d'arresto contro il predicatore e politologo turco Gulen, che vive in esilio auto-imposto in Pensilvania, Stati Uniti. Questi è entrato in aperto conflitto con Erdogan, sin dalle indagini per corruzione, rivolte alla ristretta cerchia, quando ricopriva la carica di Primo ministro. Lo stesso Gulen ha negato l'inclusione in ogni meccanismo di spionaggio e in un tentativo di colpo di Stato. Per interi anni, il movimento Gülen e i gulenisti avevano sostenuto il governo islamico-conservatore di Erdogan specialmente nei suoi sforzi di togliere dalle mani dell'esercito la sua influenza politica. Quelli che una volta erano alleati, ora sono nemici. Il movimento Gülen viene considerato uno dei movimenti islamici con maggiore influenza in Turchia, condotto dal religioso Fethullah Gülen. Nonostante questo movimento goda di molti sostenitori in Turchia, allo stesso tempo è al centro di forti critiche perché accusata di praticare nelle scuole private in 140 paesi del mondo una propaganda di agenda islamica. Le sue scuole private sono presenti anche nei Balcani, in Albania, Bosnia-Erzegovina e Fyrom-Macedonia.
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